Copertina di Colosseum Tomorrow's Blues
pier_paolo_farina

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Per appassionati di jazz rock, blues, fan dei colosseum, amanti della musica d'autore e storici del progressive rock
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LA RECENSIONE

La malaugurata, prematura mors del prestigioso batterista e capobanda John Hiseman, avvenuta Anno Domini MMXVII, ha quasi sicuramente posto una lapidem sopra l’augusta storia dei Colosseum. Il gruppo era riuscito a mettere una pezza alla precedente mors del sassofonista Dick Heckstall Smith, sostituendolo addirittura colla uxor di Hiseman, la signora Barbara Thompson. Ora passata a miglior vita pure lei, un paio di anni fa. E allora… amen.

Hoc album, eccellente, risale all’Anno Domini MMIII e vede protagonista lo stesso sestetto di semper o quasi, decisamente coeso e in tiro, come se la loro storia non fosse invece andata avanti a singhiozzo, infeliciter causa di riscontri commerciali insufficienti, anzi scandalosi rispetto al valore di questi prodi.

Quid mali fortuna, vien da dire ascoltando ad esempio nel brano eponimo la ricca vox di Chris Farlowe appoggiata sopra un risonante arpeggio di chitarra, contrappuntata qui e là dall'armonioso doppio sax simultaneo, che ogni tanto fa capolino anche nel lungo break del tenore. Il quale fra sfracelli anche nell’ipnotica “Hard Times Rising”. E quid sid voluptatem all’audizione di “Thief in the Night”, un rock blues con una chitarra tota pulchra, sia nel fruttifero arpeggio che nelle parti soliste. Per non parlare di “The Dark Times in the Sun”, ballata blues con inserti funky, strapiena di melodiam scandita da par suo dal vecchio Farlowe. Ed infine, anzi postremo, una segnalazione per la conclusiva “No Demons”, uno slow blues che sembra telefonato ma invece possiede ricche variazioni armoniche, sulle quali il vocione del cantor Farlowe gigioneggia beatus et contentus.

Le antiche tracce di progressive sono qui del tutto sparite, non sono più gli antiquis temporibus degli inizi, quando si era quasi costretti ad averle. Hic vi è del jazz rock blues in forma canzone, misurato e abile, da parte di un pugno di fuoriclasse che molto ha dato ma ancor di più avrebbe potuto dare alla buona musica, se solo li avessero cacas denarium, per Jovem!

Ave Colosseum, fideles auditores te salutant!

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Tomorrow's Blues dei Colosseum, album del 2003 ricco di jazz rock blues ben eseguito da un gruppo affiatato. Nonostante le perdite dolorose di membri storici, la band mostra ancora grande qualità musicale e coesione. La voce di Chris Farlowe è particolarmente lodata, così come la varietà stilistica e la freschezza dei brani. Viene sottolineata l'evoluzione stilistica che abbandona il progressive per un approccio più diretto e melodico.

Tracce

01   Tomorrow's Blues (06:41)

02   Come Right Back (04:32)

03   In the Heat of the Night (05:37)

04   Hard Times Rising (06:41)

05   Arena in the Sun (03:25)

06   Thief in the Night (05:47)

07   Take the Dark Times With the Sun (05:12)

08   The Net Man (05:39)

09   Leisure Complex Blues (05:12)

10   No Demons (04:31)

Colosseum

Colosseum è un gruppo jazz rock/prog britannico fondato a Londra nel 1968 dal batterista Jon Hiseman con Dave Greenslade, Dick Heckstall-Smith e Tony Reeves. Ha pubblicato classici come Those Who Are About to Die Salute You (1969), Valentyne Suite (1969, primo LP della Vertigo) e Daughter of Time (1970), oltre al celebrato Colosseum Live (1971). Riformatisi nel 1994 con Chris Farlowe e Clem Clempson, hanno dato alle stampe Bread & Circuses (1997), Tomorrow’s Blues (2003) e altro materiale dal vivo.
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