Sto caricando...

Wooden Shjips
V.

()

Voto:

Versioni: v1 > v2

Nell’ascolto , uniti nella ribellione dello spirito, sotto gli archi dei cromatismi di un arcobaleno in festa .

Istruzioni per l’uso:

Come combattere il sistema, da un’amaca .

O meglio, come ignorare il sistema, da un’amaca.

Nella percezione di quel sound, in quel perverso mood ondulatorio

che ci fa sprofondare da quella accomodante posizione, di quello schienale, ormai liso e scomodo, di quel divano macchiato di caffeina e menzogna, diventato scialuppa e guida itinerante tra mari scuri e densi di poliuretano espanso, virando tra relitti e macerie dei nostri tinelli e delle nostre domestiche prigioni.

Nella estrema rotazione dei sensi, la bussola ha conquistato il suo antico potere assoluto spettante e la direzione da seguire splende in quella Versailles dell’Ego, in quella millenaria ascesa della monarchia individuale.

...

All’indomani dello sbarco di quel fanciullo d’Europa, in quel lunedì di Pentecoste nelle spiagge di Norimberga, quel ciuffo biondo color platino, quel viso deturpato dalla storia e da quei misteri , quelle storie altre di quei mondi distanti e lontani dai comuni orizzonti.

Ed un biglietto in mano di sola andata per l’Inferno.

Quale sfida per le umane comprensioni, quel giovane con quel candore puro e quale minaccia poteva rappresentare per le certezze delle caste, direttamente sceso sulla terra dall’Atlante, l’epoca evolutiva atlantidea in cui esseri spirituali erano guida per l’umanità. K.H. era animato e musicato dai suoi angeli spirituali, probabilmente anche dai Wooden Shjips, quali misteri si portava dietro questa figura e quali ansie suscitò con la sua entrèe in quelle diocesi ed in quelle aristocrazie del tempo, all’interno di quei mali che albergano dall’antichità, di quelle cattedrali del potere e dell’oscurità. Il Fanciullo d’Europa, con tutte le incomprensioni che suscitava in tutte le stratificazioni dell’esistenza era il benvoluto del popolo, era forse lui il “ cavaliere del cigno “ raffigurato da Rembrandt. Ma anche un pericolo costante per i suoi avversari, pugnalato ai giardini Ansbach dalle insidie di quell’ordine che deve mantenere il suo programma e perseguire il suo progetto.

Ucciso con rara barbaria, agonizzante e costretto sanguinante a immolare una via crucis in quel giardino, morto il terzo giorno, quella missione non compiuta infine perché “ il mostro e’ stato piu’ forte “ e quelle ultime parole , “Padre sia fatta la tua volontà e non la mia”.

...

E sempre quella bussola, quella sovranità individuale che apre il mondo ai sensi ed alle liriche di questa opera Quinta di questi tosti Wooden Shjips , questa lenta seduzione e sedazione dalle decadenze, da quelle ceneri che come neve scendevano dalla foresta di Portland, in quei giorni di registrazione dell’album, da quelle brame incendiarie degli assassini temporali.

Quella volontà di spostare il culo aldilà della terraferma, in quello strale tra la tua Guinness, la tua veranda , le stelle e quei sogni che sono in attesa di prendere fiamma…

In quella allegoria psichica cara al fanciullo declamato poc'anzi, quella evoluzione ancora innocua degli Shjips che hanno modulato una novella trance con radici del rock classico e panorami più aperti ed oltre la psichedelia, quel nascondere le sillabe dietro imponenti bastioni del suono.

Quel tocco afrodisiaco di Ripley Johnson, quel mormorio che rimembra anelli di fumo, che svaniscono appena prendono sostanza.

Quel sound che plasma art e fantasy rock scovando le gemme della psyxties e fondendole con il minimalismo punk dei Suicide e con riverberi di dream pop.

Deserto del suono, elegia malinconica sotto quella strada rocciosa spesso inflessibile e distanziata dalle tribalità rusticane, stimolazione di un nuovo immaginario visivo, guerrieri dalle rocce scagliano frecce avvelenate di pamphlet e dardi contro droni teleguidati armati di bombe di pensiero sottratto ed impoverito.

E da quelle mura del suono, che tanto sanno di maieutica, tanto sanno di una rivoluzionaria pedagogia in grado di aprire orizzonti a generazioni stordite dal maelstrom dei social, che integra per poi dividere a piacimento, per infine appiattire a gettone ogni pensiero critico in grado di ribaltare questa realtà confezionata, senza alternative...

La totale narcosi del delirio, da qui la voglia di scappare sciroccati dalla follia di questo delay, di questo sound obliquo, dondolati dal vento su quest’amaca a strapiombo sugli abissi, immaginare altri mondi anche utopici ma che siano scintilla di un nuovo stile floreale...

Apre “Eclipse” una boreale odissea di sassofono, di roxyiana memoria, con un richiamo ad un Andy Mackay di ritorno da un tour acido con gli Spacemen 3 .

Alain Delon vaga senza pace per i giardini dell’Eur, sotto un sole incandescente in attesa di una femminile redenzione, che e’ assente come la frescura di quella fronda desiderata, parrebbe l’ultimo uomo sulla terra in attesa di quella evaporazione prossima della sua anima persa in infiniti brokeraggi della coscienza. Ascoltare per credere, diceva un altro commerciante di frattaglie.

“Staring at The Sun” narra della contemplazione di ciò che ami, traccia interstellare che rimanda ai Buffalo Springfield, quel momento intimo in cui, fissando il sole trovi quel fragilissimo punto di equilibrio tra la interior pax ed il tumulto dalla finestra.

Anche la distruzione apocalittica delle foreste di Portland , che caratterizzò il periodo di registrazione dell’album, la foschia di quei giorni diventa meravigliosa allucinazione, con quella tipica jam e quelle note che luccicano come brace fluttuante nei cieli.

E quelle navi di legno, che mirano il sole, in quel disegno sensuale ed inebriante che in questo momento potrebbe stonare come Peter Sellers in H.Party, hanno invece una chiara visione all’orizzonte.

Un’ oasi, in qualche posto da qualche parte, anche nel futuro, che attende e muove i fili, sulle acque, di quelle imbarcazioni. Facciamoci quantomeno spedire una cartolina.

Commenti (Sedici)

asterisco
asterisco
Opera:
Recensione:
Bella pagina.


Conteverde: Grazie Asterisco.
ALFAMA
ALFAMA
Opera:
Recensione:
una piccola risposta alle mie lamentele ? Lo spero


ALFAMA: mi lamentavo che non sentivo un nuovo lavoro psichedelico degno di nota
Conteverde: ....c'è forse necessità di scavare nella propria anima, di toccare con mano quelle rivelazioni, di liberare la vista da qst pixels...di rifugiarsi in qualche luogo sperduto bramando rivoluzioni....cmq caro Buzz prenditela con calma....ma quando tornerai a scrivere accendero' candele ovunque.
Conteverde
Conteverde
Opera:
Recensione:
Modifica alla recensione: «V.». Vedi la vecchia versione V. - Wooden Shjips - recensione Versione 1


hjhhjij
hjhhjij
Opera:
Recensione:
Bella band


Conteverde: ✌️ grazie
lector
lector
Opera:
Recensione:
Recensione che è un gioco di specchi e di rimandi. Disco da ascoltare.


Conteverde: Vero, a questo giro anche troppi specchi.
Why They Tell You Not To Look In A Mirror On Acid
Grazie Lector
Caspasian
Caspasian
Opera:
Recensione:
Mi hai sedotto tantricamente...


Caspasian: Il fancazzismo trascendentale del senza pensiero degli esoteristi è sempre in lotta con la "loro" dualità. Non materializzando l'appiglio non c'è la presa: santa amaca.
Conteverde: L' importante è star lontani dalla sedazione tantrica, è un mondo già discretamente addormentato di suo. Ed ovviamente l'astuto switch dalle vie della seta a New Delhi è realpolitik, altroche rivoluzione spirituale.
Flame
Flame
Opera:
Recensione:
Il mio palato agricolo mi porta a preferire psichedelia a tinte più forti tipo Black Angels, Uncle Acid o roba garage psych tipo i vecchi Thee Oh Sees. Ho ascoltato a macchie di leopardo i Moon Duo e questi W Shjips e boh, non so, mi sembrano un po' troppo agrodolci, c'è qualcosa che manca che non me li fa piacere tanto. La mia ignoranza mi ha impedito di cogliere i riferimenti letterari, ma bella rece niente da dire.


Conteverde: Anche io ho radici un po' agresti...ma dalle tue parti le bacche sono veramente lisergiche...
Grazie Flame, il riferimento ( massi diciamo trip) , nel mio caso è cinematografico e riconducibile ai film di Herzog e Manuli, che ho visto.
Conteverde
Conteverde
Opera:
Recensione:
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Opera:
Recensione:
La recensione è una delle cose più inutilmente prolisse, stucchevoli, autoreferenziali ed onanistiche che abbia mai letto su questo sito. Però vedo che piace da matti a tutti, quindi sono sicuramente io che non ne colgo la bellezza. Loro, forse, per la prima volta in 15 anni o giù di lì, hanno fatto un disco che mi piace davvero.


Caspasian: Secondo me non è una questione di bellezza, la rece non considera, da lì quell'inutilità indispensabile.
Conteverde: @[Bartleboom] concordo, V è stato il mio preferito degli Shjips. Per il resto , sarei contento di questo primato. della prolissità del nulla. Con questa cmq ti saluto, eh.
MikiNigagi
MikiNigagi
Opera:
Recensione:
Così, a colpo d'occhio, per ricordarci sempre che "aldilà" è il sostantivo, "al di là" l'avverbio


Conteverde: Finita la partita di calcio al campetto con gli amici immaginari?
A questo giro ti hanno passato un pallone?
MikiNigagi: Sì sì quello che vuoi però l'italiano
Conteverde: Che ne sai tu se sono nato in Italia....Golden Boy.
MikiNigagi: Per me puoi essere nato pure sull'Isola dei famosi però scrivere "tribalità rusticane" ti pone in una situazione di merda per cui sei tenuto a scrivere "al di là" giusto
Conteverde: Aldilà.
Domanda:
hai amici immaginari anche nell' aldilà?
MikiNigagi: Ecco, così è giusto. Al di là delle tue turbe e degli amici immaginari, ma nell'aldilà quando si muore, secondo il misticismo agnostico.
Conteverde: Al di là.
Scusa , rileggiti però
Hai scritto una frase che non ha senso compiuto.
Forse ti stai agitando x niente....
Ma Spettro agliato non era uno dei tuoi amici morti immaginari?

Conteverde: Aldiqua
MikiNigagi: Conteverde tu nella vita hai mai avuto le treccine?
Conteverde: Ma quella foto che hai in home page è tua o dell'ascensore ?
MikiNigagi: Bastava dire sì
Conteverde
Conteverde
Opera:
Recensione:
Però siamo un po' rigidi.
Sarei tenuto a scrivere al di là come vuoi tu.
E va bene.
Ora mi suggerisci che basta dire di si.
Ma siamo sicuri che ( anche ) i tuoi amici immaginari ti tollerino?


TataOgg
TataOgg
Opera:
Recensione:
Bei tempi quando producevano un miscuglio sonoro così psichedelico che pensavi che se non ci capivi nulla era solo "colpa tua", erano fiki per questo. Qua puzzano di Brian Jonestown Massacre.
Bo!


Stanlio
Stanlio
Opera:
Recensione:
Michia che popò di menata scassacomesichiamano che mi so letto a spizzichi e mozzichi ma non tutta... certo che dopo esserti sprecato ad aver scritto ben 921 parole (inconcludenti a parer mio), almeno un filmone come Hollywood Party (ovvero The Party) al di là di tutto meritava d'esser scritto per esteso chè H-Party fa schif'al cazzo, puttanalamadonna!

Poi se è vero come dice Bartleboom che dopo soli quindici anni han fatto un disco che finalmente gli piace. magari quando il capufficio esce al distributore automatico per la pausa orzo macchiato, gli do un ascoltino e niente...


Caspasian: Lo portiamo in tribunale al recensore?
Stanlio: ehm, domandate a William Blake Crump
Conteverde: Coi tempi della giustizia italiana , @[Caspasian] ci arrivano e come questi al processo....
Conteverde: Cmq , caro @[Stanlio] , perdonami, premetto che anche io rileggendo la rece , senza l'ascolto dell'album, in certi tratti mi sono perso.
Ma credo che abbiamo poche cose in comune....sostanzialmente
Nocturnal Animals - Tom Ford - recensione
per me no problem , non ti avevo notato neanche prima a dire il vero...possiamo continuare pls?
Stanlio: Scusa capo, non ho capito bene dove vuoi andare a parare e nemmeno quali delle poche cose abbiamo in comune sostanzialmente, ma neanche cosa c'entra quella recensione e cosa vorresti dirmi di preciso, cmq no problem pure per me augh!
Nessuno ti impedisce di continuare alcunchè, vai tranquillo che tanto c'è poco da notare in ogni caso, stammi bene e dacci dentro, ciao.
Conteverde: Ma veramente non pensare pero' di cavartela cosi' ...non mi conosci bene .
ciao
Stanlio: ah no?
ma dai...
ehm, c'è davvero qualcuno/a che invece ti conosce bene?

Conteverde: qualcuna.
dai stavo a scherza', ultimamente anche qui ci sta un po' di elettricità...sarà il momento.
Stanlio: Sì forse è il solito cambio stagionale...
Stanlio
Stanlio
Opera:
Recensione:
Sì, insomma, il pezzo linkato non è malaccio, ricorda molto questa canzone del '66


snes
snes
Opera:
Recensione:
I primi due mi erano piaciuti molto, West di meno. Poi li ho persi.
sulla recensione la penso come miki, sorry.


snes: comunque il pezzo linkato mi ricorda "Darklands" dei jesus and marry chain pur non c'entrando un cazzo. interessante.
tia: ricordano di brutto i Jesus di Darklands.. Pure io li ho persi di vista dopo i primi due.. Li recupererò!
snes: ah, non ero solo io allora.
ALFAMA
ALFAMA
Opera:
Recensione:
mi sono ricreduto sui difetti che ultimamente mi ha portato a noia certa psichedelia.


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Vota la recensione
Vota l’opera

Questa DeRecensione di V. è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser. Copia il link