Decadentismo sopraffino di più
E' il 18 Novembre del 1993 ed i Nirvana registrano questo bellissimo Unplugged in quel di New York. I campioni del Rock acido e del rumorismo senza compromessi lasciano per una sera da parte la furia e l'elettricità; i 14 brani vengono suonati con strumenti acustici, risultando in questo modo ricchi di quel pathos emotivo, di quella dolcezza esecutiva spiazzante da quanto armoniosa e leggiadra. "Pennyroyal Tea" la canzone che prediligo, dove Kurt è solo con la sua chitarra...POLLY... di più
Eccessivi, esagerati nel look, abili a ricopiare il meglio dell'Hard Rock e del Glam nella prima parte di carriera; nemmeno troppo simpatici. Ma insuperabili nei loro teatrali e spettacolari concerti...DETROIT ROCK CITY... di più
E dovrei anche definirla un'opera così? Cinque stelle subito, caposaldo del post punk. di più
Un album live stupendo, la summa del periodo d'oro della band inglese... di più
Post-punk? Low-fi? Un gruppo femminile decisamente avanti e fuori dagli schemi. II disco lo comprai appena ristampato in CD. E mi piaque di più
Il fatto che questo possa non essere il miglior disco del gruppo è la miglior prova di quanto i SY fossero straordinari. Monumentale eppure sempre ispiratissimo, capolavori da inizio a fine: Teenage Riot, Cross The Breeze, Total Trash, Candle, Trilogy brani perfetti. Perché negli '80 non è stata fatta musica buona. di più
Kill The Poor, Chemical Warfare, California Uber Alles, Stealing People's Mail, Holiday In Cambodia: tanti capolavori per uno dei dischi migliori dell'era punk: hardcore eseguito a volte più con la bizzarria interpretativa dei Pere Ubu che con le grida di rabbia dei colleghi, nonostante il violento messaggio politico. di più
Potremmo stare qua ore a scrivere parole su parole per elogiarlo e forse non basterebbero!!! GENIO! di più
Chris Barnes ha lasciato il gruppo; al suo posto arriva George "Corpsegrinder" Fisher, autore di un cantato growl di un'inezia meno cupo ma sempre aggressivo e letale. Il magma sonoro che fuoriesce dal quinto disco della band di Buffalo è pregno di efferatezza e malvagità: loro sono i maestri del Brutal Death Metal e lo ribadiscono ancora una volta negli undici brani che vanno a comporre l'album. "Devoured By Vermin" apre la raccolta in maniera semplicemente devastante...MONOLITH... di più
Artista fin troppo sottovalutato!!! di più
Copertina micidiale, in stile CARCASS (morbosamente): Ken Owen, imbrattato di sangue, che brandisce un coltello ed è pronto ad infierire sui malcapitati Bill, Jeff e Michael sdraiati sotto di lui in mortifera e glaciale posa. Poi arriva la Musica: una raccolta che riassume la carriera della band prima della reunion recente. Dal Grind cacofonico degli esordi, passando per il Death Metal, fino all'Hard Rock di "Swansong"; con in aggiunta due "Peel Sessions" di inaudita veemenza...FOETICIDE... di più
I primi tre dischi rappresentano il loro meglio: un Rock grintoso e d'impatto, con la forte personalità di Chrissie Hynde a dettar legge. Successivo proseguimento di carriera dove le ballate Pop, fin troppo esili e mielose, diventano purtroppo una regola...MIDDLE OF THE ROAD... di più
Grind suonato con estrema violenza e tuttavia con grindissima eleganza stilistica, forse i migliori di sempre nel loro genere, straordinari. di più
Definirli "solo Folk" è riduttivo. I Lumsk son qualcosa di moooolto più complesso, potente e immaginifico di quel che si crede...un vero peccato che non fanno più inediti dal 2007 di più
1986: riassunto in 25 minuti dei primi 5 anni dei Pupazzi di Carne. di più
L'esordio della band che proviene dalla parti della fredda e piovosa Seattle, nord-ovest americano; esce per la piccola etichetta Sub-Pop e viene registrato con un budget in dollari irrisorio, poche centinaia di dollari. Come poche sono anche le ore a disposizione per completare l'album; Heavy Metal, Punk, Garage e densa Psichedelia vanno a comporre un gran disco, il loro migliore per me. L'inizio di una breve, fulminante carriera che si concluderà come tutti sappiamo...LOVE BUZZ... di più
Indubbiamente bello, ma non è il capolavoro che tutti credono. "The Wizard" è un gioiello e pure il resto è ottimo, ma sia "Salisbury" sia "The Magician's Birthday" lo superano abbondantemente. di più
Altro disco sopravvalutato per la Vergine di Ferro. Per la prima volta, dietro le pelli si siede Mc Bryan che ha un drumming più quadrato e potente. L'album è penalizzato dall'eccessiva vena hard rockettara, a discapito della magia e della potenza del suo adrenalinico predecessore (e anche successore). Malgrado ciò, la semi-ballad "Revelations" è un autentico capolavoro. di più