Musica cosmica al di fuori dello spazio-tempo di più
The best. di più
"Senza Bach la teologia sarebbe sprovvista d’oggetto, la Creazione fittizia, il nulla perentorio." Emil Cioran di più
Omino furbo e meschino che ha rovinato con il suo sound una miriade di gruppi cioè tutti quelli che ha toccato, si crede stocazzo nell'ambient ma è di una tristezza e pallosità cosmica , da solista é mediocre , si salva solo nei roxy music , bocciato. di più
Il ritorno dell'oscura signora dopo 7 anni d'oblio. Devotamente i Banshees la vorranno in tour con loro. La cover di Heroes avra' riempito d'orgoglio il Duca Bianco. Ma per lei era solo un disco per pagarsi la roba. di più
Un super batterista, nient'altro da aggiungere: perfetto con gli Yes, alieno con il Re Cremisi. Da sottolineare anche la sua grandissima prova in un disco live monumentale come Seconds Out, epico il suo duetto con Phil Collins. 5, 5, 5, 5... di più
Ammirevole, è fantastica, e ha un cuore grande come una casa di più
Smettetela di denigrarli! Questi qui spaccano... si, le palle. di più
Non mi hanno mai detto niente, ma hanno un loro perchè. di più
Per quanto mi riguarda questo è il lavoro degli Iron Maiden più riuscito. C'è una misticità di fondo e una "sofferenza" che negli altri capitoli non ho mai percepito. Forse ciò deriva dal fatto di essere l'unico concept della loro carriera. "Seventh son of a seventh son" ha una maturità artistica ed espressiva che lo rende unico e originale nella loro lunga carriera. La titletrack è la Bibbia dell'heavy metal. di più
Vale lo stesso discorso di "No prayer for the dying". Dopo il periodo d'oro le idee scarseggiano e il livello qualitativo scende. Si inizia a notare stanchezza e l'abbandono di Dickinson è il risultato di un momento complesso. Un prodotto sufficiente che ha nell'omonima song il suo punto massimo, nonchè uno degli highlight più conosciuti della Vergine. di più
Prima o poi doveva arrivare il cd "sbagliato". L'abbandono di Adrian Smith dal punto di vista del songwriting si fa sentire. Janick Gers ci metterà un po' a far valere le proprie caratteristiche, che verrano fuori soprattutto nel periodo successivo alla reunion. Nonostante non sia un album che regge il confronto con tutto quello che gli viene prima, contiene comunque buoni pezzi: tra tutti la titletrack, "Tailgunner", "The assassin" e "Mother Russia". di più
Il meglio. di più
All'epoca fu parecchio criticato. Poi è diventato uno dei loro cd più amati, forse perchè ne è stata compresa la carica "innovativa" con l'inserimento dei sintetizzatori e un'atmosfera globale molto più futuristica e meno "primitiva". "Wasted years", "Heaven can wait", "Stranger in a strange land" e la conclusiva "Alexander the great" sono delle gemme assolute. di più
Quinto centro su cinque. Disco "emblema" degli Iron Maiden: potenza, melodia, epicità, tecnica. Tutto quello che si chiede al metal classico. E "Rime of the ancient mariner" è uno dei massimi picchi compositivi dell'intero mondo del metal. di più
Altro masterpiece dei Maiden: il suono si fa più epico e brani come "Where eagles dare", "Revelations" e "To tame a land" lo dimostrano. Album perfetto, sentito, incarnazione dell'heavy metal, quello vero... di più
Venne tacciato di essere un perfetto idiota: l'ascolto dell'album suggerisce che l'idiozia e' forse il miglior modo di stare al mondo. di più
Immensi..capolavoro il disco d'esordio, sottovalutatissimo il secondo. di più
Caruccio, ma resta sempre un prodotto di MTV di più
Gran rottura di coglioni di più