Copertina di Blondie Parallel Lines
bogusman

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Per appassionati di musica anni 70, fan di blondie, cultori di new wave e disco, amanti delle produzioni iconiche e della scena musicale newyorkese
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LA RECENSIONE

Nel 1978, dall'alto dei suoi tacchi di plexiglass, la mechatissima, griffatissima, e fichissima Debbie Harry iniziava a guardare con un po' di sufficienza i suoi vecchi colleghi di garage (rock), ormai stufa della polvere dei soliti scantinati, e inesorabilmente attratta dalla capacità riflettente degli specchi di certi attici...
Secondo i più intransigenti contemporanei quest'album era una schiacciante prova di reato a carico dalla band, accusata di aver tradito il sanguigno rock'n'punk venato di frivolezze sixties degli esordi, a favore di un avvicinamento (orrore!) alla disco-music; ecco che oggi, caduti cappelli d'asino e steccati critici fra generi buoni e cattivi, pare arrivato il momento per togliere questo disco dall'Indice...

Detto per inciso che, a causa di imperscrutabili corsi e ricorsi storici, nel 2005 ci sarebbero decine di gruppi e gruppetti capaci di privarsi dei propri organi vitali pur di produrre una simile raccolta di scoppiettanti canzoni in bilico fra disco-wave e rock'n'roll, bisogna considerare che un album come Parallel Lines poteva essere liquidato come "commerciale" soltanto in una stagione così densa di capolavori come il quadriennio newyorkese 77-80...
Ai Blondie quindi l'arduo compito di aprire le dogane fra New Wave pura e "degenerazioni" pop-dance, stesse dogane che saranno varcate negli anni immediatamente successivi da altri (ci arriveranno, con esiti diversi anche i Talking Heads e Patti Smith).
Eccoci alle canzoni dunque; ad una sempreverde Heart Of Glass ancora capace di spingere verso il dance floor il più incartapecorito degli critici fa da contrappeso l'inattesa ventata di sperimentalismo della cupa Fade Away And Radiate, con un insospettabile Robert Fripp (stavolta in versione tascabile) a smanettare sui suoi loop... Nel mezzo filastrocche al vinavil come Pretty Baby, l'irresistibile 11:59 (...se sapeva anche cantare!), la perfetta leggerezza di I Know But I Don't Know e Hanging On The Telephone, tutte condite da una voce sempre più capace di destreggiarsi fra opportuni miagolii, squittii e ruggiti.

La perfezione del maquillage di questa Biondina resisterà egregiamente ancora per un pugno di hits, grazie al magico tocco di Giorgio Moroder, poi saranno altri tempi, altre mode, altre occhiaie...

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Riassunto del Bot

Parallel Lines di Blondie è un album iconico che ha superato le accuse di 'tradimento' punk grazie a una raffinata miscela di New Wave, disco e rock'n'roll. La voce di Debbie Harry e la produzione di Giorgio Moroder lo rendono un capolavoro senza tempo, ricco di hit come Heart Of Glass e brani sperimentali come Fade Away And Radiate. Un disco che ha aperto nuove strade musicali e continua ad affascinare dopo decenni.

Tracce testi video

01   Hanging on the Telephone (02:24)

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02   One Way or Another (03:35)

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04   Fade Away and Radiate (04:01)

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05   Pretty Baby (03:21)

06   I Know but I Don't Know (03:54)

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07   11:59 (03:19)

08   Will Anything Happen? (03:01)

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11   I'm Gonna Love You Too (02:10)

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12   Just Go Away (03:27)

Blondie

Blondie è una band newyorkese formata nel 1974 da Debbie Harry e Chris Stein, emersa dalla scena del CBGB. Ha unito new wave, punk e pop con incursioni disco e reggae, conquistando le classifiche con brani come Heart of Glass, Call Me e Rapture. Dopo lo scioglimento nel 1982, si è riunita nel 1997, tornando ai vertici con No Exit.
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