Altro gran disco per Van Morrison che negli anni '70 (ma pure negli anni '80) metteva in fila dischi stupendi uno dietro l'altro con giusto un paio di episodi minori/passaggi a vuoto. Questo lo trovo un disco molto rilassante, oltre che emozionante, pieno di ballad alcune delle quali da brividi per l'intensità della voce e dell'interpretazione di Van e per gli ottimi arrangiamenti (penso all'apertura con "Snow in San Anselmo" e alla grandeur di una "Purple Heather" messa lì in chiusura o alla strepitosa title-track, tre canzoni tra le migliori dell'album). Poi ci si lascia cullare dalla sua voce nei 10 minuti molto relaxing di "Autumn Song", c'è la più ritmata "The Great Deception" e la chicca delle chicche, una cover: la versione Vanmorrisoniana di "Bein' Green" che la sua bellissima voce trasforma in un pezzo esaltante; Kermit Morrison. Van the Muppet, insomma. di più
e grazie a @ilconte per la segnalazione....e io metto 5!!! di più
Ottimo live, scaletta da greatest hits. di più
Il tempo ai cani e la polizia, sbaranzia e dietrologia. di più
1 solo per la cover di "Nothing Else Matters" che ha fatto. di più
magia manifesta tra i solchi di più
bellissima nevrotica semplicita' di più
Mamma santa che disco di più
Manca un po' la spontaneità di "Unorthodox", in compenso è molto affinata la tecnica dei musicisti.
Con un orecchio piuttosto allenato al jazz-rock e al prog si possono notare dettagli molto interessanti, "Sun In The Night" è una perla magnifica dalle sonorità orientali, molto belle anche "Hate Zone" e "Disco Suicide". Inoltre l'idea di far scrivere un paio di pezzi ad ognuno dei quattro membri renderà l'album maggiormente vario (Collapsar di Lumley o Orbits di Jones) peccato per il contributo dello sdolcinato Phil di "Maybe I'll Lend You Mind After All" in cui farà capolino ancora una volta quella "sdolcinatezza" che aveva gia da qualche anno rovinato quell'immenso gioiello chiamato "Genesis". Nonostante ciò l'album è molto paricolare, lo consiglio vivamente a chi è in cerca di nuove sonorità, un po' fuori dagli schemi sia del rock che del jazz. 4 Stelle meritate di più
Ma perché fanno cantare certa gente? Io non capisco... di più
Fantastico quando canta, meno quando parla. Ma qui va giudicata la musica, perciò... 5 stelline piene (meritatissime). di più
esauriente ed esaustivo! di più
Benedettissima (o maledettissima, con 'sta musica) Kathleen Brennan quando lo convinse a scrivere per il teatro. Questo disco è una meraviglia dall'inizio alla fine anche al ventesimo ascolto... Il falsetto luciferino di "Temptation" la marcia col gallo di "I'll be Gone", lo stile tipico della sua scrittura teatrale che si ripeterà anche negli altri tre album di questo tipo, che si esalta con "Innocent When You Dream" o "Frankie's Theme", il Sinatra ubriaco, pazzo e malaticcio di "I'll Take New York", la perfezione di pezzi come "Yesterday is Here" e "Down in the Hole", la Ribotchitarrina saltellante e l'attacco di organo finale di "Telephon Call From Istanbul"... Facciamo anche al cinquantesimo, di ascolto, và... di più
Una rosa ghiacciata , fulgida più che mai , ogni traccia un petalo al suolo, la radiografia di un'anima di più
Ottimo cantautore. Da rivalutare di più
Bell'album, raffinato nello stile ma meno incisivo del suo predecessore. di più
Ogni volta che lo sento alla radio, mi chiedo come abbia fatto a diventare il cantante italiano più famoso al mondo. Voce irritante, testi insensati, musiche orrende, forse solo Meneguzzi ha saputo fare peggio. di più
Per me l'apice del movimento paisley, un album magico, power pop gentile spruzzato di psichedelia di più
Degno di nota fino a Relapse di più