Copertina di Death Leprosy
sfascia carrozze

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Per appassionati di metal estremo, fan di death metal classico, amanti della musica heavy e storica, cultori del genere death
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LA RECENSIONE

Qual'è una delle prime e sacrosante DeRegole costituenti il DeBaser?

Chi non risponderà entro cinque-secondi-cinque sarà DeBannato con effetto immediato non solo dal DeBaser, ma dall'internet tutto.

Risposta per i pochi NON bannati rimasti:

ovviamente quella di cercare di evitare di scrivere DeDoppioni su dischi già (ampiamente) DeRecensiti se proprio non sia strettamente necessario.

Ma siccome le DeRegole le ho fatte io (checchénedica G) sono l'unico che puote DeDerogarle.
Ovverossia infischiarsene il bèlino come dicono a Sampierdarena.

Detto ciò:
è pur vero che tutto (o molto) dipenderebbe da cosa un_ vuol dire (di diverso) rispetto a quanto già detto dai predecessori.

Ora: io non lo so con esattezza cos'hanno detto i DePrecedesori e i DeCesprecesori: le altre non le ho lette.
D'altronde non leggo una DeRecensione nel DeBasio dal 1987.

So solo che una poetica così elevata, cangiante, melliflua come quella contenuta in questo manufatto risalente all'agro secolo (ma anche millennio) scorso sarebbe dovuta esser insignita del premio Nobel, dell'Oscar e del Pulitzer tutti contemporaneamente.

Perchè quando uno fa i gargarismi con l'acido muriatico, i chiodi da calcestruzzo e le sfere metalliche dei cuscinetti in acciaio inossidabile e poi vi urla in faccia con tutta la forza e la rantolante disperazione di cui dispone "STACCALASPINA" per mè è il campione incontrastato di tutto l'universo (s)conosciuto in fatto di elegiaca poeticità mistoassortita.

Ora io questa cosa la sapevo già ma nel frattempo me l'ero dimenticata: per fortuna ogni tanto ho l'ardire di rispolverare gli impolverati classici per le attività ginniche del mattino.

Se quei vecchi babbioni dell'Accademia reale delle scienze sdraiati in seduta plenaria a Stoccolma fossero in possesso di un minimo sindacale di senso artistico anziché affibiarlo a quel vecchio muflone di Roberto Dilano, l'avrebbero dovuto assegnare, ancorché postumo, all'immarscescibile Don Chuck Schuldiner (cuggino di terzo grado di Don Chuck Castoro, si sà).

Lo so che anche Voi siete delle vecchie mummie incartapecorite che ritengono ch'io sia completamente rinsavito: l'unico modo per capire il concetto è quello di effettuare i gargarismi come sopra attenendoVi strettamente alle indicazioni e, se resterete vivi, sappiatemi dire.

Altrimenti anche Voi, lì, entrerete di diritto e fino alla resurrezione prevista non si sa bene quando, negli ipotermici Death!

UH!

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Riassunto del Bot

La recensione omaggia 'Leprosy' dei Death come un capolavoro eterno del death metal, esaltando l'intensità e l'eleganza poetica dell'album. Con uno stile ironico e brillante, l'autore sottolinea l'importanza storica dell'opera e il talento di Don Chuck Schuldiner, definito un campione incontrastato del genere.

Tracce testi video

Death

I Death sono considerati i fondatori del death metal, guidati da Chuck Schuldiner. Hanno rivoluzionato il genere portando tecnica, testi profondi e una costante evoluzione verso il progressive, influenzando in modo indelebile la scena metal mondiale.
34 Recensioni

Altre recensioni

Di  jigoro

 QUESTI sono i primi Death, i Death del 1988, un anno dopo lo storico 'Scream Bloody Gore'.

 Un disco devastante, anche troppo, insomma, ma che segna una tappa nell’evoluzione musicale dei Death, allora quasi irriconoscibili.


Di  evileye9000

 Una voce malsana e cupa, una batteria opprimente e chitarre notevolmente ribassate e velocissime sono le caratteristiche di questo CD.

 ‘Pull The Plug’ sembra affrontare l’ancora attuale tema dell’eutanasia.