Bob Dylan
Self Portrait

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What’s this shit?”. Greil Marcus

"Sia la tua casa una casa di riunione per sapienti, e impolverati con la polvere dei loro piedi, e bevi le loro parole fino a saziartene". Talmud babilonese

Autoritratto? Autoparodia? Auto mutuo aiuto?

Giugno 1970, “Self Portrait” è Bob Dylan che ha alle spalle quasi esclusivamente capolavori e vuole superarsi. Ma anziché cercare di passare, una volta in più, attraverso la porta stretta della creazione artistica, sceglie un’altra strada: il sarcasmo e la distrazione.

Stanco di essere vate o araldo, vuole fare il buffone di corte. Il sinistro istrione che sogghigna dinanzi al pubblico e, a tempo perso, inanella cori, abbozzi, acquerelli svogliati, pezzi piatti. Tesse la trama esile di un mondo diafano che scivola, senza ragione, verso l’inutile pallore della pagina vuota. Biancheggia. Con un guizzo. Con lo stesso spasmo del pulviscolo trafitto da un raggio di sole su un mobile a scomparsa.

Dylan porta stavolta in musica il buono delle offerte alimentari. L’ordine Neziqin della Mishnah, cioè i “Casi di danni” (custodia di oggetti ritrovati, furto, testimonianze, padri). Il riciclaggio (The Boxer con le due voci fuori sincrono, una Blue Velvet inutile, la peggio versione immaginabile di Like A Rolling Stone). O che abbia in mente un gesto post-dadaista? Arte meno fattiva, più concettuale? Beh, tutti i cavalli affaticati al sole del coro angelico iniziale, lo dice, non gli permettono più di cavalcare, di correre; si introduce con un pezzo country-pop operistico, dove i coretti carezzevoli spingono lo sguardo tra le nuvole. E un po’ di sole c’è. Meglio allora sostare su una strofa fissa. E perché proseguire? Sciolti i legami con l’intensità irriducibile dei lavori precedenti (testi, musiche, interpretazioni, compattezza d’insieme), il profeta della denuncia libertaria e l’innovatore del linguaggi compositivi svaniscono. Dopo l’incidente in motocicletta Dylan è più riflessivo (morte, destino, libertà, ecologia), meno visionario. Si ritira a vivere in campagna, fa il “fantasma, che è una persona soltanto”. Stanco delle ingerenze private, delle contestazioni (Festival di Newport, mancata adesione ai movimenti civili), non vuole più sentirsi bloccato “come una farfalla trafitta da uno spillo”. Allora provoca sconcerto attraverso la natura imprevista di un contenuto modesto. Mette dentro un doppio long playing (un long long playng): pelle di coniglio, la finta tartaruga di Alice, un gioco di specchi al ralenty, bastoncini di zucchero, anemoscopi, matasse di polvere, setole piegate di spazzolino, materiali poveri. E che sia criticare i consumi con canzoni conservate al naturale!

L’artista di Duluth in qualsiasi modo l’album non l’ha fatto tutto brutto brutto. Affatto. Piuttosto tiepido, svogliato come tanti giorni irrisolti. Vedi come canta. Voce nasale e raschiata, pochi ronzii, qualche mormorio armonioso. Canta come l’allodola! O col canto di una rana da un vano d’ombra. E ci fa vedere anche l’azzurro torbido, proprio con gli occhi di chi ascolta. Tra parentesi, proprio come nei tratti del quadro di copertina: orribili, rozzi, incerti, grigiastri, primitivi. Poi dalla penombra passa al buio di una sola notte della terra, ma prima e dopo un ininterrotto, storpio pomeriggio ebete e assolato. Che cappio di autoritratto! Così incomprensibile da sembrare riuscito! E pure accettabile alla luce delle decadi successive, mentre l’autore lo rigettava. Ma si entra anche con “Self Portrait” in dialogo con Dylan, un dialogo che non ha inizio e neppure una fine.

Robert Zimmerman ha qui assolto appieno il suo compito di essere Bob Dylan? Ha pensato solo a liberarsi dagli altri? Dai propri sé? Uno scherzo, uno screzio? O un enigma? Non poeta, non vate, non profeta, non rivoluzionario, non utopista. Che Dylan è?

«Adesso vorrei andare proprio come gli altri

Mi piace il mio zucchero dolce

Ma saltare le code e fare in fretta

Non è la mia tazza di carne

Tutti sono là fuori

A imboccare piccioni sui rami

/… /

Il miao del gatto e il muuu della mucca

Posso recitarli tutti

Dimmi dove ti fa male

E ti dirò chi devi chiamare

Nessuno riesce a prendere sonno

C’è sempre qualcuno che rompe le scatole

Ma quando Quinn l'eschimese arriverà

Tutti potranno sonnecchiare

Venite tutti di fuori, venite tutti o gente

Non vedrete mai nulla come Quinn il possente»

Dylan è "Mighty Quinn" (la versione originale sarà sui “Basement Tapes”), Quinn l’eschimese che arriva. Un messia anti-messianico, un messia povero, qualunque, altro che quello delle gocce di piombo della dura pioggia che cadrà.

Siamo alle prese con un album “maledetto”. E sistematico, e confusionario. Sistematico all’apparenza, confusionario nella sostanza. Facciamo i conti: doppio LP, 24 tracce, 14 sue, 4 inedite, 10 riprese, 6 adattamenti di pezzi tradizionali, 8 cover, per 74 minuti trascurabili di musica cripto-enigmatica. 50 musicisti che, a diverso titolo, partecipano alle registrazioni. Ma una strumentazione spesso minima. Toni dimessi, piattezza generalizzata, ritmi stiracchiati, set list inesplicabile, mancanza di climax. Country folk e tagli dal vivo con i fischi del pubblico, e un suono di regola sconnesso. Sciatto.

Sono i danni di un ego cresciuto a dismisura e una dannata consapevolezza del proprio talento? Dylan ha 28 anni. Dopo il lavoro matto e disperato dei '60, dopo il dibattuto incidente motociclistico, dopo un certo impasse, la sua musica vuole diventare più semplice e armoniosa? E intanto va ad attingere al country e agli standard? Dal particolare passa all’universale, cambia le prospettive e i codici? Il mistero è affascinante. Le canzoni un pochino meno:

la discreta “Take a Message To Mary“ degli Everly Brothers, le approssimative cover degli aspiranti Dylan (Paul Frederic Simon, Gordon Lightfoot), “In Search Of Little Sadie” con giri armonici assurdi e improbabili, “Wigman” epitome inverosimile dell’album. La bucolica “Copper Kettle (The Pale Moonlight)”, di A. F. Beddoe, portata al successo da Joan Baez, è forse la traccia migliore (“Daddy made whiskey, and granddaddy did too/ We ain't paid no whiskey tax since 1792”).

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Commenti (VentiSette)

Stanlio
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dOUBLE fIVE iNTANTO a pRESCINDERE & pOI mE lA lEGGERò cON cALMA cHE aDESSSO hO lA sCRIVANIA sTRACOLMA dI pRATICHE iNEVASE zIOKAN...
BËL (02)
BRÜ (00)

Almotasim : No xe finio il carneval a Venexia? Ma sopratuto, 'ndemo, xeo giusto il "cafè venessiano" co' panna-zabaion-expresso?
Stanlio: Ma ti xè drio schersar o cossa?
A Venessia el carneval finisse a feragosto e el scominsia el sedese de agosto...
Indove xè che i o fà sto cafè pana/zabajon che coro a beverghene subito do/tre?
Almotasim : E l'ora posso vedder Colombina, Rosaura e Pantalon tutti i dì.
Stanlio: Sì e se ti passi pal municipio ti pol vedar anca Arlechin Batocio vestio da sindaco...
Almotasim : Ahahahahah.
imasoulman
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riuscire a parlare così bene di un disco che ha una simile, orrida nomea (meritata, certo, ma anche un po' autoalimentatasi...) è davvero meritorio. Dissero che Dylan 'l'aveva fatto apposta', con il senno del poi possiamo dire che invece aveva inventato i dischi fatti di scarti e alternate-takes...
BËL (04)
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Almotasim : Già! Attendevo il tuo passaggio, come lo scolaretto il giudizio dell'insegnante.
imasoulman: peccato che l'insegnante sia tu, noi (detto alla mago Othelma, estiq...) gli umili scolaretti
Almotasim : Il mago Othelma! Non ho ancora capito come facesse a far colorare l'acqua dei bicchieri. Meglio il mago Oronzo che la faceva nel frigorifero. Il maestro, qui, sei tu, insisto! La tua recensione su Dino Valente e' patrimonio dell'umanita'.
BortoloCecchi
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Due cose agli opposti. Una bellissima recensione, un disco di m****
BËL (02)
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Almotasim : Grazie, Bortolo. Pensavo di mettergli due stellette. Ma l'altro pomeriggio, in un’insperata ora di sole prima del buio, dopo un mattino di piogge e ugge, l'ho cacciato sul lettore e mi sembrava bello. Beffardo e meteopatico.
BortoloCecchi: Come avevo già detto a Soto, non sono mai riuscito a farmi andare a genio Bob Dylan, ci ho provato, molteplici volte. Non ho ascoltato questo album (oggi), perché lo conoscevo già e vedere un artista del suo livello, cantare e suonare in quel modo totalmente scazzato come "tanto qualsiasi cosa che io faccia voi tanto mi venerate" mi ha dato la conferma che io Bob Dylan non andremo mai d'accordo. Certe parti del disco, forse sono anche da 3 come hai messo tu.
Almotasim : Tutti i dischi precedenti sono migliori (e coerenti), infatti il mio proposito all'ascolto era: adesso mi sento il primo peggio Dylan in ordine cronologico...
Hank Monk
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sentito oggi non c è nulla di scandaloso in sto disco.
All epoca immagino che con l immagine di cantante impegnato che aveva poteva sembrare peggio di quanto non fosse.
Secondo me ha tanti bei pezzi
BËL (03)
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Almotasim : Concordo. Ciao, Hank!
hellraiser
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Qui uscì fuori il Bob Dylan cazzeggiante. In quel periodo aveva solo voglia di starsene in famiglia e veder crescere i figli, pescare e giocare a carte, sempre impegnato a cacciare qualche fan malato che gli entrava di nascosto in guardino passando dai tetti...
BËL (02)
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Almotasim : Già, devono avergli ben rotto i cognomi... Aveva tutto il diritto starsene in santa pace. Fino a quel momento aveva volato altissimo.
aries
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Conosco pochi episodi del disco: la cazzonissima versione di "The Boxer", le bizzarre "Wigwam" e "All the tired horses" e la brutta versione di "Quinn the Eskimo" e prima o poi affronterò il resto. Io però a uno che, dopo aver inciso "Highway 61 Revisited" si è superato con "Blonde on Blonde", perdono tutto. E poi, certa "shit", molti "artisti" se la sognano.
BËL (01)
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Almotasim : Hai ragione, Aries. Dopo la bellezza sublime del riccio biondo su riccio biondo e quella tagliente della Highway 61, come rigettare una qualsiasi proposta? Grazie del passaggio!
CosmicJocker
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Gran pagina (alcuni passaggi da leccarsi i baffi), molto migliore del disco su cui forse @[imasoulman] ne ha centrato il punto..
BËL (02)
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Almotasim : Grazie Poeta Cosmico, mi fa piacere questa sottolineatura proprio da parte tua!
mrbluesky
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Mai avuto niente di Dylan,grande rispetto ma preferisco Cat Stevens e Donovan.sono comunque ascolti che relego a quando preparo la farinata
BËL (01)
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Almotasim : Farinata di ceci in padella?
mrbluesky: nea teglia nea teglia
Almotasim : Donovan? Nel film "Don't Look Back", 1967, il Bobone sbeffeggia Donovan, perche' additato dalla critica come nuovo Dylan. Sulla farinata di ceci non mi risulta abbia avuto invece niente da ridire.
mrbluesky: e te credo,vieni con una buona bottiglia di Tocai e darai ragione a Dylan (Dog)
Flame: Farinata? Mister, direi allora che sei o ligure o del basso Piemunt. E comunque io l'accompagnerei con del barberozzo, di quelli buoni.
mrbluesky: siamo "bauscia",vado in liguria da quando avevo sei mesi
Zimmy
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Bella recensione di un disco meno brutto di come lo si dipinge. Fu il suo primo "passo falso" (se così lo vogliamo chiamare) ma non certo il più grande: farà ben di peggio. E debbo dire che a volte lo ascolto anche piacevolmente
BËL (02)
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Almotasim : Il tuo parere, da vero esperto della materia, quale ti riconosco, mi rassicura. E' verissimo che guardando in avanti e tornando qui si puo' trovar di peggio.
Zimmy: Mah, "vero esperto della materia" mi sembra un po' eccessivo. Del bardo di Duluth mi ritengo un estimatore appassionato, ma nulla di più. Ringrazio moltissimo comunque, mi onora davvero
Almotasim : Ricordo vari interventi su Robert Allen da parte tua. Tutti tosti.
Mr Funk
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Album inferiore ai precedenti, ma non certo inascoltabile, senz'altro bulimico. Peraltro la Bootleg Seies ne ha messo in evidenza alcuni aspetti interessanti.
Di certo il Dylan anni '80 ha prodotto cose ben peggiori di questa
BËL (02)
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Almotasim : Condivido, Mr Funk. Su "Another Self Portrait" non ho ancora messo le mani. Ma la tentazione c'e'. Grazie del passaggio.
Zimmy: "Another Self Portrait" merita assai. Non sarà proprio la "postuma riabilitazione" di cui parla Pinhead poco sotto ma, ascoltato senza pregiudizi, regala chicche interessantissime. Soprattutto vale la pena di recuperarne la versione deluxe con la registrazione integrale del concerto all'isola di Wight, che ne offre a mio parere un ritratto complessivo decisamente più edificante di quello immaginabile dai poco convincenti "assaggi" che finirono sul Self Portrait originale
Almotasim : Quasi, quasi. Ma il doppio cd non e' abbastanza rappresentativo?
Zimmy: Lo è, lo è. Io le deluxe delle Bootleg Series sono solito scaricarle piratate dal web, "non si fa" però insomma costano anche belle care... Vai tranquillo sul doppio cd, se poi riesci a tirarti giù il terzo da qualche parte è tanto di guadagnato
Almotasim : I pezzi del live all'isola di Wight, l'isola di chi ha negli occhi il blu della gioventu', finiti su Self Portrait, mi fa piacere sapere che non siano rappresentativi. Avvalorano l'idea dell'album "intenzionalmente pessimo”.
Zimmy: È solo un mio parere, comunque. Rimane un concerto un po' sguaiato e sbilenco, ma ascoltato nella sua interezza ha un suo perché
Zimmy: Ma quindi con "doppio cd" intendevi Self Portrait o Another Self Portrait? Non ho mica capito
Almotasim : Another delle Bootleg, due interventi fa.
Zimmy: Ok, allora ho risposto bene. Avevo il dubbio di aver frainteso la domanda
Almotasim : Delle bootleg series ho poco (4,7,12, 13). Quale mi consigli come indispensabile oltre a quelli?
Zimmy: ASSOLUTAMENTE il volume 1-3 (che è un unico volume in 3 cd numerati separatamente): raccoglie il meglio delle outtakes dylaniane dai primissimi esordi fino ad "Oh Mercy"; outtakes che, come certo saprai, in molti casi superano in qualità il materiale finito negli album ufficiali.
Anche il volume 5 è obiettivamente imprescindibile: contiene registrazioni live dai concerti del tour "Rolling Thunder Revue" del 1975, in assoluto una delle annate più gloriose dell'attività dal vivo di Bob: concerti pirotecnici e magniloquenti con un Dylan in splendida forma vocale e una formazione stellare che comprende, tra gli altri, Mick Ronson alla chitarra elettrica.
Personalmente, poi, ADORO il volume 8, che come i primi tre è un altro ricchissimo compendio di outtakes, stavolta però inerente al periodo che va da "Oh Mercy" fino a "Modern Times", con tanti bellissimi inediti soprattutto dalle sessioni di "Time Out of Mind" e alcune versioni alternative e demo di grande fascino che in alcuni casi preferisco alle definitive.
Se poi ti piace il Bob dei Basement Tapes (che a me non appassiona troppo, per quanto ne riconosca il grandissimo valore) c'è il volume 11 che va ad integrare a meraviglia il doppio album del '75 con una ricca selezione (o, nel caso della versione deluxe, una raccolta completa) di tutto quanto registrato da Bob con la Band nelle mitiche cantine della Big Pink.
Almotasim : Prendo nota, grazie. Gia' mi hai fatto venire l'acquolina in bocca...
zappp
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disco meritevole dell'acquisto solo per la cover.
Una bella recensione che nobilita un'opera infelice.... quando Almotasim oscura Bob Dylan ;-)
BËL (01)
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Almotasim : What's that sheet! Cos'e' questo foglietto? Nel senso di post. Grazieee, Zappp. Exaggerated.
Pinhead
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Se non ricordo male, da poco ne è stata pubblicata una versione estesa, con annessi e connessi, che, secondo qualcuno, ne consente una postuma "riabilitazione".
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : La memoria non ti inganna. La mia preveggenza, per contro, mi dice che presto arrivera' un album dove Dylan, invece di fare le cover di Sinatra, fara' quelle dei Ramones. Lo sento bene in Oh, oh, I love her so o in Sweet little girl I wanna be your boyfriend.
De...Marga...
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Non me lo ricordavo nemmeno più il disco; l'ho rimesso sull'impianto dopo svariati anni e sono sobbalzato. Nel senso che ascoltando il primo brano ho temuto di aver sbagliato autore!! Poi mi sono quasi addormentato con "Alberta 1" e la successiva. Però personalmente al menestrello di Duluth non riesco a dare meno di tre stelle. Tu sei sempre perfetto...Caspita però il quarto brano "Days of 49" non è male, a parte il cantato mai così scazzato di Bob. Alegar bel fiol.
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Ohhh, eccoti DM! Domo Mai! Ho fatto fatica a decidermi tra le due e le tre stellette. Mi veniva in mente la giustificazione del tuo voto a Dazzling Display. Anche per me quel brano non e' male.
Johnny b.
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Come detto per altre tue recensioni. Splendida. Quasi quasi da album mediocre o meglio sufficiente per gli standard di Dylan me lo hai trasformato in un quasi capolavoro. Poi però lo riascoltato e sufficiente è rimasto.
BËL (01)
BRÜ (00)

Johnny b.: L'ho riascoltato.
Almotasim : Grazie 1000+1, Johnny. Beh, non poteva cambiare, carissimo. Puo' cambiare il nostro atteggiamento, che abbiamo visto/sentito I 47 anni, casco, 47 anni successivi. All'epoca avremmo probabilmente messo mano agli ortaggi. Poi l'avremmo accettato o razionalizzato.
cece65
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Io ho la versione dilatata (quella delle "Bootleg Series"), e ho sempre pensato che il buon Bob poteva farne a meno. Comunque ottima recensione.
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Grazie del passaggio, Cece! Self Portrait "normale" era un album in qualche modo necessario.
Almotasim : Qualche analogia con Metal Machine Music, ma meno provocatorio e piu' comunicativo. Una caduta di stile per Bob.
IlConte
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Già non mi gusta al suo top puoi capire con una cagata. Rimane il più influente di tutti però mica sono scemo. Ti leggo di notte ora non ne ho voglia tanto sarà impeccabile...
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Va bene, va bene, va bene, va bene cosi'. Va bene, va bene, anche se non mi vuoi bene, va bene cosi'...
Stanlio
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se ci prova "A imboccare piccioni sui rami" qua a Venezia,
si becca un'impallinata dal sindaco in persona...
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Cit. "Questi Cazzi di Piccione".
MoodyFrazier
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Il disco mi manca ma la recensione è veramente ottima. Bravo! Complimenti.
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Grazie, Moody! Mi pare che non sia facile intercettare il tuo gradimento, percio' son proprio contento!
LittleBluebelle
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Accidenti, una recensione sublime! Complimenti, spero un giorno di riuscire ad avvicinarmi anche solo di striscio ai tuoi livelli. Su Dylan non mi sento di infierire, avrà fatto anche di meglio, ma era così giovane... e poi chi abitua gli ascoltatori all'eccellenza, rischia di deludere alla minima distrazione. Tu bravissimo, su Dylan sospendo il giudizio.
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Grazie, Bluebelle. Non esagerare, quali livelli, dai dai. Quelli dell'auto li ho controllati ieri, tutto a posto. Tu sei molto brava, e stai correndo come un treno. La tua recensione piu' bella, per me, e' quella dei Palazzi che Crollano. Davvero una grande immersione nella musica, rumori e sussurri inclusi, nella citta' e nel cielo sopra e tutt'intorno.
LittleBluebelle: Grazie, ma tu sei davvero molto bravo a scrivere. Poi farei molta fatica a scrivere di qualcosa che magari mi ha delusa, o non mi convince del tutto. Tu invece ci sei riuscito alla grande! Ciao, alla prossima
lector
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Impeccabile (as usual).
BËL (01)
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Almotasim : Grazie, Lector. Grazie.
Almotasim
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Modifica alla recensione: «Vieni/venite nel testo di Quinn». Vedi la vecchia versione link rotto
BËL (00)
BRÜ (00)

Flame
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Fa parte della gruppo di dischi della vecchia megera che non conosco manco di sbieco. Bella rece, ma che te lo dico a fa.
BËL (01)
BRÜ (00)

mrbluesky: vecchia megera è AlanFordiano al massimo
Flame: Niente di strano, sono cresciuto a pane e Alan Ford
mrbluesky: la moglie della cariatide
Almotasim : Bob Rock, su tutti: gran fiuto per I gusti musicali!
Alan Ford e il gruppo TNT
Almotasim : Grazie Kinotto! I tuoi complimenti mi fan sempre piacere. Scommetto che Portrait non lo ascolta neanche la megera.
Flame: @[mrbluesky] ci sono cresciuto ma è un po' che non li leggo, mannaggiaammmee, e quindi la mia memoria non arrivava fino alla defunta (se ricordo bene) moglie della cariatide. Non perchè non mi piacciano più, anzi, magnus è uno dei miei miti. Un po' per mancanza di tempo un po' per pigrizia ...
mrbluesky: la mitica Ortensia De Statuis,comunque dopo il numero 75 non si salva granche
Flame: Anche con Piffarerio qualcosa di buono è successo, ha avuto l'handicap di dover per forza di cose stare sullo stile di magnus, ma a me non dispiace come disegnatore. Poi il buon Bunker ha tirato fuori personaggi come clodoveo e gommaflex ...
London
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Consiglio "Another Self Portrait", con le versione alternative di questi pezzi e quelli di "New Morning"
BËL (01)
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Almotasim : Le opportunita' che offrono le bootleg series sono uniche.
paolofreddie
Opera: | Recensione: |
Uno dei pochi lavori discutibili del Cantore di Duluth. Risalta soprattutto perché è il primo lavoro discutibile. Gli album direttamente successivi sono carini ("New Morning", "Pat Garrett and Billy the Kid" e "Planet Waves"). Per il resto quasi tutti capolavori, fino al '76. Gli unici album belli, ma non capolavori, prima dell'anno di "Desire", per me, sono "The Times They're a Changin'", "John Wesley Harding" e "Nashville Skyline".
Gran recensione! (naturalmente senza ironia/sarcasmo)

BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Concordo Paolo. Un po' di normalita' anche per Robert, dai. Un passo falso, da chi aveva sempre corso, era lecito, se non necessario.
hjhhjij: Oddio mo "Planet Waves" è solo carino, dai...
hjhhjij
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Eh be Almo è una garanzia e ovviamente si possono fare ottime recensioni anche di dischi mediocri/minori. A me non piace, non lo ascolto da una vita e non mi interessa particolarmente, ci sono altre cose di Dylan che mi tengo strette e non sono un grande fan a livello di alcuni utenti che hanno commentato qui sopra.
BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Eh, sono altri I dischi da tenersi stretti di Bob. OK. Questo non riesco a cassarlo come fece all'epoca Greil Marcus di Rolling Stones. Grazie del passaggio Hj!
hjhhjij: Ma è un piacere per me leggerti. Adesso però volo ad ascoltare "Mule Variations" di un cantautore che ho davvero piazzato sottopelle.
Almotasim : Ottima scelta! Mule e' un capolavoro.
Lao Tze
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intanto la recensione è meglio di quella di Greil Marcus, sarà che il quasi mezzo secolo passato è servito a qualcosa - non a rivalutare il disco, semmai a dargli una spiegazione plausibile.
Che la chiave sia la copertina? Come autoritratto non è molto fedele (eufemismo), e Self Portrait non somiglia per niente a Dylan - o meglio, al Dylan che abbiamo pensato di conoscere. Ma è questo il punto. Qui abbiamo un uomo che si è rotto di gente che lo studia ai raggi ics per ogni virgola che scrive, e per tutta risposta manda nei negozi un disco (manco un LP, un doppio: ve la dovete sorbire lunga, sta ciofeca) che non c'entra niente col prima.
Col senno di poi le avvisaglie c'erano già in Nashville, certo. Solo che Nashville ha quei tre/quattro pezzi magistrali che fanno passare in secondo piano le canzoni sulla torta, Peggy Day e lo strumentale degno di Furia Cavallo del West. E soprattutto dura solo 27 minuti...
Però a me Self Portrait è simpatico: una presa per il culo andata a segno, se dopo quasi mezzo secolo (appunto) ne stiamo ancora parlando.
BËL (02)
BRÜ (00)

Almotasim : Ottime puntualizzazioni. Anche io provo un certo affetto per Portrait. Condivido quanto dici di Nashville. Alcuni pezzi superlativi, come Lay Lady Lay e I Threw it All Away, tengono alta la proposta.
Almotasim : Grazie del passaggio, Lao!
Hungry
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La recensione è bellissima: complimenti.
Il disco è un non disco, impossibile da giudicare in termini di qualità, perchè in fondo solo quattro inediti non possono fare un disco. Tra l'altro questi quattro inediti non rappresentano il Dylan di quel periodo, che era molto ispirato: dopo quattro mesi da questo strano lavoro, pubblica New Morning, disco bellissimo ed anche molto poco conosciuto (purtroppo).

BËL (01)
BRÜ (00)

Almotasim : Grazie 1000, Hungry. New Morning e' un bel salto in avanti. Ha anche The Man In Me, fondamentale per Il Grande Lebowski. Per aver di peggio/uguale a Portrait bisognera' aspettare Dylan (1973).
Hungry: Infatti. Anche Dylan del 73 è un lavoro invalutabile (anche se contiene la bellissima cover Lily of the west a cui, per ragioni molto personali, sono legatissimo: regge da sola tutto il disco).
Almotasim : Vado a risentirla. Anche quella della Baez non scherza.

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