20 anni di musica. 20 anni di canzoni memorabili. 20 anni di arte musicale. Per i detrattori questi elogi sembreranno esagerati o fuori luogo. Per i fans sfegatati forse sembreranno le più azzeccate per descrivere una carriera onoratissima, e che ancora non è conclusa.
I Dream Theater, alfieri della rinascita del progressive in chiave metal, pionieri dio una nuova evoluzione del metal, seguita a ruota da molti gruppi in seguito. I Dream Theater tornano ai nostri ascolti con il live celebrativo per eccellenza: "Score" vuole celebrare i venti anni di carriera di questa grande band. E non potevano scegliere palcoscenico migliore per celebrare questo anniversario: il concerto si svolge al leggendario Radio City Music Hall di New York, uno dei teatri più famosi e prestigiosi del globo, che ha ospitato artisti quali Frank Sinatra, BB King, Ray Charles e molti altri. I cinque teatranti, in questo meraviglioso concerto, ci deliziano con una scaletta che a primo impatto sembrerebbe fuori luogo, ma riflettendoci è ottima: riprercorre i passi della band dagli esordi come Majesty (ecco perchè un brano inedito come "Another Won"), per passare da When Dream & Day Unite fino all'ultimo corso della band con Octavarium. Una scaletta cronologica dunque, che non fa una piega da nessuna parte. Come naturale il concerto inizia con "The Root of All Evil". Si vede già dalle prime battute come la prestazione della band sia ottima: Labrie ritorna in forma (dimenticate il pessimo LaBrie del live @ Budokan). Naturalmente è anche superfluo soffermarsi sulla perfezione tecnica, visto che i DT ci hanno abituati da tempo alla loro incredibile precisione in fase live. "I Walk beside You" invece acquista enorme valore dal vivo, più emozionante, più sentita. Ma il vero concerto, dopo questa introduzione, comincia con la scaletta cronologica della band: si parte con "Another Won", il primo brano mai scritto da Portnoy e co. Canzone veloce e rinnovata in questa versione live inedita. Emozionante vedere come hanno iniziato i nostri. Si prosegue con "Afterlife" presa da When Dream & day Unite. Impeccabile la parte all'unisono e la prova vocale di un Labrie in serata ispirata. "Under a Glass Moon" ci presente un Labrie un pò affatiocato, ma la prestazione della band è strepitosa e continua ad emozonare. La prima sorpresa arriva con "Innocence faded" che da tempo immemore non propongono in sede live e si ritorna su livelli qualitativi altissimi, con una riproposizione live a dir poco perfetta. La seconda sorpresa arriva con l'inedita "Raise The Knife", una canzone scartata da Falling Into Infinity resa ancor più grandiosa grazie agli inserti tastieristici di Jordan Rudess. La prima parte del concerto si chiude con la meravigliosa "The Spirit Carries On". Classico della band, canzone coinvolgente, peccato che manchi la eterea voce di Theresa Thomason, ma è ancor più affascinate e simile al disco. La seconda parte del concerto si apre con l'orchestra che ingrandisce ancor di più la grandezza della suite "Six Degrees of Inner Turbulence". Overture è completamente eseguita con un orchestra di 30 elementi, per proeseguire, nella sua durata, con tuti i capitoli della suite eseguiti in maniere ineccepibile e impeccabile. Si riposa con la malinconia di "Vacant" eseguita esclusivamente con l'orchestra (da brividi) e si passa alla tranquilla "The Answer Lies Within". Si ritorna con energia sulle note esaltanti di "Sacrificed Sons", con il solito sottofondo orchestrale per esaltarsi nel finale con una meravigliosa "Octavarium" arricchita ancor di più per via della sezione archi e fiati e la finale Metropolis, arrangiata per orchestra. Difficile descrivere le emozioni che Octavarium, nella sua durata, può suscitare, ma ancor più arduo è descrivere la maestosità di Metropolis con l'orchestra ad arricchire già un grande capolavoro.
Un live meravigloso. Il concerto finisce. E non me ne rammarico: grandi emozioni, una grande prestazione come al solito, un grandissimo spettacolo sonoro. Naturalmente, come è classico, scatteranno critiche o false delusioni, legate alla tracklist sopreattutto: forse poco degna per festeggiare un anniversario. ma quando si ha un repertorio così vasto è difficile scegliere in maniera impeccabile. Ma credetemi, ascoltando questo triplo cd live, rimarreteimpressionati da tanta bellezza esecutiva ed emotiva. I Dt non sbagliano un colpo, una nota, ma non sbagliano e non smettono mai di emozionare, dal vivo soprattutto. I Dt continuano ad essere un punto di riferimento, in studio e dal vivo, e questo è innegabile, ma sono anche dei maestri nel saper emozionare, nel saper creare atmosfere, e nel dar vita ad atmosfere sonore veramente incredibili.
Il sipario si alza e sul video iniziano a scorrere immagini che compongono cronologicamente il mosaico che i cinque americani hanno faticosamente costruito anno dopo anno.
Metropolis accompagnata da un'orchestra? È mai possibile? Sì ed il risultato è apprezzabilissimo.
La sua voce è immensa, profonda, carica di pathos più che mai.
Credo che avere nella propria collezione una Metropolis con tanto di orchestra, non possa che renderci tutti felici!