Copertina di Daemon Seven Deadly Sins
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Per appassionati di death metal, fan del metal estremo anni '90, cultori del metal scandinavo e ascoltatori di nicke andersson e anders lundemark
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LA RECENSIONE

Dei sette peccati o vizi capitali si va ad occupare questo disco, ideato e composto a metà degli anni novanta nelle gelide lande svedesi. Ma chi si nasconde dietro il breve ed efferato monicker di un lavoro totalmente immerso in sonorità Death'n'Roll?

Svegliamo subito il quesito: Nicke Andersson, già primo batterista dei satanici Entombed, e Anders Lundemark, leader dei danesi Konkhra. Due tra i personaggi più influenti e conosciuti della scena scandinava estrema di quegli anni.

Death Metal che si vuole in tutto e per tutto rifare, riuscendoci più che bene, ai già citati Entombed ed ai Dismember: con quell'inconfondibile suono di chitarre "crushing" che rende l'ascolto del sintetico lavoro, poco più di trenta minuti, un tour de force spasmodico da tanto potente e veloce. Con in aggiunta la stratosferica prestazione dietro alle pelli di Nicke: un muro sonoro distruttivo!!

"Sloth" (accidia) ha l'onore di infiammare da subito, dai primissimi secondi l'album: due minuti di pura e semplice follia. Una cavalcata micidiale suonata ad una velocità spasmodica, con quella voce lacerata di Anders che ricorda molto da vicino Lars Goran Petrov (e per la terza volta mi tocca scrivere Entombed).

La più controllata "Greed" (avarizia) fa la sua degna figura: un mid-tempo rallentato e sofferto dalle movenze terrificanti; subito dopo si arriva al brano che prediligo. "Lust" (lussuria) dove la velocità ritorna prepotentemente a farla da padrone: un'altro breve ed incazzato brano, furioso oltre ogni limite. Una autentica rasoiata che in tutti questi anni non ha perso un grammo di efferatezza.

Si arriva all'ottavo peccato, che conclude l'album: il caos totale in pochissimi secondi della strumentale "The Eighth Sin", così estrema da toccare addirittura territori Black Metal.

Un concentrato esplosivo di sano, primordiale e massiccio Death Metal; ci saranno altri due dischi che non raggiungerano la cruenta bellezza di questo esordio, anche perchè Nicke non parteciperà alle registrazioni, dando sfogo alla sua voglia di musica formando i grandiosi Hellacopters.

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Seven Deadly Sins' dei Daemon, un album Death'n'Roll degli anni '90, nato dall'unione di Nicke Andersson e Anders Lundemark. Il disco si distingue per la sua potenza musicale, il sound crushing tipico del death metal scandinavo e la velocità estrema. Brani come 'Sloth' e 'Lust' rappresentano perfettamente la furia e il vigore dell'opera, che si conclude con la atmosferica e intensa traccia strumentale 'The Eighth Sin'. Un esordio che rimane una pietra miliare nel genere.

Daemon

Daemon è un progetto musicale nato a metà degli anni '90, noto per l'album d'esordio Seven Deadly Sins. Dietro il monicker, la recensione segnala la presenza di Nicke Andersson e Anders Lundemark, con sonorità ancorate al Death Metal e al Death'n'Roll.
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