Copertina di Afterhours I milanesi ammazzano il sabato
Scaruffi jr

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Per appassionati di rock alternativo italiano, fan degli afterhours e amanti della musica sperimentale
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LA RECENSIONE

A tre anni di distanza da "Ballate per piccole iene" arriva finalmente  il più atteso album del 2008 per quel che concerne il panorama italiano.

Appena vista la copertina si ha subito la sensazione che gli After abbiano accantonato le sonorità più scure e granitiche dei due album precedenti a favore di uno stile più fresco e giocoso.

Ne ricevo un'ulteriore conferma quando inserendo il cd nella piastra leggo che i 14 brani (o ricette di quotidiana macabra felicità) che compongono il disco superano di poco i 40 minuti.

Infatti agli After è tornata l'ironia e la voglia di sperimentare e giocare come ai vecchi tempi, ciò è dovuto anche al cambio di line up.

Il risultato  è in buona parte riuscito: Manuel & co. riescono ancora una volta a regalare qualche perla ai fan come "Tutto domani" brano stilisticamente vicino a "Pop: una canzone pop" di Germi , "Tema: la mia città" nuovo piccolo capolavoro della band o il brano di apertura l'istantanea "Naufragio sull'isola del tesoro" dove il nostro Manuel mette in mostra le sue grandi doti canore e compositive.

Meritevoli di nota anche il singolo "E' solo febbre", brano sperimentale che unisce una sezione di chitarra e voce in 9/4 a un'orchestra fatta di archi, fiati e timpani. La ballad "Musa di nessuno" dove i fiati di Gabrielli (new entry della band) sono davvero un valore aggiunto, e "Tutti gli uomini del presidente", cantata dal nuovo bassista Dell'Era in falsetto glam, accompagnato da chitarre stoner che ricordano a tratti "Muory delay" dei Verdena.

Molto bella anche la ninna nanna che chiude il disco "Orchi e streghe sono soli" testo delizioso che Manuel dedica alla figlia Emma.

Decisamente sottotono "Tarantella all'inazione" interessante l'idea ma non concretizzata al meglio, la title track: ballata ispirata a Mark Lanegan dove, a mio avviso, la melodia scura non convince al 100%, e l'elettronica "Dove si va da qui" forse un po' noiosetta fino al finale noise.

Non sarà un capolavoro ma ci sono più idee buone rispetto al precedente "Ballate per piccole iene" e ancora una volta gli After sono in grado, come già detto, brani di  buona fattura.

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Riassunto del Bot

A tre anni dall'ultimo lavoro, gli Afterhours tornano con un album fresco e giocoso, abbandonando le sonorità scure per un approccio più ironico e sperimentale. Il disco, con 14 tracce solide, propone perle come "Tutto domani" e "Tema: la mia città", esaltando la nuova formazione e arrangiamenti ricchi. Pur non essendo un capolavoro, supera in qualità il precedente lavoro della band.

Tracce video

01   Naufragio sull'isola del tesoro (01:41)

02   È solo febbre (02:12)

03   Neppure carne da cannone per Dio (02:25)

04   Tarantella all'inazione (05:10)

05   Pochi istanti nella lavatrice (04:10)

06   I milanesi ammazzano il sabato (02:14)

07   Riprendere Berlino (04:02)

08   Tutti gli uomini del presidente (02:17)

09   Musa di nessuno (02:16)

10   Tema: la mia città (02:44)

11   È dura essere Silvan (02:28)

12   Dove si va da qui (04:35)

13   Tutto domani (03:01)

14   Orchi e streghe sono soli (03:46)

Afterhours

Afterhours è una delle band più influenti della scena rock alternativa italiana, nata a Milano nel 1986 e guidata da Manuel Agnelli. Il gruppo ha attraversato generi e decenni, dal noise-rock grunge dei primi anni fino alla sperimentazione raffinata e alla mainstream notorietà recente. Album come 'Germi', 'Hai paura del buio?' e 'Ballate per piccole iene' hanno segnato la storia musicale italiana.
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