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Anton Pavlovič Čechov
Il Giardino dei Ciliegi

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Si sente un suono che viene da lontano, come dal cielo, un suono di corda che si spezza, un suono triste, moribondo. In lontananza, dal giardino, la scure picchia sull'albero.

E poi cala il sipario. Non solo sulla parabola artistica, ma anche sull'esistenza stessa di Cechov che - malato da tempo - morì sei mesi dopo la prima messa in scena de "Il Giardino dei Ciliegi".

In effetti, riletta dai posteri, la nota di regia finale della pièce sembra acquistare un duplice significato: da un lato prefigura gli ultimi, estremi aneliti di vita del suo autore che già sente il rumore dei chiodi che stanno serrando la bara e dall'altro è una sorta di testamento, di chiave di lettura di tutto il suo teatro.

La vulgata vuole Cechov come un drammaturgo essenzialmente naturalista, un uomo ancorato ai meccanismi psicologici e sociali del presente a cui la sorte lo aveva destinato i quali trovavano nella produzione artistica un riflesso perfettamente aderente.

Ma c'è dell'altro, in Cechov poco è come sembra e la poesia de "Il Giardino dei Ciliegi" è assolutamente universale.

Le cronache ce lo riportano infuriato con gli attori del Teatro d'Arte di Mosca che avevano "tipicizzato" troppo i personaggi. I mercanti di Cechov non sono semplici mercanti, ma trattengono dentro al sé un senso estetico che non si dissolve certo con la loro professione; i nobili decaduti non sono semplicemente vacui e fuori dalla Storia, ma stillano talvolta un insospettabile senso pratico ed hanno un'empatia tutt'altro che di facciata verso le altri classi sociali; i servitori non sono ridotti a macchiette bidimensionali che servono con zelo i padroni salvo poi lamentarsene quando questi sono assenti, ma le loro passioni e i loro desideri sono espressi con una sottigliezza decisiva ai fini della narrazione.

Quello che mancava era soprattutto l'evoluzione del singolo personaggio nel divenire della pièce. Uno svelamento progressivo che avrebbe dovuto contaminare l'atteggiamento di tutti gli altri attori che, a loro volta, avrebbero dovuto contribuire alla singola mutazione.

L'ira di Cechov non risparmiò neppure la regia di Stanislavskij che dell'opera aveva dato un'interpretazione unidirezionale: un dramma sociologico in cui la proprietà del giardino segnava il passaggio di consegne tra la vecchia nobiltà e l'emergente classe mercantile.

Cechov invece scrisse "Il Giardino dei Ciliegi" come una "Commedia" dove gli elementi comici - retaggio dei suoi Atti Unici giovanili - sostanziano e irrobustiscono il lavoro. Si ha la tentazione di depotenziarli solo perché sono inseriti in un contesto che comico non è.

Il punto è che questo lavoro segna la tappa finale di un processo che aveva preso il via da "Il Gabbiano" e in questo senso il titolo-simbolo che li accomuna non è casuale.

Quello che Cechov vuole è raffiguare la vita di un microcosmo sociale durante lo scorrere del tempo.

Per questo commedia e dramma, realismo e simbolismo, grottesco e quotidiano, nobili e mercanti convivono e si influenzano senza soluzione di continuità tra le pieghe della pièce. Per questo - ed è questa la grande novità portata dal Cechov drammaturgo - non ha senso parlare di parti da protagonista, parti secondarie e comparse (o temi più o meno principali): il contributo che ognuno dà alla vita è decisivo e insostituibile.

Su tutti incombe quel giardino: la sua imminente vendita, la sua prossima distruzione. Simbolo nefasto, simbolo di morte.

Ma la morte a cui si riferisce Cechov non è quella di un qualche ordinamento sociale: è piuttosto la fine di una vita condivisa insieme ad altri, un segmento del Tempo e dello Spazio che non tornerà mai più per nessuno dei personaggi.

Ecco l'universalità del messaggio di Cechov.

Perché tutti noi abbiamo sentito, stiamo sentendo o sentiremo presto quel "suono che viene da lontano, come dal cielo, un suono di corda che si spezza, un suono triste, moribondo. In lontananza, dal giardino, la scure picchia sull'albero."

Certi suoni hanno tutti lo stesso rumore.

Commenti (VentUno)

dsalva
dsalva
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CosmicJocker: ... Quando il teatro è intrecciato alla vita..
TataOgg
TataOgg
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Non conosco l'opera ma la sensazione che tu abbia detto tutto é fortissima. Mi piace molto quando scrivi così chiaro.


CosmicJocker: Quantomeno ci ho provato Tata..
Per la letteratura/teatro forse mi viene da essere più "tecnico"..
TataOgg: Probabilmente si.
ZiorPlus
ZiorPlus
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"Io muoio" disse piano Čechov - . Il dottore allora gli fece un'iniezione di morfina e volle procurarsi dell'ossigeno ma lo scrittore lo fermò: «È inutile». Allora fu ordinato champagne. (Cit.)


CosmicJocker: E la leggenda vuole che sul vagone del treno dove era stata posta la sua salma ci fosse scritto: "ostriche vive".
Champagne e ostriche..
Ermes
Ermes
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ZZAC


CosmicJocker: Ecco, un suono come questo..
CosmicJocker
CosmicJocker
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sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Io non sò gnente-di-nulla-di-gnente.
Però quel che sò è che mi attira quella specie di parentesi/virgoletta/visto posizionato sopra la c di ciecov.
Come si chiama?
E, soprattutto, come si fà a scriverla?


CosmicJocker: Non lo sà?!?
È la cosiddetta virgoletta "sfasciacarrozzante"!
Non le sembra una di quelle morse che si usano per accartocciare le auto?
Ed è forse un caso che sia posta sopra la C di "carrozzeria"??
lector
lector
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Silenzio.
Sipario.
Applausi...


CosmicJocker: Ma anche i pomodori di questi tempi andrebbero bene.. Con quello che costano!
musicanidi
musicanidi
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Sottoscrivo la Tata in toto...il suono della morte, mi vengono già i brividi. L’hai mai recitata? Se sì, che parte facevi? Se no, che parte ti piacerebbe fare?


CosmicJocker: Di Cechov anni anni anni fa avevo fatto Kostja nel Gabbiano..
Il Giardino mai fatto, ma mi piacerebbe fare Lopachin: il mercante..
Proprio per lo spessore del personaggio che - appunto - è si un mercante (quindi molto lontano da me) ma ha un certo senso estetico/poetico e ha un rapporto molto conflittuale con la classe nobiliare: da un lato ne è in soggezione, ma dall'altro si scopre mano a mano che ha un fortissimo desiderio di rivalsa..
musicanidi: Penso che per un attore sia “più facile” interpretare personaggi distanti dal proprio essere perché si ha la possibilità di esprimersi libero dalle proprie convinzioni/idee/catene-mentali che potrebbero limitare/condizionare il ruolo....ma magari sto dicendo solo stronzate!
CosmicJocker: Se c'è una cosa che ho imparato è che in scena non si mente, mai.. Se menti vuol dire che il personaggio interpretato non è credibile e questa cosa passa, lo capisce anche un non addetto ai lavori..

Anche nella costruzione di un personaggio potenzialmente molto lontano dal proprio essere ci deve essere comunque un lavoro in cui il singolo deve scegliere come colmare questa distanza.. Perché per costruire dei personaggi credibili devi partire dalla drammaturgia, ma il lavoro non può esaurirsi in essa altrimenti avremmo uno "standard" per tutti i personaggi che vediamo a teatro..

È il singolo che deve completare il lavoro di ricerca trovando appigli che sono solo suoi e per questo si porta sempre in scena qualcosa di autentico (molto più autentico della maggior parte delle cose che mostriamo nel quotidiano)..

Altra cosa comunque è costruire un personaggio sviluppandolo di volta in volta nelle improvvisazioni per creare uno spettacolo "originale"..

Se parti da una drammaturgia scritta da altri hai comunque una base, dei paletti di partenza..
musicanidi: Sull’autenticità del quotidiano potrei scrivere un libro....io vendo servizi alle imprese e in ogni incontro ho um personaggio da mettere in scena a seconda del mio “pubblico”....

E come dici bene “bisogna essere credibili” perché anche il meno avvezzo riesce a sgamarti.

Potrei scrivere “Vita di un commesso viaggiatore” 😁

Mi entusiasma comunque l’idea di costruire una parte poggiando su “progetti” grandiosi come i classici della drammaturgia.
CosmicJocker: Il teatro è davvero in ogni dove..
asterisco
asterisco
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CosmicJocker
CosmicJocker
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CosmicJocker
CosmicJocker
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Dannato @[Pinhead]!!
Sei tornato finalmente eh?! Dov'eri?!
Vedo che hai sempre ottimi gusti in fatto di recensioni..


Pinhead: Mi sa che te l'avevo già scritto, ma le tue recensioni letterarie mi piacciono molto, per come sono scritte e per quello che trattano, quelle musicali invece non le capisco proprio.
luludia
luludia
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semplice e bella...sento anch'io che non rimarrà niente...le cose belle è come non ci fossero state...


sfascia carrozze: Penzi allora à che livello di assoluta eccellenza è il rimanimento del gnente-di-nulla.
CosmicJocker: "le cose belle è come non ci fossero state...": è così vero che penso sia questa la più grande truffa dell'umano vivere..
panapp
panapp Divèrs
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Quando lessi il testo, giuro, mi sconvolse. L'intera commedia è estremamente emotiva, e quando si arriva al finale c'è quel suono incomprensibile che è il tocco di genio su un testo di genio. Non ho ancora visto questo spettacolo rappresentato a teatro, cosa che vorrei tantissimo.


CosmicJocker: Se ti capita prova a vedere questa versione: meravigliosa.

IL GIARDINO DEI CILIEGI - Trailer ufficiale produzione 2011/12
CosmicJocker: Tra l'altro questa compagnia sarda aveva fatto anche una versione del Macbeth davvero notevole..
CosmicJocker
CosmicJocker
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ZiOn
ZiOn
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Te lo giuro, lo sto utilizzando (una vecchia edizione Mondadori) come "rialzo" per il notebook. Ne farò un uso migliore: lo rileggero.


CosmicJocker: Ahahah!! In effetti è un'opera che "eleva"...
odradek
odradek
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Mai letto, nonostante abbia ammirato da subito la sua prodigiosa efficacia nei racconti (letti e riletti nel corso degli anni)
.
Chissà se riuscirò a leggere anche il suo teatro, prima o poi. I libri son lì, nella libreria, da tempo, tra quelli che m'attendono: tu hai riacceso la scintilla.

P.S. Pedante notazione da un tuo ammiratore: dovresti eliminare quel "ne" da "...neppure la regia di Stanislavskij che dell'opera NE aveva dato".
In una pagina tanto densa e al contempo fluida, quel minuscolo dettaglio è insopportabile per un vecchio cacacazzi, chiedo venia.(o Vanja?)



sfascia carrozze: #forse il nostro GiullareCosmico è meneghino epperciò tende ad abbondore di superflui né?
Ai postergati l'harduae sententiae.
CosmicJocker: Ahi! Quel "ne" c'è, inutile negarlo. Dunque thanks: lo poto subito..

Comunque odra, se ti sono piaciuti i racconti (e come non capirti?) la tetralogia drammaturgica ti piacerebbe altrettanto.
Onorato nella fattispecie di esser stato la tua pietra focaia..
CosmicJocker: Messer sfascia le ricordo che io sono pavese, altro che meneghino..
Se continua così mi costringe a dire a tutti che Lei è corso. Si penta e si dolga..
asterisco: Cesare?
CosmicJocker: Eh, magari! Certo, tendenze suicide escluse..
Almotasim
Almotasim
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Altro frutto nel tuo giardino delle cilegie sulla torta.


CosmicJocker: Che poi, a me, le ciliegie non piacciono neppure così tanto..
Molto meglio la fioritura dell'albero..
Almotasim : CGPC: Che Grande Poeta Coooooosmico!
CosmicJocker
CosmicJocker
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Modifica alla recensione: «... ». Vedi la vecchia versione Il Giardino dei Ciliegi - Anton Pavlovič Čechov - recensione Versione 3


IlConte
IlConte
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Sto “pensando” a chi, quando, come e perché … me ne ha parlato…
L’ho letta tre volte, mi sembra tutto meravigliosamente affascinante per me… l’ineffabilità della morte e la totale illusione di stare vivendo realmente non so cosa e qualcos’altro di fantastico su dimensioni parallele…
Ah la Nobil Morte, unica vera realtà, forse…

Comunque un libro non ce la faccio, lo so
Non c’è un dvd … ma anche una vhs?!

Grandissimo Poeta, al suo toppp…



sfascia carrozze: Se vuole avrei l'integerrima filmographia del maestro Russ Meyer.
In (peccaminosissima) VùAccaEsse
IlConte: Rassmeierrulssss
CosmicJocker: Nobile io vidi questa versione che è meritevole assai:

IL GIARDINO DEI CILIEGI
CosmicJocker: Però non so se esiste il video integrale dello spettacolo..
CosmicJocker: Comunque per me Cechov è parecchio nelle tue corde..
demonialuce
demonialuce
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Bene credo che la tua recensione abbia tante sfacettature ed è densa di nozioni importanti hai strutturato molto bene la grandiosità e la bellezza di questo autore che da emozione in ogni istante sia a teatro nelle rappresentazioni sia nei testi...la tua vena molto dark si evince fin dal "prologo" grazie perché tanti aspetti non li conoscevo e l hai presentata alla grande ...


CosmicJocker: Oh la peppa! Grazie mille e benvenut_
Bubi
Bubi
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Si sente un suono che viene da lontano, come dal cielo, un suono di corda che si spezza, un suono triste, moribondo. In lontananza, dal giardino, la scure picchia sull'albero.
Bellissimo.
Però l'opera la conosco solo perché è conosciuta. Però di quello che tratta non lo sapevo, adesso un po' di più. La recensione è scritta molto bene


CosmicJocker: Grazie Bubi.. Da quanto tempo!
Bubi: A volte ritornano 😁😆😁😄

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