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:zoviet*france:
Collusion

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Mezzo secondo, forse meno, un rumore sordo... jesus christ... I WAS JIM JONES ATTORNEY... la voce di un predicatore americano troneggia nel silenzio, la predica argomenta sui suicidi di massa avvenuti a Jonestown, non vi è traccia di musica, non ancora, la voce cresce in intensità teatrale tanto da raggiungere quasi il parossismo, sempre più enfatica, farneticante . Un qualche tipo di suono inizia ad insinuarsi, strisciante come una serpe, quasi subliminale, FOLLOW JESUS!...FOLLOW JESUS! la folla di fedeli rumoreggia in approvazione mentre ai miei piedi si dischiude una voragine. Una massa lurida ed informe di suono risucchia a sè ogni cosa, rumori, echi riverberanti di ciò che sembrano essere degli strumenti a corda completamente devastati, immersi in un bagno acido low-fi fatto di manipolazioni di nastri e concretismo primitivo, l'effetto d'insieme è meravigliosamente terrificante. Tutto questo è "Ram", uno dei brani più ansiogeni e disastrati mai apparsi su disco, questo è certo, viene posta in apertura di questo disco, che altro non è che una raccolta di brani apparsi su varie compilation tra il 1983 ed il 1990, loro sono gli Zoviet France.
Gli Zoviet France, culto post-industrial sotterraneo, (Ben Ponton, Robin Storey e altri collaboratori del calibro di Mark Spybey giusto per fare un nome) rilasciarono nel loro periodo d'oro una sfilza di dischi straordinari, una musica totalmente personale ed unica, piena zeppa di suggestioni etniche, psichedeliche, rumoriste e tribali, cariche di un' emotività deflagrante ed espressionista, figlia di tecniche di registrazione mutate dalla musique concrète, manipolazione di nastri, found sound, elaborazione di suoni di strumenti musicali (sia tradizionali che autocostruiti oppure etnici) fino a renderli, spesso irriconoscibili.
Se "Ram" posta in apertura si segnala come una delle composizioni più raggelanti e spaventevoli mai concepite, allora "White Dusk" a circa metà tracklist può benissimo porsi tra le cose più geniali ed ermetiche mai concepite, pur, invero perdendo assai poco durante i suoi oltre 16 minuti complessivi della cupezza del brano d' apertura, ci si ritrova di fronte ad un collage meta-sonico ultra-espressionista, WHITHE DUSK...LET GO... tuona severo un sample vocale adagiato su sinistri suoni flebili, che lambiscono spesso il silenzio, potrebbero essere tanto campane quanto tubi di ferro su lastre di metallo, gli sviluppi del brano si fanno sempre più imprevedibili e geniali, tra sezioni costruite solamente su un respiro filtrato elettronicamente a parti più noise, ripetizioni di samples vocali montati in modo circolare e vortici elettroacustici psicoattivi.
Il resto della raccolta si muove tra i bui territori dell' inconscio, tra l' inquietudine stordente e sommessa di "First Vigil", i rituali deviati ed ancestrali di "Le Mur Mûr Nu", il grumo industrial noise efferato e marcio di "Sprey" ed, infine le pazzesche "Something This Beautiful" e "Fugitive" a suggellare il tutto in magmatici, deliranti e serrati cut-up mistici e free form, tra suoni sconcertanti, frammenti di musica classica ed un' emotività totalmente disgregata.
VIVA LA FRANCIA SOVIETICA.

Commenti (Otto)

macmaranza
macmaranza
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Non ascolterò mai questa roba, ma la rece è così accattivante che per un attimo ho tenuto di cedere. Gawrsch!


macmaranza: Temuto. Uffa.
Rocky Marciano: provaci allora, le rece servono a questo, non ti chiedo certo di spendere la trentina di cucuzze che dovrebbe costare il cd nel mercato dell'usato, ma su youtube un'ascolto lo puoi dare.
Onirico
Onirico
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Ascoltai qualcosa un paio d'anni fa. Me li ricordo impossibili, almeno per me. Tu, molto bravo.


ZiOn
ZiOn
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Sembra roba tostissima.


Kotatsu
Kotatsu
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Dei zoviet avevo ascoltato Shouting At The Groud quasi per caso ed ero rimasto ammaliato. Penso che mi recupererò anche questo!


Rocky Marciano: Shouting è molto più "liscio" e lineare di questo, questa raccolta mette in evidenza il lato più collageista degli Zoviet (portato poi all'apice e punto di non ritorno in Look into me del 90') se ti è piaciuto Shouting ti consiglierei Just an illusion, un discone, secondo me del periodo fino al 92' è tutto oro colato.
Kotatsu: Li devo proprio approfondire, metto tutto in lista!
snes
snes
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È musica con un luogo enun tempo specifici per l'ascolto. Non ce la potrei fare mai più, ma a inizi zero libascoltavo parecchio e andavo a dire innviro che mi piacevano.

Credo di poterlo dire per il 90% dell'industrial che ascoltavo.


proggen_ait94
proggen_ait94
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Wow che ritorno! Loro li ho approcciati con Garista, forse troppo acerbo per farsi un'idea. Certo come tutti i dischi di industrial anni '90 sono un po' titubante... E poi sto ascoltando Jorge Ben ora, questa è l'antimateria al confronto


Rocky Marciano: mah, acerbo Garista non direi, fa però parte del primissimo periodo(82') veramente selvaggio rozzo e decostruito, è uno dei miei preferiti Garista, mi sembrano dei Residents strafatti di anfetamina che vagano dispersi nella savana. Jorge Ben è più da granita al melograno hehehe...
proggen_ait94: intendevo che magari dopo il loro sound si era evoluto e che quindi era un disco che non bastava per farsi un'opinione
in realtà dovrei pure rivisitarlo
Rocky Marciano: ti potrei consigliare semplicemente di andare ad ascoltare il disco che ti ispira di più, se Garista non ti è garbato granchè evita il primo periodo, parti con questo Collusion magari.
Caspasian
Caspasian
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Disco psichico, con un'estetica non nota.


simonebalducci
simonebalducci
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VIVA !!!! cmq grazie di avermi fatto ritornare sui :zoviet*france: .......è dagli 80 che mi alambicco il cervello questa compilazione è molto chiara .....grazie ancora


Rocky Marciano: se li segui dagli anni 80' devi perlomeno obbligatoriamente possedere Popular soviet songs in cassetta col box in ceramica e piume...e custodirlo come si dovrebbe custodire un'olio su tela di Picasso.
simonebalducci: ti voglio bene

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