Copertina di Blur Think Tank
Rivo

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Per fan storici dei blur, appassionati di britpop, ascoltatori curiosi di musica alternative rock ed elettronica, lettori interessati alle trasformazioni degli artisti.
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LA RECENSIONE

Break out / I'm on my mobile talking to the president / I've got a head full of money I've spent / Trying to get him to party with me / ... In ecstasy / But I love to hear that crazy beat / It's gets the people dancin' on their feet / And I'd love to live in paradise / I love my sister and I'll love her tonight.. / ooohh break out

Blur.
Ho sempre amato i Blur. Per trovare il primo disco "Leisure" feci carte false. Conservo ancora il numero del Melody Express con la sue recensione e l'ingresso in classifica al numero 1!

Blur.
Ho sempre amato i Blur, con quella fastidiosa voce nasale e quel modo scazzato di fare musica, a volte lezioso ma sempre superlativo.

Blur.
Ho sempre amato i Blur. Tra trent'anni i kids verranno a chiederci: "chi erano 'sti benedetti Blur cui tutti i post-after-again-british-poppers si rifanno?".

Blur.
Ho sempre amato i Blur. Questo disco uscito il 5 maggio 2003 mi ha lasciato molto perplesso. Ammetto di averlo ascoltato un paio di volte e nulla piú. Musicalmente piú che un disco dei Blur sembra il nuovo Gorillaz. Non mancano alcuni spunti interessanti. Ad esempio "Crazy Beat", che ho citato all'inizio della recensione, ricorda un po' "Song 2" con lo zampino di Fatboy Slim. Di "Out Of Time" mi ha colpito la chitarrina stonata tipo colonna sonora dei telefilm "Kung Fu". "Good Song" sembra una canzone dei Turin Brakes.

Blur.
Ho sempre amato i Blur. Con i loro testi al limite dell'irriverente.

Brothers and sisters / Rebuild your lives / We're all drug takers / Give us something tonight
Cotton in academy / Jelly, maize to Marjory / White doves, from the war machine / Everybody moving / Cocaine, is for murderers / Codeine, for the juror / Caffeine, made for all of us / Everybody on it
...tratto da "Brother and Sisters"

Non manca qualche accenno alla situazione internazionale..

I'm the original / I'm the original / When it comes to the suburbs, I'm the original / Being English isn't about hate / It's about disgust / We're all disgusting
...tratto da "My White Noise".

Blur.
Ho sempre amato i Blur anche se quell'accento cockney (si, dahìì, non so come si scrive) di Phil Daniels in "Parklife" mi sembra così lontano.

Blur. Ho sempre amato i Blur anche se hanno perso il loro chitarrista Graham Coxon, Dio solo sa perché anche se ascoltando il disco è forse tutto un po' piú chiaro, come le recording sessions in Marocco e la collaborazione con Fatboy Slim che si rivolge ad un pubblico piú vasto.

Blur.
Ho sempre amato i Blur. E continuerò a farlo, anche se questo disco proprio non mi va giù.

Blur....?

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Riassunto del Bot

La recensione esprime la delusione di un fan storico dei Blur di fronte a Think Tank, album che segna una svolta elettronica e sperimentale. Pur riconoscendo alcuni spunti interessanti e citando brani notevoli, la mancanza di Graham Coxon e la direzione musicale più vicina ai Gorillaz lasciano l'ascoltatore perplesso. Il legame affettivo con la band rimane, ma il disco non conquista. Ritroviamo riferimenti ai testi e al contesto storico-sociale.

Tracce testi video

04   Good Song (03:08)

05   On the Way to the Club (03:47)

06   Brothers and Sisters (03:47)

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08   We've Got a File on You (01:01)

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09   Moroccan Peoples Revolutionary Bowls Club (02:52)

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10   Sweet Song (04:00)

13   Battery in Your Leg (06:21)

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17   There's No Other Way (02:35)

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19   Coffee and TV (04:56)

21   End of a Century (02:40)

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22   No Distance Left to Run (02:17)

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Blur

I Blur sono una delle band inglesi più influenti del britpop anni Novanta, noti per la capacità di reinventarsi e spaziare tra generi. Nati a Colchester nel 1989, hanno segnato la storia del pop britannico con dischi iconici (Parklife su tutti), progetti paralleli e un’ironia inconfondibile.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  danieleerpiccoletto

 Il risultato è piacevolmente sorprendente, i Blur sono cambiati ma sanno regalare ancora buona musica e delle emozioni.

 Complessivamente un buon album, insolito e decisamente fuori dal comune per lo stile dei Blur.


Di  Vivio

 Ma se si continua nell’ascolto si capisce che non è affatto così, Think Tank è tutto tranne che un tentativo commerciale.

 Il disco scivola giù liscio come l’olio dopo vari ascolti e sinceramente non se ne andrà facilmente dal vostro lettore CD.


Di  Boop7

 "Dov'è la canzone d'amore che ci rende liberi?"

 "Non ho niente di cui aver paura"


Di  Ynamusic

 Quel bacio rappresenta questa impossibilità terribile: provi a entrare in rapporto con un essere umano, ma la tua condizione non te lo permette e ti limiti a un bacio soffocato.

 Think Tank è un mondo di suoni in cui i Blur si reinventano e mettono in pratica la loro capacità di estraniarsi dal mondo e trasformare questa situazione fluttuante.