Eccoci qua, mi accingo a recensire un album che da sempre ha spaccato in due gli amanti del rock e della musica in generale.
C'e' chi considera (sbagliando) questo album un capolavoro assoluto, una pietra miliare ecc. e c'e' chi (sbagliando anche lui) considera il settimo lavoro in studio del Boss una schifezza o un insulto al rock. Intediamoci, non si puo' paragonare nemmeno lontanamente "Born In The U.S.A." a capolavori (quelli si) passati di Bruce come il gia' recensito "The River" o "Born To Run" pero' questo rimane pur sempre l'ultimo grande album di Springsteen.
Sicuramente l'orecchiabilita' la fa da padrona in canzoni che di rock hanno ben poco e di pop hanno invece molto come "Dancing In The Dark", "Glory Days" o la sopravvalutata title-track che e' a dire il vero una delle tracce piu' deboli del cd. Tutto il cd soffre di questa discontinuita' tra ottime canzoni ("Bobby Jean") e altre veramente inascoltabili per la loro eccessiva "commercialita'" ("i'm going down").
Questo e' l'album piu' venduto del Boss e sicuramente quello che piu' e' piaciuto alle grandi masse, a mio parere e' un buon album non tra i migliori di Springsteen ma nemmeno tra i peggiori.
La prima canzone, 'Born in the USA' mi lasciò senza fiato. Un torrente in piena ed inarrestabile.
'My hometown', la mia città natale allo sfascio... ma chi cantava quelle cose nel mezzo di quei plastici anni 80, chi?
"'Born In The U.S.A.' si ama o si odia, (oppure si ama E POI si odia?)"
"In conclusione reputo BORN IN THE U.S.A. bello ma non imprescindibile come alcuni vorrebbero far credere."
"Born In The USA è una storia americana qualsiasi, fatta di amore e Vietnam, con un rock incalzante e rauco."
"Una fusione di rock e folk, un 'Hard Country' che combacia perfettamente con il rombo del motore di una moto."