Copertina di Death Cab For Cutie Plans
Alberto Giordano

• Voto:

Per fan di musica indie rock, appassionati di emo e alternative, adolescenti e giovani adulti sensibili ai testi emotivi.
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LA RECENSIONE

Li avevamo lasciati con il piccolo capolavoro Transatlanticism. Li ritroviamo con un'inaspettata popolarità dovuta al fatto di essere la band preferita del protagonista del teenager telefilm del momento the O.C. e con un contratto con una major. Ma il discorso non cambia di una virgola.

Il cd si apre con "Marching Bands Of Manhattan", in cui un tamburellino e una chitarra dolce e leggera ci fanno entrare nel cuore di un innamorato che vorrebbe allungarsi così tanto da coprire con se stesso la distanza che lo separa dall'amata, la melodia è piacevole e rassicurante. Poi viene "Soul Meets Body", il primo fantastico singolo, dove regna una chitarra acustica con andamento quasi nervoso placato dal soffice tappeto della tastiera, una canzone che necessita alcuni ascolti per essere assimilata e apprezzata a fondo, ma che dopo crea una piacevole dipendenza. È un incontro contemporanemante pacifico e tormentato tra anima e corpo. "Summer Skin" è il terzo brano, il rullante scorre, un piano e un basso molto vintage dettano i tempi, l'atmosfera è calda e sognante, con apprezzabilissimi intermezzi strumentali; sembra di rivedere la pelle dorata, bollente e desiderata di quella ragazza che abbiamo incontrato al mare, il tutto dietro ad un'inevitabile tenda di nostalgia. Segue "Different Names For The Same Thing", la malinconica e solitaria fuga di un ragazzo che solo su un treno con una vecchia mappa non si interessa delle fermate, convinto che le città, pur se hanno nomi diversi, sono in fondo tutte uguali. Dopo che nella prima parte fa da padrona la malinconica voce del cantante seguita quasi timidamente dagli altri strumenti, a metà circa ci troviamo di fronte ad un interessante intermezzo elettronico, che ricorda la spensieratezza e il romanticismo del pop elettronico francese (Phoenix su tutti).
"I Will Follow You In The Dark" inizia e prosegue per tutta la durata con una chitarra acustica, è il dolce e intimo sussurro nell'orecchio della fidanzata, una promessa di amore che va oltre la morte, tanto dolce quanto commovente, tanto straziante nelle parole quanto piacevole nella melodia. Basso e batteria tornano protagonisti in "Your Heart Is An Empty Room", a dir la verità non molto convincente, con una chitarra elettrica che sembra presa in prestito ai riff di The Edge. Non è sul livello delle prime tracce anche "Someday You Will Be Loved", tra fievoli schitarrate e arpeggi che ricordano l'andamento di un carillion.
Il difetto del disco è questo. Le varie canzoni sono molto simili una tra l'altra, e dopo un pezzo molto lento e leggero ci si aspetterebbe magari che si alzi un po' l'amplificatore (sempre nei limiti della band che comunque si ha di fronte). Ciò non accade. Difetti sarebbero se considerassimo la musica in generale, ma visto che parliamo dei Death Cab For Cutie che hanno fatto di questa caratteristica un marchio di fabbrica non ci dobbiamo scomporre poi molto.
Più ritmata "Crooked Teeth", elettrica e contagiosa specialmente nel finale. Graziosa e intensa "What Sarah Did" con un piano molto incisivo e ritmato (anche se poi si perde un po' troppo nella ripetizione dello stesso giro negli oltre 6 minuti). "Brothers On A Hotel Bed" e "Stable Song" si mantengono sulla stessa linea di testo e di musica.

Un disco certo piacevole, anche se non sul livello di Transatlanticism, pur se le caratteristiche come l'intensità e i testi struggenti sul mondo degli adolescenti sono mantenute tutte. Forse io m'aspettavo qualcosa di un po' innovativo, una leggera virata, che non c'è. Ma per chi invece non s'aspettava nulla di più ma voleva solamente 11 nuove canzone di questa band così emo e così vicina ai sentimenti dei teenager su cui piangere o sognare, questo disco sarà perfetto.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Plans, sesto album dei Death Cab For Cutie, apprezzato per la sua intensità emotiva e le liriche struggenti, ma criticato per la mancanza di innovazione rispetto al precedente Transatlanticism. Nonostante la popolarità crescente, il disco mantiene uno stile dolce e malinconico, senza grandi variazioni nel ritmo o nell'energia. Adatto agli appassionati di indie emo e sound introspettivi.

Tracce testi video

01   Marching Bands of Manhattan (04:12)

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04   Different Names for the Same Thing (05:08)

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05   I Will Follow You Into the Dark (03:09)

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06   Your Heart Is an Empty Room (03:39)

07   Someday You Will Be Loved (03:11)

10   Brothers on a Hotel Bed (04:31)

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11   Stable Song (03:42)

12   Jealousy Rides With Me (02:35)

Death Cab for Cutie

Death Cab for Cutie è una band indie rock statunitense nata a Bellingham (Washington) nel 1997 e guidata da Ben Gibbard. Dopo gli esordi su Barsuk Records, dal 2005 pubblica su Atlantic. Album chiave: Transatlanticism, Plans, Narrow Stairs e Asphalt Meadows.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  GrantNicholas

 Come si fa a non innamorarsi dei Death Cab For Cutie?

 'Plans' è un disco bellissimo, completo, emozionante.


Di  Amelia

 Un brano che è sinonimo di puntualità melodica, prontamente interrotta dagli accordi di 'Summer Skin'.

 In fondo questa canzone non ti porterà da nessuna parte, ma è il viaggio quello che conta.