Copertina di Al Stewart Time Passages
Danny The Kid

• Voto:

Per appassionati di musica anni '70, amanti del pop rock sofisticato, fan di testi poetici e atmosfere variegate
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LA RECENSIONE

Con assoluta naturalezza, quel sintetizzatore che introduce "Time Passages" sembra continuare proprio là dove "Year Of The Cat", la canzone, era terminata: una melodia raffinata e leggera, dal piglio splendidamente limpido e sognante che si sviluppa libera, senza vincoli di durata radiofonica, toccando l'apice con un memorabile assolo di sax. Da grandi artisti nascono grandi album, e a volte da grandi album ne derivano altri ancora migliori; come ricchezza del suono, varietà, maturità, atmosfere, "Time Passages" del 1978 è la vetta più alta mai raggiunta da Al Stewart. In queste nove canzoni si trova un po' di tutto, lo smaliziato e trscinante pop rock di stampo vagamente billyjoeliano di "Valentina Way", il crescendo emotivo di una sontuosa "A Man For All Seasons", i travagli della Francia post-rivoluzionaria di "Palace Of Versailles", le atmosfere cupe e incalzanti di una julesverniana "Life In Dark Water", echi di country-western con un po' di Leonard Cohen nella struggente "Almost Lucy", un soave accenno di sirtaki in "Timeless Skies", flamenco in "End Of The Day" e il pop rock jazzy-oriented di "Song On The Radio".

Qestra recensione è molto breve per i miei standard abituali, ma spero di aver reso bene l'idea: "Time Passages" è arte, è amore per la musica, è il solito disco di Al Stewart, con la solita classe, i soliti bellissimi testi, la solita voce seducente, mai sguaiata, mai arrogante. Fanculo il genio e la sregolatezza, la perfezione si ottiene solo con il lavoro, la passione, l'affinamento costante, l'umiltà, la perfezione appartiene ad Al Stewart. Disco da ascoltare in qualsiasi momento, felici che non, meraviglioso anche come colonna sonora per un viaggio in autostrada, per esperienza personale.

"Some call on Jeowah, some cry out for Allah, some wait for the boats that shill row to Valhalla, well, you should try to accept what the fates are unfolding, while some say they're sure where the blame should be falling, you look round for maybe a chance of forestalling, but too soon it's over and done, and the man for all seasons is lost, behind the sun"

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Time Passages' come il capolavoro più maturo e ricco di Al Stewart, un album dagli arrangiamenti sofisticati e dalle atmosfere variegate. Le nove tracce spaziano dal pop rock malinconico a influenze country e flamenco, con testi eleganti e una voce seducente che accompagnano l'ascoltatore in un viaggio sonoro. L'autore sottolinea la perfezione raggiunta dall'artista grazie a passione e dedizione, raccomandandone l'ascolto in ogni momento, specialmente come colonna sonora di un viaggio in auto.

Tracce testi video

03   Life in Dark Water (05:47)

04   A Man for All Seasons (05:46)

06   The Palace of Versailles (05:23)

Leggi il testo

08   Song on the Radio (06:24)

09   End of the Day (03:08)

Al Stewart

Cantautore e musicista scozzese (Glasgow), attivo dalla fine degli anni ’60, noto per il songwriting narrativo e per canzoni con riferimenti storici, in un mix di folk rock e pop d’autore.
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