Copertina di Death Grips The Money Store
Gardenio

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Per amanti del rap sperimentale, fan di musica alternativa e innovativa, appassionati di noise e punk
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LA RECENSIONE

Ci sono due tizi che rubano un sintetizzatore, reclutano un senzatetto di colore e gli mettono in mano un microfono.

No, non è una barzelletta, sono i Death Grips. Formatosi nel 2010 a Sacramento, in California, da Zack Hill, batterista poliedrico che si porta dietro Andy Morin, anche detto "Flatlander" e Stefan Burnett, anche detto "MC Ride". Nel 2011 rilasciano un mixtape: "Exmilitary" e nel 2012 esce il loro primo album "The Money Store" che si rifà in parte al precedente lavoro.

Questi tre brutti ceffi ci deliziano con un rap condito con noise, industrial, punk, techno ma anche di violenza, furia omicida e tanta rabbia. E poi c'è MC Ride, che fa il tipico negro incazzato che grida Maddafacca qua e Maddaffacca là e lo fa come solo un negro incazzato saprebbe fare, accompagnato da basi sincopate made in Hill e Morin.

Detto questo, non c'è certo da gridare al capolavoro, ma fanno il loro, sapendo essere innovativi e divertenti allo stesso tempo.
Voto: 7

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Riassunto del Bot

The Money Store dei Death Grips è un album del 2012 che mescola rap con noise, industrial e punk, caratterizzato dalla violenza espressiva di MC Ride. Pur non essendo un capolavoro assoluto, il gruppo si dimostra innovativo e coinvolgente, offrendo un suono unico e rabbioso. Il voto finale è positivo, 7 su 10.

Tracce

01   Get Got (00:00)

02   The Fever (Aye Aye) (00:00)

03   Lost Boys (00:00)

04   Black Jack (00:00)

05   Hustle Bones (00:00)

06   I've Seen Footage (00:00)

07   Double Helix (00:00)

08   System Blower (00:00)

09   The Cage (00:00)

10   Punk Weight (00:00)

11   Fuck That (00:00)

12   Bitch Please (00:00)

13   Hacker (00:00)

Death Grips

Death Grips è un trio di Sacramento formato nel 2010 da Stefan Burnett (MC Ride), Zach Hill e Andy Morin (Flatlander). Con un suono abrasivo che unisce rap, elettronica, noise e attitudine punk, il gruppo è noto per pubblicazioni non convenzionali, performance dal vivo intense e scelte estetiche radicali.
09 Recensioni

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Di  Il Disertore

 La recensione esprime un profondo senso di disgusto, ai limiti di un pessimismo cosmico.

 Un coacervo inconsistente e insensato dei samples più disparati e di urla continue di nigga impazziti.