Copertina di Effervescent Elephants The complete works
caesar666

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Per appassionati di musica alternativa e psichedelica, cultori dell’underground italiano anni '80, collezionisti di classic rock e neo-psichedelia
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LA RECENSIONE

Gli anni ’80 sono stati musicalmente caratterizzati dalla fredda new wave ma, probabilmente per reazione alle sue atmosfere plumbee, anche in Italia fiorì un movimento che molti definirono neo-psichedelico. In realtà la maggior parte di questi gruppi suonavano garage-punk come sottolineò all’epoca Salvatore “Ursus” d’Urso dei No Strange parlando a proposito della compilation “Eighties Colours” che, a suo modo, fece scuola. Il concetto è ribadito anche nel recente libro No Strange e sogni correlati da me recensito su DeBaser. A partire da quel disco il noto giornalista Claudio Sorge si inventò un movimento “psichedelico” italiano che in effetti non esistette mai. Fra i pochi veri e propri nomi che potevano fregiarsi del termine “psichedelico” – fra cui non si possono certo dimenticare i citati No Strange, i Birdmen Of Alkatraz e gli Steeplejack ma ricorderei anche i fiorentini Leanan Sidhe - c’erano sicuramente gli Effervescent Elephants di Lodovico Ellena. Devoti al culto di Syd Barrett, gli Elefanti avevano un genuino e spontaneo “feeling” lisergico: i suoi membri avevano un solido “background di ascolti” e avevano avuto esperienze musicali negli anni ’70. Non ci troviamo di fronte così a gente culturalmente impreparata che improvvisava magari segueno una moda fallace. Il loro singolo “Radio Muezzin” del 1986 è un deragliantee grezzo anthem psichedelico e arabeggiante. Il disco “Something To Say” del 1987, publicato dala Electric Eye è, nel suo genere, un piccolo classico che tutti gli amanti di certi suoni dovrebbero possedere. La cassetta “Indian Cron Expansions” del 1988 era sempre nello stesso solco. Purtroppo una volta finita l’onda delle sonorità ’60 i giornali si disinteressarono del fenomeno per seguire il nascente “grunge”. Tuttavia, con grande impegno e dedizione, Lodovico Ellena ha portato avanti progetti paralleli come gli psycho-pop Astral Weeks oltre a pubblicare ottimi dischi solisti fra cui un triubuto a Syd Barrett elibri che ripercorrevano la storia della band come “Quando gli spinaci erano stravolti”. Di recente è uscito “Ganesh Sessions” stampato dalla meritoria Area Pirata di Pisa. Tutta la produzione ufficiale degli Effervescent Elephants venne pubblicata nel 1994 in cd dalla Mellow Records di Sanremo in “The Complete Works”. Il cd, ora fuori catalogo, si può però ascoltare su Bandcamp al seguente link: https://mellowrecords.bandcamp.com/album/effervescent-elephants-the-complete-works.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l’importanza degli Effervescent Elephants all’interno del panorama neo-psichedelico italiano degli anni '80. Lodovico Ellena e la sua band, con influenze lisergiche e garage-punk, si distinguono come autentici rappresentanti del genere, con dischi chiave come "Something To Say" e "Radio Muezzin". Il loro lavoro è stato raccolto nella compilation "The Complete Works", ora disponibile su Bandcamp. La recensione sottolinea la solidità culturale e la passione del gruppo, evidenziando l’eredità lasciata nel panorama musicale.

Tracce video

01   To The Morning In Blue (00:00)

02   All Tomorrow's Parties (00:00)

03   Interstellar Overdrive (00:00)

04   Radio Muezzin (00:00)

05   The Psychedelic Flea (00:00)

06   It's Raining (00:00)

07   Europe's Blues (00:00)

09   Three O Clock (00:00)

10   Maize (00:00)

11   Hey Mr. Paul Smith (00:00)

12   Indian Side (00:00)

13   Something To Say (00:00)

14   All Tomorrow's Parties (Instrumental) (00:00)

Effervescent Elephants

Gruppo psichedelico italiano di Alice Castello (VC), guidato da Lodovico Ellena e dichiaratamente ispirato a Syd Barrett (il nome viene da Effervescing Elephant). Attivo nella stagione neo-sixties degli anni ’80, ha pubblicato l’EP Radio Muezzin e l’album Something To Say per Electric Eye, nastri come Indian Corn Expansions, una raccolta su Mellow Records e session più recenti su Area Pirata. Ha collaborato anche con Claudio Rocchi.
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