concreto, il migliore degli anni 80 di più
1.560 parole in 6 minuti e 4 secondi, con una media di 4,28 parole al secondo ma senza dire nulla. di più
Gazz'è !? (Che cazzo è !?) di più
Più efficaci della droga di più
Duran duran e invece non sono durati un cazzo. Meglio così di più
Preferisco i pop korn di più
Si chiama fibra proprio perché ti aiuta a cagare di più
Pooh-pù di più
La zappa in campagna è utilissima! di più
Bravi sì..anche se a mio modestissimo parere leggermente artificiosi, alle volte. di più
Uscito nel 1992 è l'ultimo disco di inediti di Mimì (il successivo sarà tutto composto da cover). Un disco, ancora una volta, valido, anche se non tutti i brani sono particolarmente incisivi. Come ogni suo disco anche "Lacrime" ha dalla sua almeno un paio di splendide canzoni che lo valorizzano, come la bella "Il mio Oriente" e la splendida "Scenne l'argiento" brano scrittole dal solito Gragnaniello che con questa danza tribal-etnico-partenopea esalta la voglia e la passione di e per le sonorità "World-Etniche" della cantante. Una bellissima canzone, forse addirittura tra le mie preferite di Mimì, vera gemma che, ultimo pezzo di "Lacrime" è anche il suo ultimo brano inedito. Belle anche la title-track e "Versilia" comunque piacevole il resto. Nemmeno la Martini però riesce a farmi apprezzare un pezzo scritto da Antonacci come "Il fiume dei profumi". di più
Stoner sludge-oso direttamente dal paese del Sol Levante.
Samples e dediche a killer seriali incluse nella confezione. di più
Chi non ha mai sentito i Ramones che non parli di musica di più
Le zeppole di più
Per due decadi non hanno fatto altro che inseguire le mode del momento. Prima l'hard rock e il glam rock, con qualche sfumatura di rock progressivo, poi l'orribile svolta verso la musica disco e affini per terminare con Innuendo, forse uno dei loro lavori più sinceri e anche maggiormente riusciti. Se non altro sono abbastanza riconoscibili e possono vantare una manciata di belle canzoni. di più
Il secondo disco solista di Peter Bardens, ultimo album in proprio del pre-Camel, è un disco valido tanto quanto il precedente "The Answer", non un capolavoro ma un disco di qualità che ben alterna ballate/pezzi più leggeri con più movimentate tirate rock-blues nelle quali Bardens si scatena alle sue tastiere (Hammond in primis) mostrandoci tutto il suo talento oltre a un gusto per il ritmo e il groove non da poco. Parliamo d'altronde di un musicista già avviato verso la maturità artistica, che si era fatto le ossa alla grande negli anni '60 con i Them e in diversi altri progetti successivi di minor fortuna. Brani come "Write my Name in the Dust" "My House" o "Tear Down the Wall" valgono il prezzo di questo bel disco (che infatti cercherò di procurarmi in ciddì). Quello che venne dopo questo album vabè... è storia. di più
E benvenuti a sti frocioni, belli grossi e capoccioni.. di più
Sublimi. di più
Un fotomodello mancato con la voce da prete ubriacone, una brutta copia di john lennon che suona l'organetto e altri due tizi che stando alle fonti dovrebbero suonare la chitarra e la batteria. Certo, con quella voce e quell'organetto, di tanto in tanto, ascoltandoli, sembra di essere a messa. Ma è anche vero che per la loro epoca furono musicisti sopraffini. di più
Tra gli artisti più sopravvalutati di tutti i tempi. Primi dieci anni discreti poi il nulla più totale per cinquant'anni. Ancora mi chiedo come si possa osannare una canzone come satisfaction la quale ha, probabilmente, il riff più banale della storia. di più