Copertina di Blind Guardian A Night At The Opera
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Per appassionati di metal, fan del power e epic metal, ascoltatori di musica orchestrale e sperimentale nel metal
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LA RECENSIONE

Il precedente "Nightfall in Middle-Earth" aveva segnato l'apice della vena epica di questi tedeschi, ovvio, quindi, che il successivo "A Night.." aveva un pesante fardello da portarsi sulla spalla. Provare a ricreare quell'atmosfera epica, influenzata anche da musica tradizionale, correndo un grande rischio, agli innumerevoli paragoni che si verrebbero a creare, oppure andare avanti e continuare a sperimentare, rischiando, forse, anche di più?

A quanto pare, ai Blind piace molto il rischio! Questo cd è riuscito a cambiare le carte in tavola ad una velocità impensabile. Basta ascoltare i primi secondi dell'opener "Precious Jerusalem" (ma come, i bardi germanici che parlano di Gerusalemme??) per capire che la musica è cambiata.. e anche parecchio!! La produzione è più "ampollosa", la chitarra è sovrastata da cori e soprattutto orchestrazioni, che erano sempre in secondo piano in precedenza. Anche il genere in sé, pur conservando un tocco di epicità, non è propriamente Epic Metal, ma qualcos'altro. Melodie arabeggianti fanno capolino a volte (la già citata opener, ma anche in "Under The Ice") e chissà quanto hanno fatto rabbrividire i fan duri e puri dei cari Bardi. Come non citare anche "Sadly Sings Destiny", con le sue sonorità moderneggianti. Sicuramente chi si aspetta un "Nightfall..." parte seconda rimarrà molto deluso, ma chi ha un minimo di mentalità aperta di sicuro lo saprà apprezzare! Nonostante tutto però le canzoni migliori sono quelle che più si accostano al passato della band, o che perlomeno cercano di rimanere in territorio epic!

"Battlefield" è una piccola gemma che ci riporta a sonorità più "amiche" dopo la strana, ma pur sempre buona, "Precious...". Anche "Sadly..." si lascia apprezzare dopo un inizio un po' troppo strano. In più poteva mancare la classica ballata medievaleggiante? Ma ovviamente no, eh!! "The Maiden and the Minstrel Knight", semplicemente favolosa, parte come da tradizione, con la chitarra acustica sostituita da orchestrazioni, ma poi si anima e intervengono anche gli altri strumenti regalandoci una canzone sognante che ci lascia immaginare foreste incantate popolate da folletti e creaturine varie e sembra quasi di vedere il menestrello che canta per la principessa. Magnifica! Un attimo di riposo e si riparte con la fantastica "The Soulforged" che riprende finalmente lo stile epico, a tratti folk del Guardiano Cieco di "Nightfall..", le chitarre tornano finalmente a farsi sentire e la musica cambia miracolosamente!! Una lacrimuccia mi riga il volto, ma con l'arrivo di "Age of False Innocence" bisogna ricomporsi. Dopo un'ennesimo inizio sperimentale, ci ritroviamo un'altra canzone che continua il discorso iniziato all'incipit di questo cd. Diciamolo subito, questa non è affatto male, anzi, però potrebbe deludere molti aficionados della prima ora! Non mancano cori ed epicità a mille, ma la chitarra elettrica è costretta a far spazio di nuovo ad orchestrazioni varie. Non manca molto per il capolavoro dei Blind Guardian.. Squillino le trombe, si uccida il vitello grasso.. "And Then There Was Silence".. Questa canzone da sola vale l'acquisto del cd e i nostri si fanno perdonare per qualche sperimentazione un po' eccessiva. È una suite di 14 minuti che ha come tema il mito di Troia, emozionante come poche altre canzoni che fa della drammaticità e teatralità il suo maggior punto di forza. Una gemma di rara bellezza posta proprio in conclusione di cd per il classico finale col botto!

In conclusione questo non è il cd che tutti si aspettavano dopo il boom di "Nightfall in Middle-Earth" ma un coraggioso cd che punta molto sull'orchestrazione delle canzoni piuttosto che sull'impatto chitarristico. Da consigliare non solo agli amanti del power-epic, ma a tutti i metal maniacs che si rispettino! Infatti a me il power fa anche un po' ribrezzo e pur ascoltando soprattutto death/black metal e tutto il metal estremo in generale, i Blind Guardian mi sono rimasti nel cuore. Mitici!

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Riassunto del Bot

A Night At The Opera segna un cambiamento deciso nei Blind Guardian, con un suono più orchestrale e meno chitarristico rispetto al precedente capolavoro Nightfall in Middle-Earth. L'album mescola influenze arabe e moderne, rischiando di dividere i fan ma offrendo momenti epici come la lunga suite And Then There Was Silence. Un disco coraggioso e consigliato sia agli amanti del power metal sia agli appassionati di metal estremo. Nonostante alcune sperimentazioni complesse, rimane un'opera significativa nella discografia della band tedesca.

Tracce testi video

01   Precious Jerusalem (06:22)

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03   Under the Ice (05:44)

04   Sadly Sings Destiny (06:04)

05   The Maiden and the Minstrel Knight (05:30)

06   Wait for an Answer (06:30)

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08   Age of False Innocence (06:05)

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09   Punishment Divine (05:45)

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10   And Then There Was Silence (14:07)

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Blind Guardian

I Blind Guardian sono un gruppo musicale tedesco nato a metà degli anni '80, pionieri e tra i massimi rappresentanti del power metal europeo. Famosi per i loro concept epici, riferimenti a Tolkien, melodie intricate, cori magniloquenti e una marcatissima autoironia nei lavori più recenti.
29 Recensioni

Altre recensioni

Di  Masahiro

 Questo 'A Night At The Opera' è un disco talmente pacchiano, talmente noioso, talmente barocco, talmente epico che fa un bordello pazzesco senza suonare nemmeno un minuto.

 Una delle poche cose salvabili di questo disco è la bonus track, la ballad 'Harvest Of Sorrow', che soprattutto dal vivo è molto coinvolgente.


Di  sly123

 I cori in questo cd sono assolutamente perfetti e le canzoni non risultano per nulla così complicate come alcuni affermano.

 La celeberrima 'And Then There Was Silence' è un capolavoro, una vera opera-metal, dove viene mantenuta la tensione per tutto il lavoro.


Di  Ragnaròk

 Pomposo e magniloquente, così potremmo definire 'A Night At The Opera'.

 'And Then There Was Silence' è un po' il testimonial dei Blind Guardian odierni.