Copertina di Arcesia Reachin'
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Per appassionati di musica psichedelica, cultori di dischi rari, amanti del rock anni '70 e chi cerca sonorità alternative ed emozionanti.
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LA RECENSIONE

Ci era riuscito.

Ci era riuscito proprio bene, John, a farsi dimenticare.

Eppure c’era stato un tempo in cui John Arcesi, figlio di immigrati italiani in America, era stato famoso: sia come Johnny D'Arcy, che come John Darcy o Don D'Arcy, ma aveva anche inciso per la Capitol col suo vero nome.

Era stato un bambino prodigio, poi era diventato un "cantante da giacca", un crooner, un intrattenitore. I suoi modelli erano personaggi come Dean Martin o Frank Sinatra. Ed aveva anche un discreto successo: tra gli anni '40 e '50 sembrava proprio che dovesse sfondare. La leggenda voleva che la sua voce avesse un "certo" effetto, che fosse in grado di mandare “in estasi” il pubblico femminile.

Ed, infatti, durante un’esibizione al Thunderbird Hotel di Las Vegas una donna del pubblico ci andò proprio "in estasi"! - anticipando di qualche decina d’anni una famosissima scena di “Harry ti presento Sally” - e proprio lì, davanti al palco.

Solo che era una finta.

Più che lo scandalo potè la figuraccia. Per quanto Johnny giurasse di non saperne niente, che fosse stata un'idea (stronzissima) del suo manager, nessuno gli credette.

La sua carriera finì lì.

Continuò, per qualche tempo, a produrre gruppi vocali ed a scrivere canzoni sotto altri nomi: Tony Conti o Chick Johnson.

Poi, nel 1961, disse basta e se ne andò in Europa. Al ritorno andò a vivere a Palm Springs con sua moglie e si fece dimenticare per bene.

Fino al 1972.

Nel 1972, il nostro John dà alle stampe (insomma alle stampe! Erano poco più di trecento copie) questo "Reachin" a nome Arcesia.

Perché? Forse, il fatto che sua moglie fosse morta pochi mesi prima può aiutare a capire, chissà!

Però ciò che dovrebbe interessare a noi è il fatto che questo disco è pazzesco! Provate ad immaginare un "Tilt" (di quell'altro bel tipo di Scott Walker) meno “astratto” ma più psichedelico e distorto.

Cosa ha trasformato Arcesi in Arcesia? Il crooner da albergo di Las Vegas in un allucinato rocker psychedelico, a 54 anni suonati? Non cantava più da oltre vent'anni e si sente, ma il disco ha un'intensità emotiva abissale.

Il disco – naturalmente - passa del tutto inosservato e John sparisce di nuovo, stavolta per sempre.

Morirà lì a Palm Springs nell'83.

Per fortuna la One Little Indian ha la folle idea di ristampare "Reachin" nel '97.

Disco oscuro e misterioso come pochi.

Potevo, io, non proporvelo?

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Riassunto del Bot

La recensione racconta la sorprendente trasformazione di John Arcesi, ex crooner degli anni '40-'50, in un artista psichedelico con l'album 'Reachin'' del 1972. Nonostante la carriera interrotta da uno scandalo e il lungo oblio, questo disco oscuro e mistico riesce a trasmettere un'intensa emotività e a distinguersi nel panorama musicale. La ristampa del 1997 ne ha reso accessibile l'ascolto, confermando il valore del lavoro di Arcesia come opera cult.

Arcesia

John Arcesi, noto artisticamente come Arcesia per l'uscita del 1972, era un cantante statunitense passato dal ruolo di crooner degli anni '40-'50 a un disco psichedelico oscuro, Reachin'. L'album uscì in tiratura molto limitata e venne ristampato nel 1997. Arcesi morì a Palm Springs nel 1983.
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