Con Lucky Town Bruce torna su un terreno a lui più congeniale e ci propone un rock più diretto, senza quei balzi in avanti (di dubbia riuscita, anche se è da apprezzare il tentativo) di Human Touch. Lucky Town si mostra subito genuino, lineare, senza contaminazioni.
Apre le danze la ruggente "Better Days", che subito chiarisce quale momento della vita sta passando l'autore dopo le disillusioni e le paure di "Tunnel Of Love" (1987), che vengono spazzate via senza troppi complimenti dai riff di Bruce e dal suo roco cantato. Un semplice assolo accompagnato da un secco giro di accordi ci introduce alla grandiosa "Lucky Town" - una delle mie preferite dell'intera discografia- : il tema è sempre lo stesso, ovvero lasciarsi alle spalle la malinconia ("I wanna lose these blues I've found") ed andarsene vestito da "coattone" con gli stivali di serpente ("Snakeskin boots") alla città della fortuna. Divertente è "Local Hero" e buona è anche "If I Should Fall Behind" (bello il testo così come l'esecuzione "full band" presente su live in n. Y. C. ). "Leap Of Faith" si assomiglia molto a "Lucky Town" (l'inizio è identico!), mentre "The Big Muddy" costituisce l'unico episodio sottotono dell'opera; ci si riprende però con la traccia successiva: "Living Proof" parte lenta per poi con un duo chitarra-batteria accompagnarci in un'incalzante cavalcata che non lascia prigionieri. A questo punto un pò di tregua con la delicata, sommessa, "Book Of Dreams" (questa è una vera ninna nanna, altro che "Pony Boy"!); seguono il sound "cattivo" di "Souls Of The Departed" e la leggera "My Beautiful Reward", che chiude degnamente il lavoro.
In definitiva lucky Town è un album onesto; anche se ben lontano da lavori come "The River" o "Born To Run", non presenta cali di tono (fatta eccezione per "The Big Muddy", brano che proprio non capisco), è "caciarone" al punto giusto e dopo l'ascolto lascia un retrogusto di positività e di riscatto.
Lucky Town è il primo vero album della maturità umana per Springsteen.
Con la sua classe cristallina nasconde evidenti difficoltà creative che spariranno con Streets of Philadelphia.
È un album sentito, unitario, con un'unica tematica portante: la felicità familiare.
Leap of faith Springsteen dice: Oh heartbreak and despair got nothing but boring.
Il tema portante del lavoro è quello della “seconda possibilità”, sia personale che artistica.
If I Should Fall Behind è un capolavoro e uno dei migliori brani della discografia di Springsteen.