Copertina di Black Sabbath featuring Tony Iommi Seventh Star
sfascia carrozze

• Voto:

Per appassionati di hard rock e heavy metal, fan di black sabbath e tony iommi, nuovi ascoltatori curiosi di musica classica rock
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Un capolavoro. (punto)

La (personale) de-recensione potrebbe agevolmente esalare l’ultimo esile afflato, dato il plumbeo contesto etico/musicale a cui ci si riferisce, con questi due miserrimi, semplici, abusati, ancorché spesso a vanvera, vocaboli.
In verità, altre due paroline (si fa per dire..), il vetero sfascia-carrozzaro da strapazzo, a cotanta epocale hard rock/metallifera-opera gliele vorrebbe modestamente et tronfianamente de-dicare.

[Gli eventuali pigri, svogliati, de-interessati o semplicemente illetterati, si astengano senza problema alcuno: la nobile disco-substanzia si staglia incipit/escamente et lapidariamente lassù; per gli eventuali altri... i pochi coraggiosi residui, ci si accinga a precipitare nello sfascia-omaggiante-baratro.]

Black Sabbath, indi: in realtà questa “Settima Stella” è un disco (da) solista coniato dall’extraordinaire uomo-maker-rifferama-allo-zolfo per eccellenza, Sua Sabbathica-Baffo-Maestade, Mister Tony Iommi: travagliato e forse per questo così “sentito” disco, nato nonostante e dopo le note acerrime dispute (anche legali, con gli altri Sabbath-originari), in merito all’uso della storica sigla rappresentatrice. Primaria meritoria de-sottolineazione la si deve obbligatoriamente rivolgere alla davvero infinita voice del Glen Hughes (Deep Purple e Trapeze i Suoi arcaici trascorsi) d’annata: una interpretazione globale spettacolosa und spettacolariforme, (NO actual government, riforme, relationships) intensità emotiva a livelli parossistici, una poderosa voce essenzialmente (ultra)soul, dotato di una estensione e capacità interpretativa a tratti realmente pelle-accapponatoria : in questo senso et a ferrea irreprensibile prova, ci si meravigli/inginocchi/ridimensioni pure, senza vergogna alcuna, di fronte alla “biade”/accoppiata, posta in vinile-clausura: “Angry Heart/In Memory”, pura, extraordinaire, maraviglia (in senso, dolce-stilnovista) hard rock/metal-acusticheggiante, Glen Hughes letteralmente strapazza e conquista con una classe altisonante und stentorea apparente naturalezza.

L’intero immarcescibile lavoro è musicalmente et solidamente ancorato (si sproloquia, pur sempre, del 1986) su dettami chitarristico-percussivi et complessivamente musicali, forgiati da arcigno, quanto basaltico, nonchè immensamente melodico, classico hard rock/metalleggiante: “In For The Kill” traccia posta in apertura o la più addentro “Turn To Stone” appaiono più che esemplificative a riguardo; riff arcigni, inscalfibili, accompagnati da una certa qual animosità percussionale, indissolubilmente scolpite nel (umano) granito.
Nuove leve, abbiate coraggio e premura della salubrità del Vostro vituperato apparato uditivo (ma quali Korn.), accorrete numerosi alla riscoperta di cotanta immaginifica e appagante opera: di dischi come questo ne escono uno ogni dieci anni (se, e quando, va bene).

p.s.
Recentissime notizie danno la paleontologica-allegra-coppia di cui sopra (dopo quasi un ventennio), in studio a terminar di registrare un (impossibile) e redatto a quattro-mani nuovo lavoro...

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Seventh Star' come un capolavoro hard rock creato da Tony Iommi, con un'interpretazione vocale straordinaria di Glen Hughes. L'album del 1986 si caratterizza per riff potenti e una forte carica emotiva. L'autore invita i giovani ascoltatori a riscoprire questa opera rara e di grande valore. Si accenna inoltre a un possibile nuovo lavoro in studio dei protagonisti dopo molti anni.

Tracce

01   Star of India (Seventh Star) #1 (06:18)

02   Take My Heart (No Stranger to Love) #1 (04:32)

03   Eye of the Storm (Turn to Stone) #1 (03:13)

04   Love on the Line (Heart Like a Wheel) (04:51)

05   Star of India (Seventh Star) #2 (05:35)

06   Chance on Love (Danger Zone) (04:23)

07   Take My Heart (No Stranger to Love) #2 (06:32)

08   Eye of the Storm (Turn to Stone) #2 (03:14)

09   Star of India (Seventh Star) #3 (05:16)

10   Unreleased Jam #1 (03:56)

11   Unreleased Jam #2 (00:31)

12   Unreleased Jam #3 (02:57)

13   The Thrill Is Gone (feat. Lita Ford) (03:37)

14   Unreleased Jam #4 (03:22)

15   Unreleased Jam #5 (02:18)

16   Unreleased Jam #6 (00:44)

Black Sabbath

Black Sabbath sono tra i più importanti e influenti gruppi heavy metal della storia, nati a Birmingham nel 1968. La loro musica ha definito i canoni del metal, grazie soprattutto agli inconfondibili riff di Tony Iommi e alla voce carismatica di Ozzy Osbourne.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  il giustiziere

 Con un cantante come Hughes si può passare da ritmi indiavolati a pure incursioni sentimentali che sanno emozionare.

 Ci troviamo di fronte all'ennesimo capolavoro dei Black Sabbath (anche se qui sarebbe più corretto parlare del solo Iommi).