Copertina di Celtic Frost To Mega Therion
Cronos

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Per appassionati di metal estremo, fan di black e thrash metal, cultori di musica anni '80, ascoltatori di band storiche e sperimentali
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LA RECENSIONE

"Nyarlathotep. Il caos strisciante. Io sono l’ultimo e parlerò al vuoto in ascolto... e oltre i mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose; templi nefandi dalle gigantesche colonne che poggiano su rocce senza nome al di sotto dello spazio e che raggiungono vuoti al di sopra delle sfere di luce e di buio. E onnipresente, incessante, in questo ripugnante cimitero dell’universo, il sordo rullio dei tamburi e il monotono lamento dei flauti blasfemi che qualcuno suona ancora in inconcepibili stanze senza luce, al dilà del tempo, e al cui ritmo danzano goffi, tenebrosi e giganteschi, gli ultimi dei: i ciechi muti stolidi mostri la cui anima è Nyarlathotep"

Tratto da Nyarlathotep di H.P. Lovecraft

 

Un Suono Oscuro... Un Suono Marcio... Il Suono Del Caos...

Questo Cd dei Celtic Frost non si può descrivere con semplici parole, proverò a recensirlo anche se credo che ho preso un cd molto difficile per me:
correva l'anno 1985, un'anno importantissimo per il black infatti uscirono "The Return..." dei Bathory di Quorthon e quest'album dei svizzeri Celtic Frost. Dopo l'uscità dei primi due ep ovvero "Morbid Tales" e "Emperor's Return" il cantante-chitarrista Tom Warrior reclutò dietro le pelli l'ottimo Reed St.Mark quindi il trio rinvigorito poco tempo dopo diede alle spalle questo cd, una pietra miliare del metal estremo.

"To Mega Therion" si apre con "Innocence And Wrath", una splendida intro che ci apre le porte a questo capolavoro di rara bellezza, la prima vera track è "The Usurper", track molto veloce e aggressiva tipicamente thrash, segue "Jewel Throne", un'altra track brutale. Segue "Dawn Of Meggido", track molto più lenta rispetto alle prime due ma con sonorità più pesanti grazie al suono dei ottoni e dei timpani, dopodichè si passa a "Eternal Summer", track che inizia molto veloce finchè il ritmo diventa più lento e che poi riscoppia brutalmente. La sesta track è un classico della band ovvero "Circle Of The Tyrants", track macabra con sonorità molto più black rispetto alle precedenti, segue "(Beyond The)North Winds", track molto più statica delle precedenti, la successiva "Fanted Eyes" è una buona track dove Warrior da un'ottima prova vocale supportata dal batterista.

"Tears In A Prophet's Dream" è uno splendido pezzo strumentale-ambientale composto da un suono malvagio e macabro, chiude questo capolavoro la splendida "Necromantical Screams", track che riassume l'intero sound dei Celtic Frost e dopo una serie di micidiali riff e colpi di batteria si conclude con il suono dei timpani e dei ottoni.

Un'album storico, per me merita di stare tra i 10 migliori album metal degli anni 80.

"La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti."

 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'To Mega Therion' dei Celtic Frost, definendolo un capolavoro imprescindibile del metal estremo anni '80. L'album combina velocità thrash e atmosfere cupe black, con l'uso innovativo di ottoni e timpani che creano una dimensione sonora unica. Vengono analizzate le tracce più significative e lodata la performance della band, soprattutto del frontman Tom Warrior. Un disco storico che merita di essere considerato tra i migliori del decennio.

Tracce testi video

01   Innocence and Wrath (01:03)

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04   Dawn of Megiddo (05:47)

06   Return to the Eve (04:08)

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07   Circle of the Tyrants (04:39)

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08   (Beyond the) North Winds (03:07)

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10   Tears in a Prophet's Dream (02:34)

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11   Necromantical Screams (06:02)

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Celtic Frost

Celtic Frost sono un gruppo svizzero formato da Thomas Gabriel Fischer (Tom G. Warrior) e Martin Eric Ain, tra i più influenti del metal estremo europeo. Dagli esordi ferali di Morbid Tales alle orchestrazioni e ibridazioni di Into the Pandemonium, fino al ritorno oscuro di Monotheist.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  Rocky Marciano

 "La voce di Tom G Warrior rievoca la furia e le paure umane primordiali."

 "La voce fascinosa e ipnotica della cantante soprano Claudia Maria Mokri aleggia sull'opera come un angelo dalle ali rotte."