LA RECENSIONE

    Il lunghissimo e un po' macabro titolo, che tradisce forse una malinconia di fondo nell'ormai agonizzante creatura musicale di Thomas Gabriel Warrior, ci introduce a quella che, nel 1992, fu l'ultima uscita discografica ufficiale dei Celtic Frost, che si sarebbero sciolti di lì a poco, nel 1993: un'appetitosa raccolta di inediti che farebbe la gioia delle orecchie di ogni appassionato e fanatico del leggendario combo svizzero, ma anche di qualsiasi amante del Thrash Metal in generale. "Parched With Thirst Am I And Dying" è però effettivamente anche il triste ‘surrogato' che Fischer e soci elargirono ai loro fans al posto del promesso album "Apollyon's Sun", del quale questa raccolta ospita una manciata di brani, che avrebbero dovuto farne parte.

    Il disco ci propone, oltre a materiale completamente nuovo, come le assolutamente valide "Idols Of Chagrin", "Descent To Babylon (Babylon Asleep)" e "Under Apollyon's Sun" (comunque non ai livelli di una qualsiasi canzone presa a caso da "To Mega Therion"), remixaggi inediti di brani storici come "Return To The Eve", "The Usurper", "Circle Of The Tyrants" o "Mexican Radio", ma anche di pezzi tratti dai controversi "Cold Lake" (basti citare la versione radiofonica di "Cherry Orchards" o la registrazione di una nuova versione di "Juices Like Wine") e "Vanity/Nemesis", e soprattutto pezzi scritti negli anni passati e mai pubblicati, come le meravigliose "Journey Into Fear", "The Inevitable Factor" (inclusa posteriormente tra le bonus tracks della stampa su Cd di "Into The Pandemonium"), "In The Chapel, In The Moonlight" (stesso discorso della precedente, anche se però questa traccia era presente nell'EP "I Won't Dance" del 1987) e "Tristesse De La Lune", il mitico pezzo tutto a suon di violini e voce femminile che all'inizio la casa discografica si era rifiutata di inserire in "Into The Pandemonium" in quanto inadatto ad un audience Heavy Metal (!!!).

    Certo, vedere (e ascoltare) una ciofeca come "Downtown Hanoi" tra due tracce della caratura di "Journey Into Fear" e "Circle Of The Tyrants" mette i brividi alla schiena, e non certo per il piacere (!!), ma, come avrete capito, questa raccolta è un piccolo tesoro di gemme preziose: c'è pochissimo altro da dire, questo validissimo "Parched..." è l'ultima testimonianza ufficiale dei Celtic Frost prima della reunion del 2001 (esperienza terminata tristemente e, pare, definitivamente, proprio nell'aprile di quest'anno, con la creazione da parte di Fischer dei Tryptikon), una testimonianza che suona a posteriori come l'estremo saluto di quella sfortunata formazione.

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Riassunto del Bot

La raccolta '1984-1992 Parched With Thirst Am I And Dying' rappresenta l'ultima uscita ufficiale dei Celtic Frost prima dello scioglimento del 1993. Il disco include inediti validi, remix di pezzi storici e tracce rare, offrendo un'importante testimonianza del percorso del gruppo. Nonostante qualche brano meno riuscito, l'album è un prezioso saluto ai fan e agli amanti del thrash metal. La recensione evidenzia sia la malinconia che la qualità complessiva di questa pubblicazione.

Tracce testi video

01   Idols of Chagrin (04:09)

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02   A Descent to Babylon (04:27)

03   Return to the Eve (04:08)

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04   Juices Like Wine (04:17)

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05   The Inevitable Factor (04:40)

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06   The Heart Beneath (03:51)

07   Cherry Orchards (04:03)

08   Tristesses de la lune (03:01)

09   Wings of Solitude (04:39)

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11   Journey Into Fear (03:55)

13   Circle of the Tyrants (04:40)

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14   In the Chapel in the Moonlight (02:06)

15   I Won't Dance (03:51)

16   The Name of My Bride (04:32)

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18   Under Apollyon's Sun (05:35)

Celtic Frost

Celtic Frost sono un gruppo svizzero formato da Thomas Gabriel Fischer (Tom G. Warrior) e Martin Eric Ain, tra i più influenti del metal estremo europeo. Dagli esordi ferali di Morbid Tales alle orchestrazioni e ibridazioni di Into the Pandemonium, fino al ritorno oscuro di Monotheist.
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