Sarò pazzo, ma a me garbano e anche parecchio. Sarà che io adoro le cose pesantissime e violente, ma fa nulla. di più
Un bellissimo disco di pop e musica leggera italiana, la Martini era una voce e un'interprete straordinaria, anche piuttosto versatile, e qui è affiancata da autori in grande forma (penso al primissimo Venditti in "Ma quale amore" o Maurizio Piccoli e i fratelli Fabrizio oltre ovviamente a Califano e Baldan Bembo) senza contare l'eccellente scelta delle (due) cover, che risultano tra i picchi del disco, soprattutto "Signora" di Serrat la adoro, una delle interpretazioni più riuscite della Martini, una canzone diventata perfettamente sua. Canzoni come "Bolero" "Minuetto" "La malattia" "Dove il cielo va a finire" o appunto "Picnic" (ossia "Your Song" di Elton John) per citare le altre vette del disco fanno de "Il giorno dopo" uno dei dischi pop italiani più intensi e più belli che io abbia ascoltato. Voce e interprete da brividi. di più
Che belli i nomi molto semplici da pronunciare di più
OCCIDENTALI'S KARMAAAAAAAA di più
Quando li ascolto mi sento come se fossi in una foresta scandinava durante una notte invernale. Serve altro? di più
Il lato malvagio e violento della musica italiana. di più
Un altro disco molto bello, il secondo album di Mia Martini, trascinato dall'evergreen "Piccolo uomo" meritatamente tra le sue canzoni di maggior successo. Forse non raggiunge l'intensità drammatica dell'esordio né la pura bellezza melodica de "Il giorno dopo" ma rimane comunque, per me, solo di pochissimo inferiore. Ad elevare questo album è soprattutto "Valsinha" la canzone che la Martini pare preferisse tra tutte quelle da lei interpretate e di cui da un'interpretazione davvero da brividi (il pezzo, ovviamente, di Buarque/de Moraes, è un capolavoro in qualsiasi salsa lo si metta). Altre canzoni splendide sono "Donna sola" "Questo amore vero" "Amanti" "Tu che sei sempre tu" (brividi, anche qui, per testo, melodia, interpretazione, talento vocale) e la cover di "Border Song" di Elton John, con un nuovo testo in italiano che diventa un'altra premonizione del suo destino. di più
Mazzate su mazzate. Difficili da mandare giù, ma secondo me davvero buoni. di più
sintesi perfetta per descrivere un gruppo immagignifico!! di più
Left Hand Path e Wolverine Blues sono tra i capolavori del Metal estremo. di più
I primi tre album spaccano e non poco. poi dopo si sono persi parecchio, soprattutto grazie a Fred Durst e le sue avventure. di più
Udo Dirkschneider un Metallaro in miniatura con lo spirito da guerriero di più
Devo ringraziare la TIM per avermi fatto scoprire questo tizio. Un ottimo musicista House, settanta volte meglio dei tamarroni da discoteca. di più
La depressione fatta a musica. Slow, Deep and Hard e Bloody Kisses, pubblicati rispettivamente nel 1991 e nel 1993, sono due album che suonano sempre meravigliosi anche dopo tantissimo tempo. di più
Il loro sound é talmente industriale e decadente che fa paura. Maestosi. di più
Uno dei musicisti Hip Hop migliori di quel periodo; un album come Welcome to my Dream dovrebbe essere sentito da tutti gli appassionati del genere. di più
Quattro album grandiosi (Deicide, Legion, Once Upon the Cross, The Stench of Redemption), ma anche tanta mediocrità. Su Glen Benton non mi esprimo, potrei essere troppo brutale. di più
Due album niente male (i primi due) seguiti dal nulla. di più
Una Tarantinata coi fiocchi.
Di cotone. di più