Copertina di Codeine Frigid Stars
kloo

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Per appassionati di musica alternativa, fan dello slowcore e post-rock, ascoltatori sensibili alle atmosfere intense e malinconiche.
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LA RECENSIONE

Non ho ancora capito perché il tempo c'abbia logorato, così, fino in fondo, quasi a scavare oltre per cercare una luce che forse nemmeno esiste. C'è sempre qualcosa di industriale e cementato ma di una fragilità talmente ridicola che fa tenerezza. Industriale non nell'ambito musicale, industriale come ambientazione, capannoni abbandonati lasciati soli a se stessi affiancati da capannoni in costruzione che molto lentamente, pezzo dopo pezzo, saranno lucenti e già inutili.

Cemento. Cemento venato di crepe che nessuno apprezzerà. Tutti tranne me. Cemento grigio sotto un cielo terso che trasforma la vita in una vecchia fotografia dei nonni. Cemento duro e tenace e forte. Con una mano tolgo la polvere e mi sento più ottimista, come se fossi riuscito a migliorare una situazione che altrimenti sarebbe rimasta tale per sempre; non ho imbrattato il muro, non ho segnato la materia, ho solo alzato un po' di polvere al vento, ho lasciato un tocco di me che resterà solo dentro di me.

E' impossibile, non è difficile, spiegare cos'è per me Frigid Stars. Questo disco non è più un disco, è uno stato mentale talmente forte e penetrante che non ti abbandona e tarla nella testa con una violenza talmente energetica, ma altrettanto lenta, che lascia delle ferite perennemente in carne viva. La carne, in questi dieci pezzi, sanguina di tristezza e di malinconia, fiotti rossi che scorrono a rallentatore e si riavvolgono a ondate irregolari.

Hardcore, sì, perché di questo stiamo parlando, i Codeine provengono direttamente da quella scena HC americana oltrepassando il limite della velocità supersonica e alimentandosi da ciò che in futuro poi verrà chiamato post-rock. Rallentando, rallentando, r a l l e n t a n d o, r a l l e n t a n d o sempre di più, fino a raggiungere un estremo della musica rock che generalmente è distinto sotto il nome slowcore.

Nota a se, se mi permettete, è citare Cave In: ad ogni ritornello dopo quel colpo di rullante e il successivo vuoto siderale che ferma il cuore per un tempo indefinito vicino all'infinito, proprio in quel momento c'è tutta la musica dei Codeine. Il silenzio come elemento musicale dimenticato forse da troppo tempo. Non sono dunque i colori spray sui muri o i solchi sugl'alberi a lasciare quei segni indelebili che riempiono il cuore di passione, ma un gesto con la mano che alza qualcosa di insignificante ed impercettibile che il vento porta in alto, in quel silenzio trovi Frigid Stars.

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Riassunto del Bot

La recensione presenta Frigid Stars come uno stato mentale più che un semplice disco, un'opera intensa e lenta che lascia ferite emotive profonde. Definito un capolavoro slowcore, il disco immerge l'ascoltatore in atmosfere industriali di cemento e silenzio, evocando malinconia e un'energia lenta ma vibrante. La musica dei Codeine si distacca dall'hardcore veloce per esplorare spazi sonori minimalisti e penetranti, dove il silenzio stesso diviene un elemento musicale chiave.

Tracce video

02   Gravel Bed (03:58)

03   Pickup Song (02:44)

04   New Year's (03:33)

05   Second Chance (04:45)

06   Cave-In (03:37)

07   Cigarette Machine (04:42)

08   Old Things (04:57)

Codeine

Codeine è un trio slowcore nato a New York nel 1989: Stephen Immerwahr (voce, basso), John Engle (chitarra) e Chris Brokaw (batteria); in seguito si aggiungono David Grubbs (chitarra) e Doug Scharin (batteria). Pubblicano su Sub Pop Frigid Stars (1990), l’EP Barely Real e The White Birch (1994), diventando riferimento per lo slowcore, con forti echi post‑rock. Si riuniscono nel 2012 e tornano in attività con uscite d’archivio dal 2022.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  ZiOn

 Frigid Stars è un album perfetto ed innovativo, dove in ognuna delle sue dieci canzoni si respira un senso di malinconia e disperazione portato quasi all’eccesso.

 Questi tre signori di Chicago si avviavano a segnare la musica dei successivi dieci anni e, anche se oggi sono sconosciuti a molti, dischi come Frigid Stars rivelano ancora tutto il loro splendore.