Mi onoro a recensire il mio gruppo preferito, avrei voluto vivere in quegli anni e magari in Australia.
Siamo nel 1981 ed è da un anno uscito il loro più grande best-seller "Back In Black" ed era davvero difficile ripetersi a quei livelli. Comunque lo stile non cambia, e quando mai è cambiato?!
Stiamo parlando della band che fa concorrenza ai Daft Punk per la musica più ripetitiva. Il risultato è il solito divertimento assicurato con gli urli di Brian gli assoli di Angus e soliti riff di sporco rock n blues per veri deficienti. Tra le canzoni spiccano ovviamente "For Those About To Rock" vero capolavoro e traccia conclusiva di ogni concerto dei canguri, "Let's Get It Up", "C. O. D." e ben poco altro.
Il disco arrivò primo in classifica appena uscito e fu l'unico degli Ac/Dc, ma la sua fortuna è dovuta al traino dei successi precedenti non certo per la sua qualità effettiva. Disco evitabile se non siete veri fan.
L'unica eccezione è data dalla title track: un brano carico di energia, una CANNONATA che è poi diventato il pezzo di chiusura dei concerti.
Il calibro di questo album è l'indice del processo di “decadimento” rispetto all'era Bon Scott e Back In Black.
Il disco contiene una successione di bei pezzi, genuinamente hard rock, che vuol dire riff solidi e a presa rapida di matrice blues.
Tornerete a un'epoca nella quale il rock era arte, e per questo era vero.