Può la musica evocare luoghi a noi lontani? Permetterci di chiudere gli occhi ed essere trasportati in un altro spazio/tempo? E ancora, può un album racchiudere in se tutta la magia di un posto?Addirittura la maestosità di quella enorme massa blu che chiamiamo mare?

Secondo i Dirty Three tutto questo è possibile e ce lo dimostrano con il loro sontuoso Ocean Songs. Definibile come un concept album incentrato sul mare, questo lavoro è la massima vetta raggiunta da questo anomalo trio australiano (chitarra, batteria ed un violino rubato agli dei). L’album è un viaggio senza fine a bordo di una zattera verso spiagge lontane (Distant Shores), guidati dalla voce di una sirena (Sirena) autentica e celestiale (Authentic Celestial Music). Sotto di noi solo acque profonde (Deep Waters); cielo e mare (Sea above, Sky below), nient’altro, fino ai confini del mondo (Ends of the Earth). I titoli dei pezzi che compongono questo affresco sonoro da soli sono in grado di esprimere quello che ogni singola traccia vuole evocare. Cosi gli strumenti rinascono e acquistano una nuova missione. La batteria diventa la voce della risacca, il violino delle onde e delle maree, la chitarra il vento tra i flutti e una tempesta improvvisa, e tutti insieme mostrano come il mare stesso non è altro che una magnifica, maestosa melodia

Il consiglio è di chiudere gli occhi ed imbarcarsi in questo viaggio sonoro guidati dai Dirty Three e dalle loro Ocean Songs.

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