Copertina di Dark Quarterer The Etruscan Prophecy
Hellring

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Per appassionati di heavy metal, fan del metal italiano, amanti del progressive ed epic metal, cultori di musica underground anni '80
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LA RECENSIONE

Il suolo italico ha visto grandi band rimanere all'ombra dei giochi discografici, non riuscendo mai ad emergere in un panorama che non premia di certo chi sa fare buona musica. Una delle tante band heavy metal italiane che mai hanno conosciuto la popolarità sono i Dark Quarterer, trio proveniente da Piombino, che all'epoca di "The Etruscan Prophecy" (1988) era composto da Gianni Nepi, Fulberto Serena e Paolo Ninci. Una band che ha visto affibiarsi la dicitura "epic progressivo", grazie a delle composizioni dal lungo minutaggio, complesse, con passaggi oscuri e soprattutto tremendamente evocative.

L'album in questione, il secondo della band toscana, è un lavoro di non facile assimilazione. Al primo ascolto si rimane spiazzati. Le sei tracce, tralasciando la strumentale e bellissima "The last hope", sono dei veri e proprio album a parte. Ognuna contiene qualcosa di unico, una canzone nella canzone. Il riff di "Retributioner" è assolutamente trascinante e da origine ad una song studiata, su cui si intarsiano le linee vocali di Gianni Nepi, con la sua voce sgraziata ma adattissima al genere proposto dal gruppo.
Allo stesso modo "Piercing hail" trascina indietro nel tempo con un arpeggio leggero e la voce che si adagia a creare una dolce ballata.

E' da quì che l'album prende una piega diversa: la titletrack inizia un percorso epico che ha pochi riscontri in Italia se non nell'omonimo album di debutto dei Dark Quarterer stessi. Nove minuti di incisioni chitarristiche, arpeggi, melodia, lontani richiami. Si respira il sapore della "musica da cantina" attraverso una registrazione pessima, che però rende tutto più affascinante e datato. Stesso discorso vale per "Devil stroke" aperta da un accenno della Toccata e Fuga in Do Minore di Bach. The etruscan prophecy si conclude con l'ultimo macigno epico del platter, "Angels of mire", ennesima dimostrazione di epicità unita a melodia.

Il secondo lavoro della band toscana rappresenta un vero e proprio must per chi ama il genere. Un album vissuto e sudato in ogni sua piega.
Una musica proveniente davvero da un altro tempo, un periodo fertile per il metal italiano.

Nella ristampa fatta dalla label Metal Legion è stata inserita una bonus track intitolata "Queen of the sewer".

1. "Retributioner" (6:19)
2. "Piercing Hail" (2:04)
3. "The Etruscan Prophecy" (9:47)
4. "Devil Stroke" (9:12)
5. "The Last Hope" (1:34)
6. "Angels Of Mire" (9:23)
7. "Queen Of The Sewer" (8:45)

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Etruscan Prophecy' dei Dark Quarterer come un capolavoro del metal epico italiano degli anni '80. L'album è caratterizzato da tracce lunghe, complesse e altamente evocative, con una produzione grezza che valorizza il fascino vintage. Interessante l'analisi delle singole canzoni e l'apprezzamento per la voce di Gianni Nepi. La ristampa con bonus track aggiunge valore a un disco da riscoprire.

Tracce video

01   Retributioner (06:19)

02   Piercing Hail (02:04)

03   The Etruscan Prophecy (09:47)

04   Devil Stroke (09:12)

05   The Last Hope (01:34)

06   Angels of Mine (09:23)

Dark Quarterer

Dark Quarterer è una band epic/progressive metal nata a Piombino (Toscana) nel 1974. Trio storico con Gianni Nepi (voce/basso), Fulberto Serena (chitarra) e Paolo Ninci (batteria), è considerata tra i fondatori dell’epic-progressive in Italia. Nel tempo entrano Sandro Tersetti, poi Francesco Sozzi (chitarra) e Francesco Longhi (tastiere).
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