Che poi, il disco più difficile in realtà è il terzo. Ma per Capa il vero grande primo centro è il secondo: "Verità supposte". Un titolo, un programma.
Pochi dischi nella musica italiana sono così trasversali e riescono a parlare col megafono come fa questo; è rap, certo, ma non è rap al 100% nella misura in cui non si contano le diavolerie che devono essere successe sotto la folta chioma del nostro e dei suoi compagni di gruppo. Un concentrato di canzoni che parlano chiaro, ma in modo mai scontato. Facile fare gli slogan anti sistema; la chiarezza di Caparezza invece è più unica che rara.
"Il secondo secondo me" è un manifesto, non è il vertice del disco ma lascia presagire bene, con un tono subdolo. "Nessuna razza" alza il tiro del disco con un ritornello estremamente trascinante. L'orecchio poco sveglio si fermerà al titolo e lo considererà un inno anti razzista, ma c'è molto di più, perché qua si sta rifiutando ogni tipo di etichetta in senso profondo, in un contesto politico e culturare che tende a tesserarti a forza. Cattiva e acida "La legge dell'ortica", bel pezzo incisivo che tuttavia precede a "Stango e sbronzo", in cui Capa si dimostra maldestro nell'usare il suo timbro e "esagera nella stramberia" che non riesce a aggiustare beneil brano. "Limiti", però, sin dal riff, è tutt'altra pasta; un brano che parla dei ricordi dell'infanzia e li paragona con la società di oggi, senza pietà per quest'ultima. Bellissimo anche il ritornello. Il capolavoro continua con "Vengo dalla luna", esempio lampante di come al rapper molfettese non bastasse lo slogan. Il brano infatti è una riflessione profondissima sul concetto di razzismo che andrebbe studiata ancora oggi. "Dagli all'untore" non parte al massimo ma si risolleva nel ritornello e lascia spazio alla famosissima e gradevole "Fuori dal tunnel". Non colpisce invece "Giuda me" né, a dirla tutta, convince appieno "Nel paese dei balordi". La seconda, in realtà, è un brano discreto con una bella atmosfera che trova il giusto riffing le giuste metafore, tuttavia non si risolve in un vero brano del tutto riuscito. Il poker finale invece è da manuale, non c'è dubbio: "L'età dei figuranti" critica con enfasi il basso livello delle TV e ha ottime idee melodiche, per seguire con l'inno pacifista "Follie preferenziali", che incastra strofe e ritornelli ottimamente. "Dualismi" è l'elemento forse più metal del disco ed è un gioello scatenato e estremamente energico. Episodio invece più prettamente rap con la superlativa "Jodellavitanonhocapitouncazzo", esilarante e funambolico capolavoro di autoironia (definizione che potrebbe essere buona per un bel pezzo della carriera di Caparezza).
Musicalmente parlando, Caparezza dimostra che se non sempre quella di compositore è la sua dote principale, è fuori dal ogni dubbio che il suo gusto sia ottimo e che i suoi ascolti siano assai vari. Il disco quindi è vario e spazia dal rap stretto al pop, dal metal passando per episodi folk. Certo, è molto cantato e la sua voce ti tiene stretta a sé quindi l'ascolto è quasi faticoso e può risultare stopposo, ma come del resto accade per molti dischi rap. Ma questo disco è soprattutto testi, va detto. E cosa vogliamo aggiungere? Caparezza è uno dei più puntuali e capaci analizzatori della cultura del tempo, e lo faceva con un tono sorprendemente attuale.
Questo disco, insomma, ha segnato una generazione, perché con il suo accento sufficientemente commerciale si impose negli ascolti di tutti i ragazzini. Eppure Caparezza era molto di più. Caparezza è molto più di chi non lo capisce ed è molto più di chi dice che nessuno capisce Caparezza. E questo disco, forse non il suo più completo ma il suo migliore, ne è la prova.
"Nessuna razza, io non conosco nessuna razza vostra altezza". Voto: 92/100.
Io vengo dalla luna
che il cielo vi attraversa
e trovo inopportuna
la paura
per una cultura diversa
che su di me riversa
la sua follia perversa
ma arriva al punto
che quando mi vede sterza
vuole mettermi sotto 'sto signorotto
che si fa vanto
del santo attaccato sul cruscotto
non ha capito che sono disposto
a stare sotto
solamente quando fotto
(torna al tuo paese sei diverso)
impossibile vengo dall'universo
la rotta ho perso
che vuoi che ti dica
tu sei nato qui
perchè qui ti ha partorito una fica
e che saresti il migliore
fammi il favore compare
qui non c'è affare che tu possa meritare
sei confinato
ma nel tuo stato mentale
io sono lunatico
e pratico dove cazzo mi pare
Io non sono nero
io non sono bianco
io non sono attivo
io non sono stanco
io non provengo da nazione alcuna
io, si, io vengo dalla luna
io non sono strano
io non sono pazzo
io non sono vero
io non sono falso
io non ti porto jella ne fortuna
io, si, ti porto sulla luna
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo vengo
Ce l'hai con me
perchè ti fotto il lavoro
perchè ti fotto la macchina
o ti fotto la tipa sotto la luna
cosa vuoi che sia poi
non è colpa mia
se la tua donna
di cognome fa pompilio come numa
dici che sono brutto
che puzzo come un ratto
ma sei un coatto
e soprattutto non sei
paul newman
non mi prende che di striscio
la tua fiction
e piscio sul tuo show
che fila liscio come il truman
ho nostalgia della mia luna leggera
ricordo una sera
le stelle d'una bandiera ma
era
una speranza
era
una frontiera
era
la primavera di una nuova era
era
(stupido ti riempiamo di ninnoli da subito
in cambio del tuo stato di libero suddito)
no
è una proposta inoportuna
tieniti la terra uomo
io voglio la luna
Io non sono nero
io non sono bianco
io non sono attivo
io non sono stanco
io non provengo da nazione alcuna
io, si, io vengo dalla luna
io non sono strano
io non sono pazzo
io non sono vero
io non sono falso
io non ti porto jella ne fortuna
io, si, ti porto sulla luna
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo vengo
Non è stato facile per me
trovarmi qui
ospite inatteso
peso indesiderato arreso
complici satelliti che
riflettono un benessere
artificiale luna sotto la quale
parlare d'amore
scaldati in casa
davanti al tuo televisore
la verità
della tua mentalità
è che la fiction sia meglio
della vita reale
qui invece è imprevedibile
qui non è frutto
di qualcosa già scritto
su un libro
che hai già letto tutto
io io io no io
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo dalla luna
io vengo vengo vengo
Io sono l'untore e quando si fa buio
spunto come un fungo, ungo dove giungo,
rimango guardingo nel mio ramingo girovagare,
chi vuol mandarmi a cagare deve gridare:Dagli all'untore!
il mio trip al momento è un unguento sanguinolento
che stendo su pareti di cemento che intendo
elevare a monumento alla stupidità,
nell'intento mi cimento con facilità.
Cinica figura nell'oscura notte,
sporco le porte, porto la morte, chi se ne fotte,
se mi beccano mi spaccano di botte,
come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten.
Il mio cuore batte più delle battone,
quando porto confusione nella popolazione,
ne traggo giovamento massimo panico al prossimo
ed il prossimo potrebbe essere chiunque.
Cenere, ruggine, sangue di vergine
lingua di serpe, saliva e fuliggine.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
Sterco di capra, occhio di pavone,
piscia di capa nel mio calderone.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
Il mattino ha l'oro in bocca per me e la cacca in bocca
per la gente sciocca che s'annusa, s'accusa, s'arrocca,
timorosa d'esser presa pure in chiesa,
stanata e lapidata vittima di illegittima difesa.
Lesa da una percossa, passa il monatto
e la addossa in un carretto diretto alla fossa,
io no, io intercetterò come un pivot
la mossa della ressa anche quando è a me che bussa.
No, non apro, sennò mi scopro
per il ruolo che ricopro di capro espiatorio,
mi consegnerò se avrò finito il repertorio
che invento nel mortorio del mio laboratorio.
per farmi fuori, miei cari, ci vogliono sicari sicuri,
loschi figuri, temerari miei pari,
se sono così rari fatemi il favore,
chiudetevi in casa che è ritornato l'untore!
Cenere, ruggine, sangue di vergine
lingua di serpe, saliva e fuliggine.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
Sterco di capra, occhio di pavone,
piscia di capa nel mio calderone.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
Io sono la peste che investe le teste di cazzo,
il zozzo bubbone d'un livido paonazzo che mette
imbarazzo. Se mi hai ascoltato, ti ho già infettato,
poveretto, sei stato beccato ti hanno portato al
Lazzaretto, io me ne torno a letto soddisfatto tengo
fede al patto che ho stipulato col maledetto.
...Sono un reietto perfetto per questo m'aspetto un paletto
nel petto. ...Mi dileguo, mi diletto.
Cenere, ruggine, sangue di vergine
lingua di serpe, saliva e fuliggine.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
Sterco di capra, occhio di pavone,
piscia di capa nel mio calderone.
Ooooh dagli all'untore.
Ooooh dagli all'untore.
[Edited by Bevi]
Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa e mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa e mi annoio
sono molto pi� contento
Di te che spendi stipendi
stipati in posti stupendi
tra culi su cubi
succubi di beat orrendi
su chi brandy e ti stendi
Dandy non mi comprendi
senti tu non ti offendi
se ti dico che sei trendy
prendi me
per esempio non mi stempio
per un tempio del divertimento
essendo amico di baldambembo
sono un silenzio
che pu� diventare musica
se rimo sgembo
su qualsiasi tempo
che sfrequenzo
collaudo l'autoradio
nell'auto cauto resto
faccia a faccia
con una focaccia
altro che l'autopasto
capomastro
con validi manovali
ricostruisco
gli argini di una giornata
ai margini della disco
e mi stupisco
quando si uniscono al banchetto
che imbastisco
che dopo mischiano il brachetto
e non capisco
com'� che si finisce a parlare
di geeg robot
e delle strade di san francisco
Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa e mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa e mi annoio
sono molto pi� contento
Mi piace il cinema
e parecchio
per questo mi chiamano vecchio
� da giovani
spumarsi e laccarsi davanti allo specchio
sono vecchio punto
e prendo spunto
dal tuo unto ciuffo
mi sento stretto
come quando inchiappetto un puffo
(O io odio i caparezza)
Sbuffo pensando a serate tipo
del tipo
che facciamo
io ho una 'Tipo' di seconda mano
che mi fa
da pub, da disco e da divano
sono qua
come un'allodola questo � il mio ramo
io
in una pattume
della tv di costume
in volo senza piume
in un volume di fumetti
sotto il lume
non c'� paragone
basta una birra in fermentazione
e la tipa in fibrillazione
per la nuova posizione
m'attizza la zizza piena
mi delizia la tizia oscena
ho fame non problema
se mi sfizia la pizza a cena
serate a tema
bella gente
salame a fette spesse
vhs e se non bastasse
su le casse
Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto pi� contento
La la la la la la......
(Gli incontri, gli scontri
lo scambio di opinioni
persone che son fatte
di nomi e di cognomi
venghino signori
che qui c'� il vino buono
le pagine del libro
e le melodie del suono
si vive di ricordi
signori e di giochi
di abbracci sinceri
di pace e di fuochi
di tutti i momenti
tristi e divertenti
e non dei momenti
tristemente divertenti)
(Io vorrei rifare)
"Buonasera e benvenuti ad una nuova puntata di Stato Interessante,
stasera parleremo del ruolo dell'informazione, in questo paese di grandissimi fi..."
"Suo papà l'ha abbandonata che aveva appena 3 anni,
per sposarsi con un transessuale,
qualcuno vuole dire la sua?"
Ma che bella trasmissione,
somiglia con precisione alla poltiglia marrone,
delle mie chiappone
dopo colazione.
Ma dov'è il pudore di queste persone,
pagate per dare un opinione,
drogate dalla televisione.
Genitori orchi,
figli Snorky,
parenti conteneti di stare in tv a lavare panni sporchi.
Cerchi nuovi sbocchi per gli occhi,
fai zapping e ti shokki,
trovi sciocchi
gli show che imbocchi.
Ti incacchi con presentatori ingrati,
stipendiati da innamorati,
casi umani spesso interpretati da attori improvvisati, ballerini incalliti giudicati da maleducati,
loro saranno famosi?
Noi saremo frustrati!
Abituati ad una tv accesa che ci pare spenta,ci pesa la gente che si acconteta da casa non si addormenta ma si gasa, commenta,e segue attenta questo scempio mentre lo share aumenta!
Perchè nella vita vince chi figura,
farà passi da gigante chi figura,
possiamo farlo tutti quanti,
benvenuti nell'età dei figuranti.
Perchè nella vita vince chi figura,
farà passi da gigante chi figura,
lo mette in culo a tutti quanti,
benvenuti nell'età dei figuranti.
"Buona sera sig. Reza Capa,
prego si accomodi..."
Oggi vali poco se appoggi
e tanto quanto distruggi,
immagina una pagina di insulti insulsi
roba da lama nei polsi, morsi e pochi rimorsi,
mai pronti i soccorsi...
"aborro questi discorsi..."
nei salotti TV
figuranti stolti fanno più
ascolti di molti programmi colti,
tant'è che tanti li han tolti dando
potere a spalti di giudicanti
tanti re, pochi fanti.
Nei comizi
tizi arroganti attizzano tizzoni ardenti, schizzano epiteti pesanti, vanti.
Venti spinti da fiati spenti soffiano
intenti ad abbattere abbattono
e gli abbattuti si battono
finchè possono, poi capitolano,
capito non ho il capitolo che sto scrivendo,
non mi offendo
ne mi sorprendo
se ti difendo,
così facendo
rendo per ciò che innalzo,
per ciò che stendo...
Perchè nella vita vince chi figura,
farà passi da gigante chi figura,
possiamo farlo tutti quanti,
benvenuti nell'età dei figuranti.
Perchè nella vita vince chi figura,
farà passi da gigante chi figura,
lo mette in culo a tutti quanti,
benvenuti nell'età dei figuranti.
Everybody nau... Nau nau nau...
"Se vorrai, potrai figurare anche tu,
vedrai che il mondo ti sorriderà"
Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, ma che religioni, sono questioni da economi, questi omini minimizzano rombi di bolidi, boom, fanno sempre i loro porci comodi, nel nome del Padre figli che si fanno invalidi, senti solo alibi squallidi, danno ragione solamente a visi pallidi, quelli diversi riversi ed esanimi. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini di uomini. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Gli uomini versano il tributo di nostalgie per epoche che mai hanno vissuto la bandiera e il saluto, o con noi o stai muto, questo ? il terzo millennio, benvenuto! Chiedo aiuto a Newton, Isacco, come cacchio si fa a sopportare fatti di 'sta gravit?? Anacronistica, la verit? che viene a galla, esperto di balistica misurami 'sta balla e seguimi in questo viaggio tra santi e demoni, che invece sono solo uomini di uomini, tu che sei forte, alla morte sopravvivimi, io sono debole quindi l'anima minami, caro paese dalle belle pretese chiedimi se ti vedo come friend o come enemy, ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini si ma... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo.
Un esempio lampante è il tormentone "Fuori dal tunnel (del divertimento)", pezzo dal ritornello superorecchiabile che ironizza sul modo di divertirsi esasperato della gente.
Cercare di trovare l’inizio di uno e la fine dell’altro è un po’ come guardare il mare e non accorgersi di dove finisce l’acqua e comincia l’orizzonte...
Caparezza nel suo piccolo è un GENIO.
"Sono la chiavica campione in carica ma ho la calotta cranica che scotta come roccia lavica"... senza senso ma geniale!