Copertina di Breaking Benjamin Phobia
TheChosenOne

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Per fan del rock alternativo, appassionati di post-grunge, amanti delle band americane anni 2000, e chi cerca un album con buona melodia e energia.
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LA RECENSIONE

Alla fine del 2000 il chitarrista Aaron Fink e il bassista Mark Klepaski abbandonano il loro gruppo, i Lifer, per unirsi all'estroso vocalist e songwriter Benjamin Burnley e al batterista Jeremy Hummel, formando così i Breaking Benjamin. Il gruppo si va ad inserire nell'affollato genere del post-grunge, ma a differenza di tanti altri esponenti di questa corrente, pur ispirandosi alle solite pietre miliari (lo stesso Benjamin Burnley ha ammesso di avere imparato a suonare la chitarra per potere seguire le orme del suo idolo, Cobain) riesce a sviluppare un proprio stile particolare, caratterizzato principalmente da un'accordatura più bassa e da una componente melodica più accentuata, contrapposta a giri d'accordi piuttosto pesanti e ai frequenti growl del cantante.

L'album di debutto, Saturate, è datato 2002, e la sua distribuzione viene l'imitata al solo Nord America. Sono già in mostra le buone potenzialità della band, ma le canzoni sono tutte un po' simili fra di loro e il sound è ancora poco raffinato. Con We Are Not Alone del 2004 si notano i primi passi avanti, anche in termini di vendite e popolarità. L'album è trainato dall'ottimo singolo "So Cold" e dalla splendida "Firefly", conosciuta per comparire nella colonna sonora del gioco "WWE Smackdown VS Raw". Dopo l'abbandono di Hummel in favore dell'ex batterista degli Sw1tched Chad Szeliga, nel 2006 esce il terzo album, Phobia. Sarà unulteriore evoluzione o un passo indietro?

L'album presenta una componente melodica ancora più marcata che in We Are Not Alone. Il primo singolo, "The Diary Of Jane" parla di una relazione di amore-odio; resta una canzone abbastanza scontata, ma è decisamente ben fatta. Il secondo, "Breath",  è forse la traccia più bella del disco, abbastanza varia come struttura, energica e interpretata alla perfezione dall'intera band; da segnalare un ottimo scream nell'interludio. "Until The End", terzo estratto, non convince come gli altri due: si parte bene con un giro di accordi molto "grunge", ma ci si perde poi con una strofa e un ritornello troppo soft. Solita canzone da radio, nell'album si trova di molto meglio. Per il resto spiccano "Dance With The Devil", che presenta un Burnley spremuto al massimo e un'ottima prestazione di Szeliga, e la splendida ballata "Here We Are".

Anche quest'album presenta però alcuni rilevanti difetti: le parti di chitarra, salvo alcuni casi rari come "Unknown Soldier" e "Topless" (che si differenzia molto per stile dalle altre, essendo una canzone scritta addirittura prima dell'album di esordio), sono piuttosto piatte e monotone; la presenza di un'intro e un'outro potrebbe fare pensare a un concept album, ma non è per niente così e i testi delle varie canzoni sono spesso poco ispirati e fini a se stessi; certe volte ci si trova di fronte a dei growl insensati, come ad esempio alla fine del ritornello di "Until The End".

In conclusione: è il classico album che si lascia ascoltare molto piacevolmente le prime due/tre volte; poi la monotonia generale fa venire la voglia di sentire altro. Una piena sufficienza comunque: i BB riescono a sfornare buona musica, pur senza proporre nulla di rivoluzionario nella scena dell'hard-rock/post-grunge. Pazienza.

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Riassunto del Bot

Phobia, terzo album dei Breaking Benjamin, mostra una crescita in termini di melodia rispetto ai precedenti lavori, con brani come "Breath" e "The Diary Of Jane" che spiccano. Tuttavia, l'album soffre di monotonia in molte parti, con chitarre poco variate e testi spesso poco ispirati. Nel complesso, un lavoro piacevole ma non rivoluzionario nella scena post-grunge.

Breaking Benjamin

Breaking Benjamin è una band rock statunitense fondata a Wilkes‑Barre (Pennsylvania) nel 1999 da Benjamin Burnley e Jeremy Hummel. Ha raggiunto il successo mainstream con We Are Not Alone (2004) e Phobia (2006) e singoli come So Cold, The Diary of Jane e I Will Not Bow. In seguito ha pubblicato Dear Agony (2009), Dark Before Dawn (2015), Ember (2018) e Aurora (2020).
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cortez

 "Phobia si rivela un pregevole incontro tra melodia e caoticità, emozioni e aggressività."

 "‘Dance With The Devil’ tocca i picchi più alti di qualità: aggressivo, martellante e a volte imprevedibile."


Di  thetrooper

 "The Diary Of Jane": buon crossover tra alternative rock e nu metal, orecchiabile e ben strutturata.

 Il disco è 'frizzante e allegro' al primo ascolto ma rivela inesperienza e influenze a volte in contrasto.


Di  emdero

 il disco fa schifo ed è musica classica e PUZZA!!!


Di  Survivor 12

 Un pezzo che da solo alza il livello generale del disco.

 Phobia si dimostra essere un album piacevole potrebbe essere riassunto in velocità, melodia, aggressività e tante emozioni.