"Shouting at the Ground" dei maestri dell'ambient sperimentale Zoviet France emerge come un monumento all'audacia musicale. Qui, non c'è spazio per convenzioni o convenevoli ritornelli; ciò che si cela dietro ogni traccia è un'atmosfera allucinata, tessuta con maestria attraverso un intricato intreccio di suoni artigianali e manipolazioni sonore. Quest'opera rivela la complessità di una produzione limpida, un'incarnazione cristallina di un'estetica industriale che non conosce compromessi. Eppure, avventurarsi in questo territorio sonoro richiede una certa dose di coraggio, poiché le onde sonore industriali possono scuotere le fondamenta dell'ascoltatore più avventuroso. In "Shouting at the Ground", i brani si presentano come frammenti, sprazzi fugaci di rumore industriale che possono far sobbalzare gli incauti dopo pochi istanti. Tuttavia, per coloro che perseverano, vi sono gemme nascoste come "Camino Real", "Fickle Whistle", "Hand Over Your Ears", "Carole the Breedbate" e "Marrch Dynamic", che affiorano dall'oscurità con una forza suggestiva irresistibile. Ma è nei due brani più lunghi, "Shamany Enfluence" e "The Death of Trees", che l'album raggiunge il suo apice dronico. Qui, ci si immerge in paesaggi sonori più strutturati, dove l'oscurità dell'ambiente circostante abbraccia l'ascoltatore con un'ineluttabile presenza. È come trovarsi intrappolati in un crepuscolo primordiale, abbandonati da Dio e circondati da un senso di inquietudine e timore per il futuro. In un genere musicale dove l'essenza stessa sfida ogni definizione, è arduo proclamare un "migliore" o un "più grande". Tuttavia, "Shouting at the Ground" si distingue per la sua grandezza e la sua capacità di trascinare l'ascoltatore in un viaggio attraverso l'abisso della mente umana. È un'odissea pericolosa, sì, ma anche imprescindibile per coloro che desiderano esplorare i recessi più bui della propria psiche. Se siete pronti a intraprendere questa avventura sonora nelle profondità dell'animo umano, non posso che consigliarvi di lasciarvi trasportare dalla visionaria maestria dei Zoviet France.


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