Due band. Due pezzi di storia della musica italiana. Piccoli, è vero, non stiamo parlando di Puccini, piccoli quanto volete. Ma due pezzi di storia, due pezzi di cuore.
Chi è un po' navigato nell'universo pop e rock sa che le reinterpretazioni in chiave metal sono in ogni dove, ma c'è una profonda differenza tra ciò che fanno i vari youtuber in modo non impegnato e la realtà concettuale dietro cui si muovono i Plakkaggio, in questa loro versione.
I Plakkaggio, storica band hardcore punk/speed metal italiana, sorta da quella scena romana di fine anni novanta che aveva dato i natali a pezzi da novanta come Colonna Infame o Duap, si prestano al rileggere nella chiave del loro stile tipico brani degli 883, duo che non credo abbia bisogno di presentazioni. Ovviamente non è nostro interesse - per motivi chiari - valutare il songwriting in sé, quanto invece l'idea che sta dietro e come viene realizzata. Ad essere precisi i membri dei 666 non sono esattamente gli stessi dei Plakkaggio, ma in realtà la gente è quella visto che parliamo di gruppi senza una formazione super fissa.
I Plakkaggio definiscono gli 883 come la band che, in tenera età, più di tutte ha fatto cambiare loro il concetto di musica. E in fondo non c'è da stupirsi: saranno stati sicuramente anche gli Slayer, i Venom, i Nabat o i Ramones, però gli 883 hanno una retorica che va a braccetto, assurdamente, con quella in cui sguazza la musica Oi!.
Ricordi di gioventù, ragazze e ragazzate, le cazzate con gli amici; e poi sullo sfondo quello che forse dovremmo chiamare il lato oscuro degli 883, uno degli aspetti che li rendevano una band così importante e "complessa", prondonda: sullo sfondo - ma a volte neanche tanto - una malinconia di fondo che non si poteva lavare via, le amicizie distrutte dalla droga, la provincia come prigione, le giornate buttate a non fare niente con l'amaro in bocca, gli anni, alla fine, buttati a non fare niente con l'amaro in bocca, e anche quella ragazza che ti piaceva che alla fine chi l'ha più vista. Ecco, se come punk consideriamo solo quello londinese della fine degli anni settanta, allora c'è spazio per creste colorate e poco altro: ma se invece abbiamo presente cosa fosse lo skinheaddismo Oi! italiano di provincia dagli anni novanta - tagliandola con l'accetta - in poi, beh, gli 883 ne sono cugini alla lontana.
"Hanno ucciso l'uomo ragno" apre le danze reinterpretata in chiave streetcore in senso stretto; il drumming sa dove colpire, la voce sembra fatta di carta vetrata. "Jolly Blue" vede sfruttato il suo anthemico coro tipicamente glam, creando un pastone tra un pezzo pop che strizzava l'occhio al glam rock, rifatto punk. Meno godibile ma comunque buona "Sei un mito", con un ritornello serratissimo. "Cumuli" è uno dei brani preferiti e la voce rotta lo rende alla perfezione."Rotta X casa di Dio" va sul sicuro con uno dei migliori pezzi di Max e socio, e la cover proposta dai Nostri rende giustizia, con un coro nelle strofe super muscolare. "Se tornerai" se la prende comoda e larga, così come il passo della canzone originale, mentre con la veloce "Il grande incubo" si rialzano i bpm senza paura. Non è un caso che le due canzoni sulla droga scritte dagli 883 siano entrambe presenti: del resto, possiamo immaginare, i problemi di tossicodipendenza non sono rari nelle periferie che hanno cresciuto i Plakkaggio. "Weekend" aumenta un tono di cattiveria mentre "Con un deca" vede scontrarsi la malinconia provinciale degli 883 con la fierezza della bruta Colleferro Oi!. "È Colleferro questa, mica New York!". A chiudere ci pensa la fantastica e ultra orgogliosa "La dura legge del gol". Tutto ciò per passare una manciata di decine di minuti in compagnia di musica allegramente cazzona, come la regola dei Plakkaggio comanda.
Saranno certamente in tanti a screditare l'iniziativa del combo laziale, ma io mi schiero dalla loro parte, perché oltre a fare ottimi dischi col monicker Plakkaggio si sono presi la briga di un'avventura che dimostrasse la radice comune della grande musica, senza mai dimenticare la loro radice.
L'unica nota dolente è la mancanza di brani come ad esempio "Nord sud ovest est". Ma pace.
"Assoli troppo belli per la musica Oi!". Voto dato col cuore: 83/100. Voto vero: S.V.