Paramagia è il secondo disco della band milanese Abissi ed è un nuovo viaggio dentro un rock pesante, nervoso e magnetico. I brani si muovono tra riff taglienti e compressi, che richiamano l’impatto monolitico dei Melvins, con improvvise accelerazioni e una batteria massiccia che dà ulteriore spinta e profondità all’impianto sonoro. Tutto suona fisico, denso, ma mai statico. Su questa materia si innesta la voce, vera cifra distintiva del disco: sempre lontana, dreamy, come provenisse da un’altra stanza. I vocalizzi, spesso usati come ritornelli audaci e originali, rinunciano alle parole per diventare puro strumento emotivo, linee vocali ipnotiche che guidano l’ascolto più per suggestione che per significato.Spiccano i tre brani strumentali, che ampliano ulteriormente l’immaginario della band. Grabovi alterna chitarre nervose tra metal e stoner ad assoli sognanti e derive psichedeliche, chiudendo con un finale lento e immersivo. Sequenze si apre con loop sperimentali che evocano Godspeed You! Black Emperor e Flying Saucer Attack, mentre 3424 attacca frontalmente con chitarre stoner graffianti e continui cambi di direzione, per poi sciogliersi in arpeggi psichedelici alla Kyuss. Un disco coerente, intenso e profondamente ipnotico.
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