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Bell Orchestre
Recording A Tape The Colour Of The Light

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Non so per voi, ma il primo degli Arcade Fire per me fu una bella sorpresa: l'ho ascoltato parecchio, dopo l'acquisto e, se lo riascolto, mi pare ancora degno di nota. Ma (non so voi) io sono distratto, poco incline agli entusiasmi, compulsivo, annoiato. Insomma un vecchio adolescente. E così già il secondo, che è un bel disco, non ha girato con la stessa frequenza nel lettore. Tra un disco e l'altro, però, un paio di quei canadesi insieme ad altri giovanotti di Montreal e dintorni avevano messo in piedi un gruppo e s'erano concessi una libera uscita. Ne è venuta fuori la strana creatura che sto ascoltando, battezzata Bell Orchestre. Ne avevate sentito parlare? Io no, l'ho scoperta oggi, per caso.

E mi piace, mi piace molto: si sente che ne avevan voglia, si capisce che la passeggiata in libertà, armati di una strumentazione eterogenea, se la son goduta: liberi dalla forma canzone inanellano una sequenza di quadri che si snoda con naturalezza dando vita ad un cangiante teatrino sonoro. Giocano molto con i fiati (il corno, soprattutto) e dosano con cura gli archi, spesso declinando gli arrangiamenti in una sorta di bucolica classicità sui generis ma a suo modo evocativa. Non rinunciano ad una certa enfasi ritmica ma la stemperano in ambientazioni che s'infittiscono di suoni speziati e "rotondi", o la immergono in un climax dai toni un po' ironici ("Les Lumieres Part.2") per virare poi verso improvvisi spazi di ariosa luminosità, quasi sognante. E da lì ripartono, trottando o al galoppo, con una brezza costante a scompigliare un po' la scena. Vitale e generoso, senza eccessive pretese ma non senza ragion d'essere, il disco scorre in una sorprendente facilità d'ascolto, e le tracce, nell'incrocio tra una sorta di musica da camera e certe attitudini all'ibridazioni di generi "rock" già emerse negli Arcade Fire, godono di una "cantabilità" quasi fisiologica, pur essendo tutte strumentali.

Un piccolo disco, ma ricco, curato, gustoso e sincero. Non so per voi, ma per me, a volte, è una manna.

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Ultimi Trenta commenti su TrentaSei

supersoul
supersoul
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Vecchio, l'avevo visto qualche anno fa questo compact, con lo sticker che richiamava gli Arcade Fire, e con la tua fine "parlantina" mi fai rimpiangere di non avergli dato un'ascoltata. Ma oggi è forse un pò distante dalle mie urgenze. Da qualche settimana, anche per colpa dei tuoi "cazziatoni" sull'esuberanza delle mie irruenti scelte nonostante l'età non più di primo pelo, sto tornando un pò alle origini, prima con quel ragazzo, Roy Bingham, e ora con questo splendido & miracolato vecchietto, Levon Helm, che continua a non voler lasciare il mio lettore con il suo nuovo e straordinario disco.


Eneathedevil
Eneathedevil
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Totalmente d'accordo col primo e col secondo periodo della recensione. Il primo degli AF è, a mio avviso, uno dei più grandi capolavori di naif-pop degli anni '00, in sintonia con l'immane pastiche esoterico di Neighborhood, che fa da padrone in "Funeral", mentre il secondo, se si escludono un paio di interventi molto felici ("Intervention" e soprattutto "Black Mirror"), non ha la stessa forza, presentandosi qua e là rappezzato. Questo devo ascoltarlo, anche se in generale tipi di lavoro "in minore" ove una band cambia nome e connotati mi attraggono poco.


Melissa
Melissa
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Supersoul, il disco di Levon Helm a cui ti riferisci, è Dirt Farmer?


odradek
odradek
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Il voto a questo disco sarebbe un 3,5 @Melissa: no, è grave? Ogni tanto però un po' di Philly's sound...-@Sfascia: In verità credevo fossi tu ad avere contatti con il Poeta...che fine ha fatto? - @Jake e Zia: se vi capita di sentirlo sarei curioso del vs. parere - @Contempl/azione: questo ad esempio: ero passato al negozio per ritirare tutt'altro disco (che non c'era) e tra le offerte ho visto la copertina... Comunque in genere lascio eentrare una quantità enorme di roba e poi, quando posso, spulcio..- @BusterFusillo: la definizionwe in generi mi fa un po' ridere e quindi ne approfitto... Più tardi ti mando un mess. privato - @Supersoul: ier l'altro ho incontrato due occhi liquidi, di una signora che ne ha viste di tutti i colori, anche più vecchia di me. Presto due righe per il suo disco (intanto prendo nota di Levon Helm. Roy Bingham è bello, ma non da 5: come tutti i giovinastri sei un incorreggibile entusiasta)e, infine @Eneathedevil: che sorpresa ritrovarti qui: e mi sorprende anche ti sia piaciuto il primo degli Arcade Fire. Un ben tornato al picciotto che ha lasciato in sospeso la pubblicazione della sua monumentale opera sulla storia della musica elettronica, con gran disappunto di coloro che avevano pagato in anticipo l'elegante rilegatura in lega leggera e pelle di zebra (si, credo non ti garberebbe troppo, quest'orchestrina) - Bacini


Saputello
Saputello
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Non sapevo che avessero fatto anche questo progetto, beh, da come l'hai descritto mi attira parecchio.
Io credo invece che Neon Bible sia un capolavoro, dall'inizio alla fine. Vorrei capire dove stanno i "rappezzamenti" che qualcuno cita in quel disco. Rispetto a Funeral è più introverso, più flusso di coscienza e "bagnato" dagli arrangiamenti e da un suono densissimo. Ma non è certo al di sotto dell'esordio.


Melissa
Melissa
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odradek, io rispetto totalmente i tuoi gusti, forse sono io che qualche volta esco dai bordi. Ma non sono una provocatrice, anzi, se vuoi farmi la gentilezza di consigliarmi un disco da comprare, tra i tanti che hai recensito, lo prenderei in considerazione. (Vale anche per Supersoul)


supersoul
supersoul
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@odeadek, è vero, l'entusiasmo per qualcosa che mi piace mi è rimasto e questo non mi farà mai essere un recensore pienamente attendibile, eheheh.@melissa: sì, è Dirt Farmer, questo signore lo avevo lasciato con un cancro alla gola (vero) nel film "Le tre sepolture" dove interpretava un vecchio cieco ed ora è qui a deliziare con la sua voce manco se fosse ai tempi di Up on cripple creek.


odradek
odradek
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@Melissa:Post rock strumentale: SICKOAKES:Seawards(2006)-- New Soul: TERRY CALLIER: Speak Your Peace(2002)-- NewFolk/Soul-Songwriter: FINK: Biscuits For Brakfast(2006) -- Experimental/NuProgressive: ZAAR:Zaar(2006)-- Rock/Folk/Psichedelia: SIX ORGANS OF ADMITTANCE:The Sun Awaken(2006)-- Elettronica gentile: HELYOS:Eingya(2006) ---- Questi mi sento di consigliarteli se i generi (sempre e solo indicativi) ti interessano. Ho escluso cose un po' strane e jazz e "dintorni" perchè mi pare non ti garbino molto.


Melissa
Melissa
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Grazie. Cerco subito SICKOAKES. DeBaser serve anche, e soprattutto a questo... no? Mi rivolgo a te e a Supersoul perchè siete indubbiamente competenti. Ho anche un libro dal quale attingo: i 500 dischi fondamentali, con recensioni di Eddy Cilìa e Federico Guglielmi, quest'ultimo lo conosco e mi fido, perchè so quale musica gli piace, e da lui non ho mai preso grosse fregature. Ma, l'altro scrive di dischi che a volte non mi piacciono. Ad es. i Verve, sono stati una delusione, non sono certo da mettere tra i 500 dischi fondamentali del rock. Visto che il libro ha il marchio: Il Mucchio, avrei preferito si fosse impegnato personalmente Max Stefani.


odradek
odradek
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Magari leggiti la recensione, dei Sickoakes: ci sono molti samples, come nella maggioranza delle mie (ora non riesco più a usare il programmino!!) così ti fai un'idea.. - 'ste liste dei dischi indispensabili sono sempre, per un motivo o per l'altro, molto opinabili. Non ne conosco nessuna che condivido.


Ghemison
Ghemison
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minchia Odra, bravo! però qui sei lontanissimo dai miei gusti... al massimo su queste coordinate folk cameristico mi posso permettere un ascolto alla Penguin Café Orchestra perchè è un classico delizioso, ma cose nuove proprio non mi attirano. e poi, sai com'è... hanno appena ristampato Concept1 di Hawtin e adesso chi esce più dal tunnel?!


Eneathedevil
Eneathedevil
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Minkia, hai ragione, e dire che ho pure in mente da tempo il capitolo successivo. Verrai accontentato, néh. A quella fetecchia di Saputello, che fa lo snob riferendosi a un non precisato "qualcuno" circa i presunti rappezzamenti dico: sono stato un po' esagerato nella valutazione globale, ma non parlo a vanvera. Parlavo di "No Cars Go", che era già presente nel primo Ep. E quando chicchessia riprende un vecchio pezzo, è per me sintomo di debolezza, nella misura in cui mi chiedo: "Ma per quale motivo?", e la paura che si tratti di una toppa messa per cumulare i cinquanta minuti di ascolto si fa sostanziale. Per il resto, sulla questione "Meglio Funeral o Neon Bible", direi davvero "de gustibus" (No Scarrozzacarrette relationship): le mie ragioni, se vuoi saperle, fanno riferimento al fatto che Neighborhood è secondo me un trip ineguagliabile per intensità e genio dell'evasione, il prodotto complessivo è più scanzonato e imperfetto (ma quanto canta meravigliosamente male la Chassagne?), c'è una goliardia grezza molto più marcata. Qui appunto, è tutto più ordinato, tutto meglio arrangiato, e la Chassagne canta poco e niente. Preferivo il casino incontrollato di Power Out. Anzi, sai che ti dico? Mo' me la schiaffo nel lettore.


Saputello
Saputello
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Beh, ma è ovvio che neon bible sia più ordinato e raffinato, hanno fatto il botto e tutti li aspettavano al varco. Si perde per forza un po' di spontaneità quando succede così.
"E quando chicchessia riprende un vecchio pezzo, è per me sintomo di debolezza"-----> I radiohead lo fanno spesso e volentieri... :-). Comunque la cosa divertente è che (si può notare nelle varie pagine di questo sito) la gente che non è rimasta molto soddisfatta da Neon Bible solitamente dice "Mah, non mi è piaciuto molto, ad eccezione di..." e tira fuori due canzoni del disco, e giuro che con tutte le coppie tirate fuori ho visto praticamente citare tutte le canzoni dell'album! Uhuhuhu, ahahaha, ihihihi. belllaaaa


Eneathedevil
Eneathedevil
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...appunto! E mica i Radiohead sono l'oro del Reno. E comunque Funeral è sì superiore, ma intendiamoci, "Neon Bible" è comunque un buon disco. Mai detto che fosse mediocre.


Melissa
Melissa
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Ho scaricato i SICKOAKES, ci sento un po' di Pat Metheny, insomma un'evoluzione di quello che una volta veniva chiamato jazz-rock. Non sono male, ma pensando a quel tipo di musica, mi viene in mente l'insuperato Joe Zawinul, che ha creato composizioni immortali fin dai tempi in cui collaborava con Cannonball Adderley. La sua Mercy Mercy, è stupenda, al pari dei suoi componimenti nei Weather Report. Molto buoni i Six Organs Of Admittance, ne avevo letto qualcosa da qualche parte, ma non li conoscevo. Ora vado avanti con TERRY CALLIER, che non ho mai sentito nominare. Ad ogni modo, se hai ancora consigli, come vedi non li lascio cadere nel vuoto. Ad es. forse sai dirmi qual'è il disco migliore degli Oregon. Mi piace anche il Jazz, ti faccio il nome di Sidney Bechet, del quale ho una raccolta, però su cassetta. Conosco le grandi orchestre, Bix Beiderbecke, Coleman Hawkins, Lester Young, ma adoro Charlie Parker, e Thelonious Monk. Ma li conosco soltanto superficialmente. Forse sai indicarmi qualche CD fondamentale della loro discografia, ma anche di quella jazz in generale. Ho letto di Art Blackey, ma non lo conosco.


Saputello
Saputello
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"E mica i Radiohead sono l'oro del Reno"-------> Che non centrino una straminchia con Wagner siamo d'accordo. :-)))


Contemplazione
Contemplazione
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Dolce Melissa, sul jazz chiedi e ti sarà dato!!! Col permesso del recensore sugli Oregon ti consiglierei per iniziare "Distant Hills" e "Music Of Another Present Era", di Monk vai sul sicuro con: "Genius Of Modern Music Vol.1 & 2", "Thelonious Monk Trio", "Thelonious Himself", "Brilliant Corners" e "The Complete Columbia Solo Studio Recordings (2cd)". Lester Young: "The Complete Aladdin Sessions (2cd)", "The President Plays". Bix Beiderbecke: "Bix And Tram"(4cd della grandissima casa JSP, ad un prezzo ridicolo data la qualità e la quantità, tipo 28-29 euro). Coleman Hawkins: "Encounters Ben Webster", "The Hawk Flies High", il capolavoro in duo con Sonny Rollins (a nome di Sonny) "Sonny Meets Hawk", e una raccolta che contenga il brano Body And Soul del '39, il suo capolavoro. Ne è uscita adesso una molto buona della Definitive. Sidney Bechet: l'ottima raccolta "Shake 'em Up (2cd)". Su Charlie Parker bisogna sborsare un po' di più...singoli cd non rendono un granché! "The Complete Savoy Sessions (4cd Definitive)", "The Complete Dial Sessions (4cd Definitive)", e "Bird: The Complete Charlie Parker On Verve (10 cd)". Costo: circa 35 euro i Definitive e 60 il Verve. I singoli cd "decenti" sarebbero questi, con altro materiale: "The Quintet: Jazz At Massey Hall", "Bird And Fats-Live At Birdland", "Charlie Parker At Storyville". Art Blackey: "A Night At Birdland Vol.1 & 2", "Moanin'", "Like Someone In Love", "Free For All". Per il jazz in generale....hai voglia!! ;-)


Melissa
Melissa
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Grazie, molto interessante.


GonzoBiputre
GonzoBiputre
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e dove lo metti WES MONTGOMERY? ASINO!


Contemplazione
Contemplazione
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SOMARO, mica era una lista completa dei dischi jazz da avere, che se la dovessi compilare riempirei intere pagine, oltre che riempire le scatole a tutti! Ho solo risposto a Melissa, dando consigli relativi ai nomi da lei citati e basta. Mi fa sorridere che protesti per l'assenza di Wes Montgomery, quando i grandi assenti sarebbero stati ben altri...;-)


GonzoBiputre
GonzoBiputre
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volevo solo aizzarti


Contemplazione
Contemplazione
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Burlone di un SUINO ;-). L'avevo immaginato, ma non ho potuto resistere al guanto di sfida, sono un po' come Marty McFly...Certo che ti piace proprio Wes, mi ricordo lo tirasti fuori anche in un'altra occasione! Non è che conosci solo quello, ANIMALO??


supersoul
supersoul
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A mio sommesso avviso di Art Blakey più che "Free for all" consiglierei Like someone in love, che non mi stanco mai di ascoltare, con uno Shorter ancora più giovane e un grande Lee Morgan invece dell'irruento Freddie Hubbard


Contemplazione
Contemplazione
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Ciao Super, consigliai pure quello, sono agli antipodi ma uno non esclude l'altro. Diciamo che da un punto di vista batteristico Free For All è davvero energia pura, stessa cosa dicasi per Shorter, che fa degli assoli di una potenza e un drive degni della sue performance al Plugged Nickel con Miles. Like Someone In Love è molto più raffinato, invece, e Art è meno in evidenza a livello meramente strumentale, pur restando palpabile il suo ruolo di bandleader, di collante. Spero che Odra si arrabbi, stiamo sconfinando troppo...


supersoul
supersoul
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ok sorry mi era sfuggito, sti fessi che vogliono ridicolizzare Hendrix mi fanno sclerare....


Melissa
Melissa
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Contemplazione, ho già ricopiato il tuo commento su un documento Word. Dici anche che i grandi assenti sono ben altri... immagino un paio di Miles Davis, etc. Se ne vuoi scrivere qualcuno, domani torno a guardare. Supersoul, tengo in considerazione i consigli di tutti, tu sei esperto di rock... diciamo sanguigno, io amo quella musica.


odradek
odradek
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Beh, Melissa, meglio di così... sono contento che in mia assenza sia piombato prima il vertiginoso Contempl/a/zione e poi il poliedrico SuperSoul: sono decisamente più preparati ed attendibili di me (nun è piaggeria, è 'o vero, io sono ondivago e ho gusti incerti) - Mi ha stupito il fatto che tu abbia trovato qualche affinità tra Sickoaks e Pat Metheny: quei giovanotti svedesi per le mie orecchie stanno da tutt'altra parte.... Comunque sempre restando a paginette che ho scritto mi permetto un minuscolo contributo jazz, ed è il formidabile (e per certi versi sorprendente) disco di Michel Portal "Minneapolis", dove suona con la sezione ritmica di Prince. Anche lì trovi parecchi samples, così ti fai un'idea. E poi, in questo momento m'è tornato in mente un molto gustoso: "The Blues And The Abstract Truth" di Oliver Nelson. Scaricatelo e goditelo, Anzi, mo' che vo a casa... Ma l'ultimo consiglio, che darei a chiunque voglia farsi del meraviglioso e freddissimo male, è il mio adorato Lennie Tristano, ogni nota che ha suonato. Di lui ho deciso di non scrivere, ho fatto un fioretto tanto tempo fa. Ma qualcuno in DeB l'ha fatto, e bene. - Torno nell'antro, bai bai.


odradek
odradek
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Ah, grazie al Conte: ho preso nota anch'io:))


Contemplazione
Contemplazione
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He he Melissa, magari ce ne fossero un paio di Miles Davis...ce n'è stato solo uno purtroppo! Super, pure a me me fanno sclerà. Odra nùn fa er piaggio!;-) ovviamente non posso che sottoscrivere con la massima convinzione l'opera omnia di Lennie Tristano, e il bellissimo disco di Nelson. Non conosco quello di Portal, ma la sezione ritmica di Prince non scherza, e Sheila alla batteria è uno dei migliori esempi di gentil sesso che batte i tamburi (giammai il marciapiede!). Torno a contemplà lo zione.


JakeChambers
JakeChambers
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Al primo ascolto: mi piacciono. Non frequento il genere, vedo che vengono etichettati come "instrumental" oppure "post rock", che vuol dire tutto e niente. En passant, non c'entra una mazza, ma credo anch'io che "The Blues And The Abstract Truth" di O.Nelson sia un gran bel disco.


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