Copertina di Yes 90125
London

• Voto:

Per appassionati di rock progressivo e anni '80, fan degli yes, musicisti e cultori della musica classica rock
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LA RECENSIONE

Un riff di chitarra semplicissimo sancisce il ritorno dei vecchi alfieri del rock-prog sotto nuove spoglie sintetiche nel 1983. Gli avvenimenti che hanno portato a questa brusca virata sono noti, dopo "Drama" Horn e Downes lasciarono migrando verso altri progetti, però intanto avevano salvato la nave Yes da un naufragio sicuro nell'acque tempestose degli'80, così White e Squire reclutarono il vecchio amico Tony Kaye e il chitarrista Trevor Rabin per un nuovo gruppo, Anderson sentendo nostalgia tornò dagli amici dopo quattro anni di esilio e non ci fu bisogno di cambiare il nome.

Il titolo curioso non è nient'altro che il numero di serie con cui all'Atlantic il disco è registrato ; prodotto da Trevor Horn è un esempio magistrale di pop da classifica molto riuscito, non ci sono pezzi memorabili, però il gruppo sceglie una strada più redditizia per la qualità musicale rispetto ai Genesis , che nello stesso anno danno alle stampe una canzone bellissima "Mama" contenuta in un album disgraziato. Il singolo di lancio lo conoscono praticamente tutti, "Owner Of A Lonely Heart", è semplice, immediata e soprattutto accattivante e scala le classifiche senza alcuna fatica trascinando l'album che alla fine risulterà il più venduto del gruppo. Rabin è un chitarrista completamente orientato ai riff di facile presa, ma questo non ne diminuisce la fama di buon musicista e "It Can Happen" è un esempio di grande sintonia musicale con gli altri così come "Hold On". White e Squire sono a loro agio, si divertono e divertono, i colpi di batteria sono una delizia come il basso sempre in primo piano, "Changes" è un 'altra bella canzone in cui Rabin divide il canto con Anderson, ora le atmosfere sono quelle di un pop-rock da consumo, tutto però è creato con cura, le parti degli strumenti sono ben delineate ed è un vero piacere seguire l'evolversi delle melodie di "Our Song" o quelle del bellissimo e energico strumentale "Cinema".

Chi pensava ad una fine degli "Yes" si ricredette , lo stesso Wakeman ha ammesso di essere tremendamente amareggiato di non avere partecipato al lavoro , probabilmente il segreto della sopravvivenza di questa band ancora oggi in ottima forma sta nel fatto che i continui cambi di formazione, pur mantenendo un nucleo solido, hanno permesso un ricambio di idee e di espressioni eterogenee che hanno alimentato sempre il fuoco della creatività, il paragone con Genesis o ELP da questo punto di vista è impietoso .

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Riassunto del Bot

Il disco 90125 segna il sorprendente ritorno degli Yes nel rock-prog con un'impronta pop anni '80. Grazie a nuovi membri e la produzione di Trevor Horn, l'album si distingue per riff accattivanti e un suono ben curato. Il singolo Owner Of A Lonely Heart ha scalato le classifiche, rilanciando la band con grande successo. L'album esprime un rinnovato vigore creativo, risultando il più venduto della carriera del gruppo.

Tracce testi video

01   Owner of a Lonely Heart (04:24)

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04   Changes (06:18)

08   City of Love (04:49)

09   Hearts (07:34)

10   Owner of a Lonely Heart (03:31)

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11   Journey to the Centre of the Earth (31:54)

Yes

Gli Yes sono una delle band simbolo del progressive britannico, fondati nel 1968 a Londra da Jon Anderson e Chris Squire. Famosi per suite epiche, una quantità industriale di cambi di formazione e per le copertine visionarie di Roger Dean, hanno scritto la storia con dischi come 'Close To The Edge', 'Fragile', 'Relayer' e (volendo litigare) anche per il periodo pop.
57 Recensioni

Altre recensioni

Di  mrbluesky

 Il suono è potente e preciso, Rabin spadroneggia, White è forte e incisivo come non mai.

 Qualche giorno fa l'ho ricomprato ad un mercatino in CD ed è stato proprio come ritrovare un vecchio amico.