Billy Childish
Archive From 1959 - The Billy Childish Story (disc 1)

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


It’s not that I don’t like disco music, it’s that I’m directly opposed to it”. Billy Childish 2009

Recensione garagisti zozzoni

Per la mia prima recensione come membro del GAZ voglio parlare di un simbolo della musica zozzona che ci piace tanto: Wild Billy Childish, questo baffuto cinquantenne inglese che dipinge, scrive racconti e poesie e soprattutto suona un grezzo e selvaggio rock’n’roll da più di trent’anni, fottendosene di mode, classifiche e successo. Il buon Billy ha iniziato a cantare e strimpellare la chitarra fin dal 1977 nei Pop Rivets e da allora non è cambiato poi molto, pur avendo suonato in svariate band (Milkshakes, Thee Mighty Ceasars, Thee Headcoats, Buff Medways, The Musicians Of The British Empire solo per indicarne qualcuna) ed inciso un numero impressionante di Lp (20 solo negli Headcoats).

Un vero “loser” (e ci piace proprio per questo), che nonostante sia considerato una pietra miliare del garage ed abbia influenzato svariate band (chiedete ai Mummies che, oltre a coverizzare i suoi pezzi, gli hanno dedicato”That Mighty Childish”) non è mai stato minimamente cagato dall’intellighenzia musicale anche e soprattutto da quella indie, troppo impegnata a cercare chi fosse “cool” per potersi occupare davvero di un perfetto perdente come Billy, troppo autentico e grezzone per poter essere lanciato come nuovo personaggio “fiko”; non che alla fin fine ce ne fotta qualcosa e la miglior risposta l’ha data Billy stesso con la splendida “We Hate The Fucking NME”, ma potrebbe essere rivolta a qualsiasi altra rivista musicale si affretta a precisare il nostro, giusto per non farsi mancare niente. 

Se ancora non conoscete Childish il modo più rapido per porvi rimedio - e se amate il garage punk dovete conoscerlo, fidatevi – è recuperare questa raccolta uscita nel 2009 per la Damegedgoods: 2 cd (si lo so il vinile sarebbe stato meglio), per un totale di 51 tracce e oltre 2 ore di zozzissimo garage. Il disco ripercorre tutta la sua carriera (che prosegue ancora, sia ben chiaro, il nostro fortunatamente non ha alcuna intenzione di appendere la chitarra al chiodo) con tutte le band in cui ha suonato (anche se mancano gli Stash geniale gruppo che ha pubblicato un paio di singoli in cui vengono coverizzate in versione ironica alcuni pezzi dei Clash) sia le principali, sia tutte le altre collaborazioni, partecipazioni, project band e quanto altro. 

Nonostante le tracce appartengano appunto a diverse band (in totale sono 13) il suono è bene o male sempre lo stesso: chitarra, basso e batteria e l’inglesissima voce di Billy, che però non calca mai in maniera artificiale l’accento (come troppo spesso è accaduto recentemente per troppe band provenienti dalla perfida Albione). Ecco la ricetta per un perfetto miscuglio di garage, punk, r’n’b, surf ed in genere tutto il meglio che il rock’n’roll ha proposto, il tutto reso ancora migliore dai i testi decisamente ironici (ascoltatevi “The Day I Beat My father Up” o “Joe Strummer’s Grave” tanto per citarne due). Non mancano poi i pezzi dove lo spazio è lasciato alle coriste, sia in versione band (le Headcotees, accompagnate dagli stessi Headcoats) sia in versione solista accompagnate da Billy, o quelli più sullo stile ballate trash folk ad esempio quelli con i Singing Loins, splendida “I Don’t Like The Man I Am". 

Insomma care sorelle e cari fratelli del GAZ si tratta di musica grezza e selvaggia che non può che farvi saltare dalla sedia e farvi scuotere il vostro culo urlando assieme a Billy e farvi adorare, come ogni garagista zozzone che si rispetti, questo geniale (sì, geniale) artista (si, artista) inglese.

Questa DeRecensione di Archive From 1959 - The Billy Childish Story (disc 1) è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/billy-childish/archive-from-1959-the-billy-childish-story/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Quindici)

ProgRock
Opera: | Recensione: |
Di questa roba zozzona conosco poco, ma quel poco mi piace molto, Sonics in primis, non escludo di ascoltarlo il recensito.Mi sorge il dubbio che questo Billy sia Giacomo di Aldo, Giovanni e Giacomo.
BËL (00)
BRÜ (00)

teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
Opera: | Recensione: |
Non fare caso agli indysfigati... non è roba per loro. Poi era una vita che non recensivi, Gnagnera... lui comunque non lo conosco ma doppio faiv garantito. Buon anno agli amanti della musica spakkakuli e non spakkamaroni e speriamo sia pieno di rece del suddetto genere ;-))
BËL (00)
BRÜ (00)

geb
geb
Opera: | Recensione: |
Fratello, tu hai la zozzeria nel sangue. Tu hai il Verbo. Onore a te, recensione da palmo aperto. Di Childish conosco solo il lavoro con gli Headcoats, quindi la segnalazione è preziosissima. Tra l'altro la Damaged è etichetta coi contromaroni. Nell'augurare a te ed a tutti i membri del GAZ un felice anno zozzone, ti esorto a mandarne abbomba, di rece così. FATEVI AVANTI, GARAGISTI!!!
BËL (00)
BRÜ (00)

ProgRock
Opera: | Recensione: |
Ecco trovata l'immagine a cui mi riferivo un link lungo
BËL (00)
BRÜ (00)

popoloitaliano
Opera: | Recensione: |
Di lui ho un paio di CD (uno è un qualcosa tipo Thee Headcoats contro Frankeistein, credo sia una raccolta, con alcuni pezzi ad alto coinvolgimento). Dev'essere il Mark E. Smith del garage low-fi rock. La sua sfiga è che è inglese, e questo genere non ha mai tirato come dovrebbe, nella trendy e snob terra d'Albione. Vedi anche un altro loser che è Graham Day.
BËL (00)
BRÜ (00)

fedezan76
Opera: | Recensione: |
Da cazzone onorario del GAZ non posso esimermi dal passare a salutare i miei casinari compagni. Buon anno!
BËL (00)
BRÜ (00)

voodoomiles
Opera: | Recensione: |
Long Live to GAZ, buon 2011 ! Hot Butter's Sound (da Back to Peru - The Most Complete Compilation of Peruvian Underground 64-74)
BËL (00)
BRÜ (00)

gnagnera
Opera: | Recensione: |
grazie garagisti e non, ha assolutamente ragione popoloitaliano fosse nato negli states billy sarebbe molto più celebrato, ma rimane un grandissimo del genere. Gli headcoats sono forse il suo gruppo migliore, ma merita tutto di lui, davvero straconsigliatissimo.
p.s. la rece si riferisce ad entrambi i dischi, nella raccolta che ho ci sono entrambi
BËL (00)
BRÜ (00)

Dopesmoker
Opera: | Recensione: |
Da recuperare anche "Long Legged Baby" a nome di Billy Childish & The Natural Born Lovers, sudatissimo. E poi lunga vita ai Thee Mighty Caesars!
BËL (00)
BRÜ (00)

AlienSoundtrack
Opera: | Recensione: |
dato che non l'ha ancora citato nessuno, consiglio "Talkin 'Bout" (primo album dei Milkshakes), ottimo disco garage-rock (garage-punk?). Ah, segnalo pure questa Mudhoney con Childish a cantare.

BËL (00)
BRÜ (00)

Pinhead
Opera: | Recensione: |
Che forza che erano i Milkshakes

BËL (00)
BRÜ (00)

gnagnera
Opera: | Recensione: |
Beh Milkshakes, Mighty Ceasars e Headcoats sono grtandiosi, un pò come tutte le band di Chidish. Segnalo anche le Headcotees (versione femminile degli Headcoats) e l'ultima band i Musicians of the British Empire dove suona il basso e in alcuni pezzi canta Nurse Julie la moglie di Billy, Punk Rock at the British Region Hall è un grandissimo album. Bisognerebbe poi parlare dei vari "costumi" indossati da Billy e soci nei vari gruppi
BËL (00)
BRÜ (00)

gnagnera
Opera: | Recensione: |
ecco un pò di versioni:
BËL (00)
BRÜ (00)

gnagnera
Opera: | Recensione: |
scusate sono un fesso, togliete la virgola in fondo al link se no non si vede niente
BËL (00)
BRÜ (00)

Nico63
Opera: | Recensione: |
Direi un bel personaggione, a sentirsi e a vedersi. Non lo conoscevo e mi perdevo qualcosa.
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: