Trio alternative rock con influssi screamo e approccio melodico; autore degli album "What Was To Be Known" (recensito 2015) e "The Shape" (recensito 2018).

Dalle recensioni su DeBaser: la band è descritta come un terzetto; il primo album citato è "What Was To Be Known" (recensione 2015), seguito da "The Shape" (recensione 2018). Sound: alternative rock con componenti melodiche e screamo; uso contenuto di synth; presenza di una voce femminile di supporto in "Love Pretender". Entrambi gli album ricevono valutazioni medie (3/5 nelle recensioni fornite).

Le recensioni su DeBaser (autore Sheep) danno a entrambi gli album un giudizio di 3/5. "What Was To Be Known" richiama le sonorità alternative/core degli anni 2000; "The Shape" mostra un'evoluzione verso un'identità più definita. Brani segnalati: "Get inside of me", "Fuckin' Funny", "I Won't Run Away", "Gettin Worse", "A Thousand Broken Hearts".

Per: Appassionati di alternative rock, nostalgici delle ondate emo/post-hardcore e lettori di DeBaser.

 Dopo aver recensito il loro lavoro “What Was To Be Known” nel 2015 eccomi di nuovo a parlare dei Deaf Autumn, in questo caso del loro nuovo album “The Shape”.

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 I Deaf Autumn in “What Was To Be Known” mi fanno fare un salto indietro di circa 10/15 anni, ossia quando il Taste Of Chaos era uno dei festival più hot della scena alternative

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