And the Bear
This is the Darkness I Used to Tape

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“And the Bear” è il progetto solista di Alexander Manuel, polistrumentista francese ma jesino di adozione che dopo vari gruppi apre a questa carriera di one man band insieme ai suoi fidi aggeggi e stramberie elettroniche, che fanno compagnia a chitarre, ukulele, tastiere e tanti altri strumenti analogici.

E’ proprio l’elettronica a farla da padrone ma senza sovrastare la scrittura, mai invadente ne ossessiva; uno sguardo al cantautorato e uno al dancefloor, evitando le sovraproduzioni e i computer assillanti.

Tutto è suonato in diretta, proprio come il nostro usa fare nei live, peraltro accompagnati da immagini e performances che ne completano il set.

Di chitarre invero ce ne sono pochine se non in “Fray of Stone”, ma quasi non ci fai caso tanto sono ben strutturati i pezzi, leggeri si ma mai banali, tanto orecchiabili che li fischietti dopo due ascolti.

Menzione d’onore per la bellissima “Are You in Time Out There”, perla assoluta del disco, la classica canzone tra i Placebo e J Mascis fatta di due accordi che vorresti non finissero mai sopra i quali viaggiano diverse melodie e nessuna che sia meno che stupenda.

Questo esordio di 7 tracce ed una intro scorre via che è un piacere, fa da tappeto ma può essere anche protagonista, ha un sacco di ritmo e fa emozionare.

Si arriva presto alla conclusiva “Last Goodnight” dove And the Bear, voce sottile e delicata ma riconoscibile, ci da il giusto saluto (accompagnato dalla cantautrice Elisa C alla voce) e ci augura buonanotte con un memorabile refrain finale da cantare e ricantare (non so se hai presente, tipo quando tutti insieme si sta mezz'ora ad urlare "Naaaaa, na na na, na-na-na naaaaa, na-na-na naaaaaa, Hey Jude...", con le dovute proporzioni).

Un ottimo lavoro di esordio, fresco e brillante, dai suoni sicuramente moderni benchè artigianali; tanto per dire che io ATB lo vedo veramente come un artigiano, che crea la propria musica in solitudine, fregandosene di quello che gli passa vicino.

Oh, ma non so vent’anni che ci spaccano le palle con “gli artigiani della qualità”?

E sicuramente questo disco, quanto ad artigianalità e qualità, non teme confronti.

Sempre che l’offerta non termini domenica.

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