Copertina di Duran Duran Duran Duran (The Wedding Album)
francesco1684

• Voto:

Per fan della musica pop e rock anni '90, appassionati di duran duran, amanti di album sperimentali e maturi
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LA RECENSIONE

Corre l'anno 1993 e ormai la musica ha intrapreso altre strade. Sono ormai lontani i bei tempi andati della new-wave (e di certo nessuno li rimpiange, tranne qualche eccezione; il mondo è bello perché è vario) che ha lasciato, comunque, un'impronta importante per l'evolversi dell'era musicale. Di questa grande impronta (o famiglia. Fa lo stesso) appartengono anche i "maestri" Duran Duran. Un gruppo spesso sottovalutato e dato, spesso, in pasto alle ragazzine dell'epoca. Prima di approfondire questa recensione bisogna ricordare che prima di criticare un gruppo che ha fatto la storia della musica (anche se commerciale, sempre storia è) si deve conoscere ogni loro album. Perché ogni album targato DD presenta stili diversi. Basta paragonare l'album d'esordio Duran Duran, molto cupo, con il più solare Rio. Per non parlare di Notorious, un album tutto funky, e di Big Thing, un vero gioiellino. Quest'ultimo basato più sulla trovata elettronica.

Ma arriviamo al dunque: dopo tre anni di latitanza e dopo l'ultimo album, Liberty (mal apprezzato dai fan. Un album in cui i Duran Duran si dedicano più al rock avendo però scarsi risultati. Però, sinceramente, a me come album piace. Di certo non ne esco pazzo ma non lo butterei via) ecco che il "gruppo" di Birminghan, non più "ragazzi" ormai, sforna il loro capolavoro chiamato "Duran Duran (The Wedding Album)". Già il titolo è tutto un programma. Per molti fan è dura la scelta per scegliere quale sia il vero capolavoro dei Duran. Perchè tra Rio e The Wedding Album la scelta è dura, ma non tanto difficile, visto che nel Wedding ormai avevamo un gruppo più maturo, in Rio avevamo cinque ragazzi che, pur essendo ragazzi, hanno sfornato un capolavoro. In Rio avevano ancora il quintetto originale formato da Simon Le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere) , John Taylor (basso), Andy Taylor (chitarra) e Roger Taylor (batteria), mentre nel Wedding sono assenti Roger Taylor ed Andy Taylor e quest'ultimo rimpiazzato ormai dal lontano '86 da Warren Cuccurullo (dalla scuola di Frank Zappa). Posso affermare che il Wedding Album è un vero capolavoro della musica pop mondiale, infatti verrà premiato come disco di platino negli States per il milione di copie vendute in pochissimo tempo.

Un album onorato da tutti i fan ma messo nell'angolino da buona parte della critica musicale. Si, certo è un album che sulla carta è pop ma scoprendolo al suo interno e ascoltandolo per bene si possono scoprire molti generi (dal funky al synt, dal lento strappalacrime al rock, al tentativo di rap ecc...). Per farla breve è un album alla Queen; anche loro usavano mettere più generi in un solo album. Questo è tipico di chi ha voluto sperimentare la musica ed è tipico di chi la musica la sa suonare. E i Duran Duran, come i Queen e altri gruppi, possono avere questo vanto (altro che boyband...).

Iniziamo a scoprire per bene quest'album andando ad analizzare i pezzi che compongono la track list. La prima canzone è "Too Much Information". Una vera bomba. A detta dei fan è il miglior pezzo rock dei Duran Duran. Un pezzo fatto abbastanza bene, dove l'impronta di Cuccurullo di sente, e come che si sente, lasciando in sottofondo le ormai lontane tastiere di Nick Rhodes. Anche il testo della canzone è ben strutturato, classico del Le Bon, perché è lui che ha sempre scritto i testi negli album, tranne in qualche raro caso. In genere i testi delle canzoni dei Duran Duran sono spesso incapibili, ma in genere vogliono dire qualcosa. Per cui quelle di "Too Much Information" non sono parolette campate in aria. Infatti la canzone parla dell'informazione e della TV pronta ad invadere chiunque (e stavamo ancora nel 1993...). Finalmente, finita questa perla di saggezza, è il momento del capolavoro in assoluto targato Le Bon, Rhodes, Cuccurullo, Taylor: "Ordinary World". Un pezzo di canzone, accompagnata anche da un video bellissimo (consiglio di vederlo) e dalla voce in falsetto di Le Bon, che sicuramente è passato alla storia. Molti fan aspettano ancora l'erede, sempre in "campo" Duran, di quella bellissima canzone. E'inutile fare una piccola recensione su "Ordinary World", basta ascoltarla per sentire quante emozioni mette. Ed anche il testo non è niente male. Non si è mai capito a cosa si riferisse Simon Le Bon con le parole "Mondo ordinato"!!

...Lasciato il capolavoro ecco che attacca "Love Voodoo". Una delle tante chicche dell'album. Questa volta si va più sul vero pop, mettendo da parte le "schitarrate"e gli assoli di Warren. Questa è una canzone sensuale, semplice ma abbastanza carina. Andando avanti troviamo "Drowning Man". Una vera ballata sensazionale. Io personalmente l'ho battezzata come la "Sunrise del '93". E posso affermare che è più bella di "Sunrise". Si sente un Le Bon cattivo e aggressivo quando canta quel pezzo. Quella canzone fa parte degli esperimenti duraniani e consiglio di ascoltarla. Scade un po' verso la fine, quando ormai diventa unica e monotona. Comunque Rhodes è il protagonista. Anche qui il testo (molto ermetico) è tutto un programma: la droga. Però non ho mai capito a che droga si riferisce. Ecco adesso un interludio classico dei Duran Duran; è la volta di "Shotgun". Un pezzo, che dura più o meno un minuto e mezzo, fatto di frasi parlate dal Le Bon (…tentativo di fare del rap da parte di Simon?…), chitarra e tastiere dove il rumore di una pistola accompagna il tutto. Molto bello.
Ed eccoci all'altro capolavoro di nome "Come Undone". Sarebbe un ottimo pezzo per passare un momento di sesso con la donna amata. La voce di Simon è molto dolce in questa canzone, come non la si era mai sentita prima (neanche ai tempi di "Save A Prayer") e i ritmi e i suoni sono eccezionali. Anche qui nella parte iniziale prevale Nick Rhodes. Anche le atmosfere sono molto belle. Quando si ascolta quel bellissimo brano viene alla mente un'atmosfera tutta soffusa fatta di luci e di ombre. E' anche bello il ritornello cantato da Tessa Niles... Una bella accoppiata. Molto probabilmente Le Bon l'ha dedicata a sua moglie Yasmine (ma non ne sono sicuro). E devo aggiungere che anche questa è una canzone passata nel dimenticatoio dai critici ma che per i fan rimarrà una pietra miliare della storia Duran.

Ed ecco "Breath After Breath". Un altro capolavoro di quest'album. Siamo arrivati in una zona dell'album dove le bellezze delle canzoni scorrono una dopo l'altra. Anche questa volta è un duo a cantare; siamo di fronte all'accoppiata Le Bon/Milton Nascimento. Una canzone dal profumo etnico: infatti il testo è un po' in inglese e un po' in portoghese. Questa è una di quelle canzoni che non ci si aspetterebbe mai in un album dei Duran Duran. Devo ammettere che è stata la sorpresa dell'album. Quando l'ho sentita per la prima volta sono saltato dalla sedia come incredulo. E'una canzone pronta a farti piangere, in alcuni punti, ma a farti anche sorridere. Bravissimi!! Hanno saputo concentrare in quattro minuti circa le emozioni che una persona possa avere. Ed anche il video la dice tutta. E'stato girato addirittura in Argentina.
Ecco una delle canzoni (secondo i fan) più stupida dell'album: "UMF". A parer mio è abbastanza intrigante come titolo, perché non si è mai saputo il vero significato. Molti dicono che sia una sigla usata sulle targhe automobilistiche di uno Stato degli USA, altri affermano che sono delle iniziali di alcuni sogni perversi del Le Bon. Non so che dire. Una cosa è certa: è una canzone tutta funky!! A me piace molto. Musicalmente da quella sensazione che prima o poi dovrà esplodere, ma finisce in tutt'altra maniera (si resta increduli). Ascoltare per credere. Ed ecco che dopo "UMF" arriva il momento di una cover. Si gente, questo album contiene anche una cover!! La canzone è "Femme Fatale". I più appassionati e intenditori di musica forse la ricordano. E'una canzone presa dall'album Velvet Underground & Nico (il mitico Lou Reed...). Hanno fatto un ottimo lavoro i cari Duran. Hanno perfezionato tale canzone, l'hanno rimodernizzata. Anche questa è molto strappalacrime. Apro una parentesi: quando la si sente assomiglia molto a "Imagine" e in molti mi hanno detto che non era altro che un plagio. Ma dovete sapere che "Femme Fatale" è del '67, mentre "Imagine" è del '72. Povero John...
Ma ecco che siamo arrivati (terminata "Femme Fatale") nella parte più funky, roccheggiante e solare dell'album. E' uno sballo sentire di seguito, una dopo l'altra, "None Of The Above", "Shelter "e "To Whom It May Concern". Partendo dalla prima citata che è un bellissimo pezzo (molti si chiedono come mai non sia stato usato come singolo). "Shelter" invece evoca molto lo stile di fine 80's mischiato al funky. Un vero gioiellino. "To Whom It May Concern" invece ricorda le secche, aride e desolate strade degli States occidentali dando quel timbro quasi roccheggiante.

L'album termina con una canzone che sembra non finire mai: "Sin Of The City". Dura circa sette minuti. Ma è una vera bomba. Qui i Duran Duran concludono l'album dimostrando che sanno fare sul serio la musica. In questa canzone c'è di tutto: pop, rock, synt, batteria elettronica, rap. Una vera "macedonia" ben condita. Ho scritto rap, perché Simon per la maggior parte delle volte in questa canzone "parla". Canta solo durante il ritornello. Infatti non tutti sanno che Simon è un simpatizzante del rap. Il pezzo termina con un assolo di Cuccurullo. Non è il massimo degli assoli ma con quelle note porta a termine un capolavoro di album. Dimenticavo di parlare del testo di "Sin Of The City"; il testo riporta un fatto realmente accaduto in un locale notturno a New York, quando un "pazzo" geloso della propria ragazza, addetta del locale, per farle un dispetto cosparge il perimetro del locale con della benzina dando poi fuoco. Le vittime sono tantissime (89 per la precisione) e le uscite di emergenza e di sicurezza non sono funzionate. Il testo della canzone si basa su questo argomento: è una denuncia alla corruzione nel tenere aperti alcuni luoghi per via delle raccomandazioni e senza adeguate misure a norma. Insomma, è un inno alla vergogna. In molti ci siamo chiesti che anche questa poteva andare bene come singolo e come mai è stata messa come ultimo pezzo dell'album. Dando una risposta è certo che i Duran Duran non sono gli U2. Avrebbero rischiato grosso, a livello di personalità, nel lanciare un singolo che conteneva tali parole.
Carissimi lettori. La mia recensione di questo splendido album è terminata. Spero di essere stato chiaro con alcuni commenti. E ringrazio alcuni fan (Sir Alex e Mimgitrash della MB) per avermi dato notizie in più riguardo le canzoni "Come Undone" e "Breath After Breath". Ciao a tutti e grazie.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il 'Wedding Album' di Duran Duran come un capolavoro di maturità musicale e sperimentazione, evidenziandone la varietà di generi e la profondità emotiva. Vengono analizzate le tracce principali, con particolare attenzione a 'Ordinary World' e 'Come Undone', brani entrati nella storia del pop. L'autore sottolinea l'intelligenza compositiva del gruppo e il valore di un disco spesso sottovalutato dalla critica ma amatissimo dai fan.

Duran Duran

I Duran Duran sono una delle band britanniche più celebri nate dalla scena new romantic, diventati icone pop mondiali fin dagli anni '80 grazie al mix di eleganza, video d'avanguardia e una lunga serie di successi tra pop, funk e elettronica. Il loro percorso li vede evolversi da fenomeno per teenager a gruppo maturo, con momenti di grande sperimentazione e hit immortali.
41 Recensioni

Altre recensioni

Di  SouthMan

 I Duran Duran oltre ad essere "boni", sono degli ottimi musicisti, con un senso della melodia e della composizione superiore a tanti altri decantati artisti.

 Un disco freschissimo, cupo in certe sue parti, e capostipite di tutto il movimento new-romantic.


Di  claudio carpentieri

 "New Romantics ... fu puro opportunismo in verità. Facemmo nostra quell’etichetta e la mettemmo anche nei versi di ‘Planet Earth’."

 "Nove brani per un album discreto che si rivolge principalmente a chi vuole conoscere la nascita di un sound tra glam, disco, elettronica e punk."


Di  Palau

 Gli errori gravi non li hanno commessi dopo la loro reunion del 2004 bensì nella genesi della loro carriera.

 Di questo album mi piacciono le imperfezioni, la spontaneità, l’originalità e la bassa qualità costruttiva degli strumenti.


Di  Abraham

 I Duran Duran hanno insita una sottile vena masochista che li porta, con sorprendente regolarità, a lasciarsi morire in calce a svariate resurrezioni.

 ‘Love Voodoo’ è qualcosa di mai sentito e, purtroppo, mai replicato in ambito Duran.