LA RECENSIONE

Nuova uscita in casa Blutharsch: si tratta di un’ulteriore conferma di come il gruppo di Albin Julius abbia ormai raffinato e portato alla perfezione la nuova formula sonora a base di psichedelia, space-rock e kraut-rock. In quest’ultimo lavoro, intitolato rejoice, il suono è diventato più potente e strutturato: è come se i Blutharsch si siano infilati nella macchina del tempo per planare nella Germania dei primi anni ‘70 dove la musica era dominata da gruppi Krautrock come Guru Guru e Amon Düül II. Mai i Blutharsch erano stati rigorosi e calligrafici come in quest’occasione. Ma la mia non è una critica anzi per me questo è il miglior disco della fase iniziata con The Philosophers Stone. Il retaggio del passato martial-industrial lo si ritrova ormai solo in una propensione a un sound tipicamente crucco e molto energico. Nella traccia iniziale (come di consueto senza titolo) una batteria possente viene seguita da una chitarra acida, decisa e senza fronzoli. Le sonorità sono minimali e la musica è una sorta di rock acido e psichedelico che ascolteremo nell’intero album. Il brano successivo è invece elettronico e spaziale e prossimo ai Corrieri Cosmici e ai primi Tangerine Dream! Davvero i Blutharsch stanno sempre più allargando i propri orizzonti. Rispetto al passato le atmosfere sono meno grezze e a questo punto credo piaceranno anche a chi ascolta psichedelia e space-rock. La sesta traccia è un raga-rock che sembra uscito da Wolf City degli Amon Düül II mentre la settima è epica con voci mistiche e oscure in sottofondo e una chitarra acida al punto giusto. La traccia finale è forse il momento più solare dell’album e ci proietta a San Francisco durante la Summer Of Love! Certo a questo punto sarei curioso di sapere cosa ne pensano di questa trasformazione i vecchi seguaci ma credo che di questo Albin Julius non si preoccupi. Io non ho dubbi nell’amare sempre la loro musica! Disponibile su Bandcamp: https://derblutharsch.bandcamp.com/album/rejoice.

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Riassunto del Bot

L’album Rejoice di Der Blutharsch rappresenta la maturazione della band verso un sound più strutturato e potente, fondendo psichedelia, kraut-rock e space-rock. Albin Julius conferma la sua evoluzione armonica e sonora, con brani che trovano riferimenti nei grandi nomi degli anni '70 come Amon Düül II e Tangerine Dream. Le atmosfere sono più raffinate e accessibili, con un senso di nostalgia ma anche di innovazione. Un risultato apprezzato anche da chi si avvicina al genere per la prima volta.

Tracce

01   Coming (09:03)

02   Fear (05:04)

03   Darkness + (04:04)

04   Darkness ++ (03:11)

05   Rejoice (06:11)

06   Burn (10:04)

Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand

Progetto austriaco guidato dal compianto Albin Julius, nato come nuova incarnazione dopo i trascorsi martial-industrial. Con questo nome abbraccia una psichedelia liquida e tribale, tra space-rock e kraut, con la voce di Marthynna spesso in primo piano e chitarre acide a dettare il rito.
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