Carlo Emilio Gadda (1893–1973) è stato uno scrittore italiano noto per la complessità stilistica, l'uso di dialetti e un linguaggio sperimentale.

Nato a Milano nel 1893 e morto nel 1973, Gadda fu ingegnere di formazione e divenne uno degli autori più originali della letteratura italiana del XX secolo, celebre per opere come "Quer pasticciaccio" e "La cognizione del dolore" e per il suo peculiare uso del multilinguismo e del cosiddetto "babelismo".

Le recensioni su DeBaser sottolineano la complessità stilistica di Gadda, il suo uso di dialetti e il carattere unico del "Pasticciaccio". Si evidenzia la difficoltà di lettura ma anche la ricchezza linguistica e tematica dell'opera. Consigliato a lettori disposti a investire tempo e attenzione.

Per: lettori di letteratura italiana, studenti universitari, appassionati di stile linguistico e narrativa sperimentale

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 "La Menegazzi, come tutte le donne sole in casa, trascorreva le ora in uno stato di angustia o perlomeno di dubitosa e tormentata aspettativa. Da un po' di tempo quel suo perenne pavone nei confronti del trillo del campanello s'era intellettualizzato in un complesso di immagini e di figurazioni ossedenti: uomini mascherati, in primo piano, e con le suole di feltro ai piedi; repentine per quanto tacite irruzioni in anticamera; martellate in capo o strangolamento a mano, o mediante appropriata cordicella, eventualmente preceduto da "sevizzie" idea o parola, questa, che la riempiva di un orgasmo indicibile. Angoscie e fantasie miste: con il commento, magari, d'un batticuore improvviso, per un improvviso crac, nel buio, di un qualche armadio più stagionato degli altri: comunque, anticipate cupidamente all'evento. Il quale, dài e dài, non poté a meno, alfine, di arrivare davvero anche lui. La lunga attesa dell'aggressione a domicilio, pensò Ingravallo, era divenuta coazione: non tanto a lei e a' suoi atti e pensieri, di vittima già ipotecata, quant coazione al destino, al "campo di forze" del destino. La prefigurazione d' 'o fattacce s'era dovuta evolvere a predisposizione storica: aveva agito: non pure sulla psiche della derubanda-iugulanda-sevizianda, quanto anche sul "campo" ambiente, sul campo delle tensioni psichiche esterne. Perché Ingravallo, similmente a certi nostri filosofi, attribuiva un'anima, anzi un'animaccia porca, a quel sistema di forze e di probabilità che circonda ogni creatura umana, e che si suol chiamare destino. In parole povere, la gran paura le aveva portato scarogna, alla Menegazzi. Il pensiero dominante, a ogni trillo, soleva coagularsi in quel "chi è?" belato o raglio abituale d'ogni reclusa che i mesti lari non arrivino a proteggere. In lei era una gemebonda antifona al trillo, alle più casalinghe istanze del campanello..."

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