Descendents
Milo Goes To College

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Voto:

Per alcuni, la venuta dei Descendents nel mondo dell'hardcore californiano é stata una vera e propria rivoluzione. Beh, forse non fino a questo punto, ma certamente si puó dire che abbiano portato una bella ventata di rinnovamento in un ambiente prima di allora dominato dall'aggressivitá dei vari Black Flag e Circle Jerks.

L´elemento che i Nostri, capitanati dagli allora diciassettenni Milo Aukerman (voce) e Bill Stevenson (batteria, piú tardi proprio con i Flag), aggiungono alle tipiche sonoritá HC é quasi la loro antitesi: la melodia. Melodia che si delinea timidamente nell´EP "Fat", del 1980, e si manifesta apertamente in questo primo full-lenght dell'anno successivo, edito dalla New Alliance, etichetta di proprietá dei Minutemen, e come si evince dal titolo, inizio di un periodo sabbatico dovuto agli impegni di studio dello stesso Milo (ora biochimico). Sin dall'iniziale "Myage" (una delle tante tracce del loro repertorio terminante con il suffisso -age, chissá perché poi?) si capisce che questa é una band particolare: un giro di basso ostinato ma non cacofonico, la voce di Aukerman che agli strilli preferisce il cantato. Anche la durata dei pezzi si allunga un poco, e i testi spaziano dal disimpegno piu´totale ad una proto idea di canzone d'amore punkrock. La perla del disco arriva però a metá percorso: si tratta della meravigliosa "Catalina", enfasi punk legata a doppio filo ad un'irruenza che si potrebbe definire ancora "oltre", oltre i confini del genere, mentre "Bikeage" potrebbe essere tranquillamente essere definita un'antesignana del punk virato pop.

Album godibile ed affascinante, nonostante qualche caduta di tono ("I Wanna Be A Bear", "Marriage"). Consigliato.

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