LA RECENSIONE

La mia nuova narrazione odierna deve partire da un presupposto che vado in repentino modo ad enunciare.

Niente e nessuno potrà mai avvicinarsi ai Black Sabbath; i loro primi cinque album restano, a distanza di decenni, delle opere scolpite nel nero granito. Maestri ed intoccabili.

Da Ozzy, Tommy, Bill e Geezer ha avuto inizio quella rivoluzione in ambito Rock che ha visto nascere milioni di band; in tanti hanno tentato di emulare il quartetto di Birmingham. Ma il Nero Sabba resta una sorta di chimera che mai potrà essere raggiunta. Ancora i numeri UNO, ancora esempio per tutti.

"Also Sprach GG" (con la supervisione di DeMarga).

E' la seconda raccolta - tributo che li va ad omaggiare; edita all'inizio del nuovo millennio.

Dodici band impegnate in altrettanti brani.

Almeno la metà autori di autentiche bombe sonore; ci sono anche un paio di episodi a dir poco imbarazzanti.

Ozzy con i Primus del cugggino Les; Machine Head, Megadeth, Pantera, Slayer, Monster Magnet; ecco svelati i nomi che ripropongono, con versioni molto fedeli alle Sacre Scritture originali, alcuni dei classici inni immortali creati negli anni addietro dai Sabbath.

Ci pensa il basso circolare e tempestoso di Les ad aprire "N.I.B."; subito dopo entrano, quasi in contemporanea, quel riff indimenticabile, denso, macabro e la voce "cialtrona" di Ozzy che è sempre da brividi nonostante il passare degli anni. E' puro godimento il minuto finale con il basso che imperversa ed in pratica copre gli altri strumenti. Monumentale versione, poche storie.

Non c'è tempo di riprendersi perchè arrivano gli Slayer che devastano i padiglioni auricolari degli ascoltatori ed i loro strumenti con una versione alla nitroglicerina di "Hand of Doom": infernali a dir poco, con una continua e paurosa crescita grazie alla batteria di un assatanato Paul Bostaph. Devastanti.

I Monster Magnet allungano a dismisura, oltre gli otto minuti, una malatissima versione di "Into the Void", altro superclassico. Heavy, Stoner, Acid-Psichedelia si uniscono e sgretolano ogni tentativo di resistenza. Da ascoltare a volume crescente soprattutto le ultime decine di secondi. Terremotanti.

Ma come ho detto ci sono anche due clamorosi passi falsi: i brani numero dieci e dodici. Mi fanno così schifo che non riesco a dire altro. Provateli anche voi altri e ne riparleremo, forse...AZZ...

Diabolos Rising 666.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Nativity in Black II', secondo tributo ai Black Sabbath, lodando l'influenza incancellabile della band di Birmingham. Diverse performance di alto livello, soprattutto da Slayer, Primus e Monster Magnet, vengono apprezzate, pur segnalando due brani deludenti. Un omaggio potente e irrinunciabile per gli amanti del metal.

Various Artists

"Various Artists" è un credit collettivo utilizzato per compilation e raccolte che includono brani di più artisti. Non rappresenta una singola persona o band, ma un insieme di contributi di diversi autori.
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