Copertina di Black Rebel Motorcycle Club Howl
GrantNicholas

• Voto:

Per fan di rock alternativo, appassionati di musica americana tradizionale, cultori di brmc e ascoltatori di sonorità riflessive e autentiche
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LA RECENSIONE

"Howl", album del 2005 della premiata ditta Black Rebel Motorcycle Club, è il lavoro che rappresenta in pieno una decisa svolta nel percorso artistico dell'oscura band americana.

Dopo un esordio premiato in modo pressoché unanime da critica e pubblico e un seguito leggermente più ignorato (ma non di certo inferiore qualitativamente), il combo statunitense decide di rivoluzionare la propria visione musicale; e non lo fa certo in sordina.

Già l'opener "Shuffle Your Feet" è indicativa in tal senso; l'album è un viaggio (ovviamente filtrato e reso personale dai B.R.M.C.) nelle radici del rock a stelle e strisce (quindi venature blues, country, gospel, folk e tutto ciò che segue, mentre le nuove influenze sono sua maestà Neil Young, Springsteen, Dylan ma anche cose più recenti come Mark Lanegan e affini), ma le chitarre elettriche rimangono (quasi) sempre rigorosamente staccate.

Sono presenti pezzi dal taglio maggiormente commerciale ("Ain't No Easy Way" e "Weight Of The World", guardacaso i due estratti), in cui pero tamburelli, armoniche ed acustiche la fanno da padrone. In altri momenti il discorso si fa più intimista e riflessivo ("Promise", dominata da una bella partitura di piano oppure l'ottima title-track, che però si avvicina maggiormente a produzioni made in U.K.), come nella superba "Gospel Song". L'unico riflesso beatlesiano del disco lo si riscontra in "Sympathetic noose", posta in fondo al lavoro forse perché non esattamente in linea col resto della proposta. La chiusura con "The Line" è forse troppo sommessa e tirata per le lunghe.

Un disco, questo, licenziato più che altro per la volontà del gruppo di allontanarsi da quell'etichetta di cloni dei Jesus And Mary Chain che iniziava a dar fastidio, o forse perché il cambio di etichetta ha dato la spinta a voler creare qualcosa di diverso e più "libero". Un album che, sicuramente, i Black Rebel riterranno un passaggio fondamentale per rituffarsi nel mare del rock ‘n roll odierno, dopo aver dato un rapido sguardo al glorioso passato di questo straordinario genere musicale.

Non fondamentale, ma interessante. E i vecchi fan stiano tranquilli; il nuovo singolo "Weapon Of Choice" ha già messo in guardia che gli amplificatori sono decisamente riaccesi.

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Riassunto del Bot

Howl (2005) rappresenta una svolta nel percorso dei Black Rebel Motorcycle Club, spostandosi verso sonorità più radicate nel rock tradizionale americano con influenze blues, folk e gospel. L’album miscela pezzi commerciali ad altri più intimisti e riflessivi, offrendo una nuova prospettiva pur mantenendo una coerenza artistica. Un lavoro interessante e significativo per la band, indicativo di un rinnovato approccio libero e personale. Non fondamentale, ma degno di attenzione, soprattutto per i fan storici.

Tracce testi video

01   Shuffle Your Feet (02:53)

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03   Devil's Waitin' (03:50)

04   Ain't No Easy Way (02:36)

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05   Still Suspicion Holds You Tight (04:24)

06   Fault Line (02:57)

07   Promise (04:46)

08   Weight of the World (03:41)

10   Gospel Song (04:31)

11   Complicated Situation (02:36)

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12   Sympathetic Noose (04:17)

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13   The Line / Open Invitation (08:13)

Black Rebel Motorcycle Club

Black Rebel Motorcycle Club (BRMC) è un gruppo rock statunitense formato nel 1998. È noto per un suono tra alternative/garage e shoegaze, e per una discografia che include una svolta più acustica in "Howl" e successivi ritorni a sonorità più elettriche.
19 Recensioni

Altre recensioni

Di  instant karma

 Il trio di Los Angeles ha scelto di staccare il piede dall'acceleratore e di sfornare un lavoro tutto cuore, blues, folk e rock melodico.

 Bravi davvero, e, rispetto al passato tutto pelle e motociclette, davvero viscerali.


Di  principles

 Scordatevi quelle "schitarrate sporche" presenti negli ultimi due album!

 Howl è il vero capolavoro del disco: organetto minimale, percussioni e chitarre elettriche non sporche ma ci sono.


Di  RegularJoan

 ‘Howl’, ovvero il famoso urlo di Allen Ginsberg. Urlo esploso durante una festa finita prima ancora di cominciare.

 Il piano di ‘Promise’ è sicuramente il miglior sponsor dell’intero disco: semplicemente sofferta.