Copertina di Ain Soph Rituals
caesar666

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Per appassionati di musica esoterica, underground italiano, industrial, neo-folk e rituali sonori, cultori di aleister crowley e scene oscure europee
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LA RECENSIONE

Gli Ain Soph sono un gruppo di culto e una leggenda dell’underground italiano che, nel corso del tempo, ha saputo conquistarsi un posto di tutto rispetto nell’ambito della scena europea oscura esoteric-industrial e neo-folk. Gli Ain Soph si sono formati a Roma nei primi anni ’80 pubblicando, inizialmente solo su cassetta, una serie di esperimenti sonori, veri e propri rituali occulti ispirati dalla lettura di testi di magia. Il nume tutelare di queste prime registrazioni era il famigerato mago Aleister Crowley e, in particolare, il suo testo sacro “Magick”. L’approccio alla materia sonora era amatoriale ma godeva di una forza evocativa e di un’atmosfera esoterica che ancora oggi non ha perso nulla del suo fascino. Le ambientazioni create sono un degno accompagnamento a qualche testo di “magia” di Julius Evola o del grande Gustav Meyrink. La piccola etichetta romana Misty Circles pubblicò in cassetta i primi 3 lavori degli Ain Soph, un’imponente trilogia dedicata all’universo dei valori della Tradizione. Musicalmente e filosoficamente siamo dalle parti dei primi Current93, alfieri dell’esoteric-industrial e anche loro inizialmente devoti a Crowley. Gli Ain Soph sono però musicisti dilettanti e i loro album sono, a confronto della Corrente, molto naif e basati su semplici manipolazioni elettroniche. Qualcosa di simile è riscontrabile in Italia nei Sigillum S, altro gruppo industrial che, in particolare in “Bardo Thos Grol”, ha esplorato universi sonori e mistici affini. I due gruppi hanno in effetti condiviso un nastro pubblicato dalla Cthulhu. Ain Soph, prima di essere un tradizionale gruppo, è un’entità che va oltre il mero discorso musicale. Tutto questo rende unici i loro primi dischi tanto che, personalmente, li adoro e li metto davanti ai pur grandissimi Current93. Successivamente il gruppo romano pubblicherà album più maturi e maggiormente stratificati come “Kshatriya” e “Ars Regia”. Fortunatamente la meritoria etichetta Old Europa Café ha reso disponibile quasi tutta la loro discografia in cd a partire dalla citata trilogia. E’ stato pubblicato anche il presente “Rituals”, un mitico “live” risalente al 1985, dunque al primo e leggendario periodo degli Ain Soph. Come recita il booklet si tratta di un concerto privato dal vivo registrato “in una mansarda di un elegante palazzo del 1800 a Piazza Venezia”. Per l’occasione gli Ain Soph erano Thx/Crucifige/Foraenovis/ClauDEDI. In “Rituals” possiamo ascoltare alcuni brani tratti da “I” e “II”. Immaginatevi di assistere, di notte, a un rituale occulto in una chiesa sconsacrata in cui vengono officiati riti blasfemi. La musica contenuta in quest’album è oscura e una degna colonna sonora di un film horror. Questa registrazione non dovrebbe assolutamente mancare a chi ha amato alla follia la loro prima trilogia.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Rituals', album live del 1985 degli Ain Soph, pionieri della scena esoteric-industrial italiana. Il gruppo, noto per i suoi rituali sonori ispirati a testi di magia, crea un'atmosfera oscura ed evocativa. L'album è un prezioso documento sonoro, imprescindibile per gli appassionati del genere e cultori della prima trilogia pubblicata dall'etichetta Misty Circles. 'Rituals' rappresenta un'esperienza immersiva nel mondo occulto e musicale della band.

Tracce

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Ain Soph

Collettivo romano nato nei primi anni ’80, divenuto culto nella scena post-industriale. Dopo la trilogia rituale I–II–III e Ars Regia, arriva Kshatriya (1988). Con Aurora (1992) il progetto vira alla forma-canzone e all’“etica”, proseguendo con Oktober (2002) e Finis Gloriæ Mundi (2018).
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