Copertina di Depeche Mode Black Celebration
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Per appassionati di musica elettronica, fan dei depeche mode, amanti del synthpop e del dark wave, cultori di musica anni '80
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LA RECENSIONE

Voci oscure e molto lontane, quasi subliminali, il ticchettio di una campana che aumenta sempre più forte, suoni profondi e sinistri che si incrociano in sana armonia, la voce di Gahan che entra e canta " Let's have a black celebration tonight".
Inizia così il quinto album da studio dei quattro ragazzi di Basildon, totalmente scritto da sua maestà Martin Gore a Berlino in una fase sicuramente particolare della sua vita, con testi quasi minimali ma toccanti.

Questo album del 1986 prodotto da Gareth Jones tra Londra e Berlino, rimarrà l'ultimo lavoro interamente suonato con strumenti elettronici, un album che segnerà la fine di un periodo a livello di produzione e stile. Undici canzoni nella versione originale più qualche bonus tracks nelle versione successive CD ecc., dove i suoni e le percussioni metalliche del precedente "Some great reward" vengono quasi totalmente abbandonate, troviamo invece un unione ed una compattezza del suono che da dell'incredibile, si il sound è la particolarità dell'intero lavoro, cupo, tetro e decadente, sottile e profondo, gotico e nostalgico.
Questo album è forse l'unico dei Depeche Mode dove le songs a parte qualche eccezione (Stripped, A question of time ) non contiene dei veri pezzi da Hit, cosa che è sempre stata una norma nei precedenti lavori, e sicuramente in dose più massiccia nei futuri. Questo non deve significare che l'intero lavoro è inferiore, anzi le canzoni sono quasi tutte di ottimo livello, magari più livellato ma sempre ottimo, come non dimenticare la dolce " Sometimes" piano, voce (M.Gore) con dei cori che sanno molto di gospel, e la romantica "Here is the house" o la fisica e politica nonchè metropolita "Stripped" un icona di quel periodo, senza tralasciare "Fly on the windscreen" o la nostalgica "A question of Lust" e nemmeno la dolce e profonda " It doesn't matter two" ripresa anche nell'ultimo tour. E come non dimenticare i testi di Gore specialmente in "New Dress" dove recita questa frase ambigua: "Sex-drived husband murders wife... Princess Di is wearing a new dress" e con un ritornello che fa... "You can't change the world/ But you can change the facts/ And when you change the facts/ You change points of view/ If you change points of view/ You may change a vote/ And when you change a vote/ You may change the world..."; oppure in "Stripped": "Let me hear you/ Make decisions/ Without your television/ Let me hear you speaking/ Just for me..."

Dovrebbero bastare solo queste righe per far capire il livello del album. Chi non ha ancora avuto la possibilità di ascoltarlo ed è simpatizzante di questo genere non può farselo scappare, questo che poteva essere l'ultimo lavoro dei DM (voci del periodo dicevano che fu scritto da Gore in pieno disaccordo con il resto della band, arrivata ad un soffio dallo scioglimento) ma che per fortuna non lo è stato, grazie ai fans che hanno dato ragione per l'ennesima volta a quel piccolo (e magari antipatico ad alcuni) uomo, il quale la musica la sa e l'ha sempre saputa scrivere, riuscendo a sfruttare al massimo una delle più belle voci ancora in circolazione. Ascoltatevelo !

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Black Celebration, quinto album dei Depeche Mode, evidenziandone il sound oscuro, gotico e compatto. Scritto interamente da Martin Gore, è un lavoro emozionante e profondamente influente, che segna una svolta nel percorso elettronico della band. Con testi intensi e atmosfere cupe, l'album è considerato un capolavoro nonostante l'assenza di hit immediate. Un must per gli appassionati di synthpop e dark wave.

Tracce testi video

01   Black Celebration (04:57)

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02   Fly on the Windscreen (final) (05:19)

03   A Question of Lust (04:18)

04   Sometimes (01:53)

05   It Doesn't Matter Two (02:47)

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06   A Question of Time (04:09)

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08   Here Is the House (04:16)

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09   World Full of Nothing (02:46)

10   Dressed in Black (02:31)

11   New Dress (03:41)

12   Breathing in Fumes (06:05)

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13   But Not Tonight (extended remix) (05:08)

14   Black Day (02:33)

Depeche Mode

Depeche Mode sono una delle band più importanti e longeve nate in Gran Bretagna all’inizio degli anni ’80, pionieri del synth-pop, trasfiguratori di elettronica, interpreti di epoche oscure e paladini di esistenze notturne dai club al rock da stadio. La formazione storica include Dave Gahan, Martin Gore, Andrew Fletcher e in gran parte degli anni ’80 e ’90 Alan Wilder.
110 Recensioni

Altre recensioni

Di  ApriGliOcchi

 "Facciamo una celebrazione nera" e le cose sono cambiate.

 "Non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare i fatti, e se cambi i fatti puoi cambiare i punti di vista, e se cambi i punti di vista, puoi cambiare i voti, e se cambi i voti puoi cambiare il mondo".


Di  Stefano90

 "Black Celebration è un incredibile contenitore di grande musica, nessuna traccia sembra poter fare a meno dell'altra."

 "Pessimismo diventa sinonimo di realismo. Non c'è soluzione."


Di  paolofreddie

 Black Celebration rientra tra i pezzi più rappresentativi della dark wave, è un inno a tale genere.

 Il cambiamento è necessario in un mondo che sembra spaccato in due parti.


Di  jeff3buckley

 La "celebrazione nera" ricopre i brani di un'atmosfera gotica e oscura, come mai in passato.

 Questo disco segna una svolta straordinaria nel panorama musicale dell'epoca, tracciando il solco della new wave.