Bisius

DeRango : 2,26
DeEtà™ : 7218 giorni • Qui dal 4 settembre 2006
Franz Liszt Réminescences De Don Juan
Voto:
Di Liszt ho il Concerto N°1 In Mi Bemolle Maggiore, il Concerto N°2 In La Maggiore e soprattutto il meraviglioso Totentanz, tutti riarrangiati nelle versioni per pianoforte e orchestra. Se non ce li hai, te li consiglio vivamente. Dal mio canto, approfondirò sicuramente: il tocco marcato e l'alternanza maestoso/delicato delle sue composizioni mi aggradano assai. La recensione mi è molto piaciuta, in più ci hai messo anche il regalino, beh, il 5 non te lo toglie nessuno! :)
John Zorn Kristallnacht
Voto:
Ritorno su questa recensione dopo un anno, e dico: John Zorn non fa album belli o brutti, John Zorn fa solo capolavori. Sempre e solo. Ma questo "Kristallnacht"... ha davvero un potere enorme. Il duo iniziale ("Shtetl" e "Never Again") mi fa letteralmente rizzare i peli sulla nuca. E' un enorme grido di dolore, il dolore degli ebrei verso una terribile persecuzione. Quest'album aiuta a capire la verità, quest'album fa MALE. Dentro.
Le Luci della Centrale Elettrica Le Luci della Centrale Elettrica
Voto:
E' davvero molto bello. Prolifico Stivale, quest'anno. Ma continuo a preferire l'accoppiata Anatrofobia/Petrol: Vasco deve crescere ancora musicalmente (come diceva Canali? "pallosissimo monocorde"? In parte lo quoto). Le liriche però sono davvero grandi.
Yakuza Transmutations
Voto:
Ma più che post-hardcore, questo, mi pare un ibrido progressive-jazz-death-sludge metal. Mostruoso, perchè capace di unire articolati passaggi free jazz con aforismi psichedelici, con scatarrate death bellissime ("Congestive Art-Failure"), con complicatissime trame progressive. Bello bello, davvero, il massimo esempio di come la musica estrema non sia affatto per i palati rozzi.
Ludovico Einaudi Divenire
Voto:
Non so se il tuo commento fosse sarcastico o meno, Contemplazione (non ho idea se Mertens sia finito nella Merit Cup... o se questo significasse che non ti piace), in ogni caso mi è piaciuto molto After Virtue... che è semplice e minimalistico, ma è composto secondo un flusso molto libero ed irrazionale, fatto che, per me, depone a suo favore./ Dimenticavo: tie'!
Ludovico Einaudi Divenire
Voto:
Il tempo è poco e le cose da dire molte: cercherò quindi di stringere accontentando un po' tutti. Dopo i superflui ringraziamenti per il passaggio, dico: @Alberto, ho criticato Einaudi, non "Divenire" che, come hai visto e hai letto (spero) è un disco che mi piace. L'acida critica track-by-track iniziale è solo dal punto di vista tecnico. Per me Einaudi, lo ripeto, tecnicamente è proprio scarso. Emozionalmento no. @Bonny: anche a me Allevi piace di più di Einaudi, perchè è uno dei pochi che gioca col pianoforte e riesce a tirare fuori dei pezzi pop. Poi, che alla lunga sia inutilmente pedissequo, mi pare di averlo detto (così rispondo anche @l gentilissimo Contemplazione). Non sono un esperto di musica ambient/classica: Satie non l'ho mai ascoltato. Jarrett sì, e non mi piace per niente. Poi ascolto un po' di Beethoven, Mozart, Chopin, Wagner, Liszt. Allevi, già detto. Il mio preferito continua a rimanere, in ogni caso, Wim Mertens. Capirai, dunque, che non ho assolutamente esperienza in questo campo e che, quindi, preferisco tenermi un po' da parte. Mi dispiace che tu abbia considerato la recensione poco coerente ma, ripeto: la mia critica è rivolta ad Einaudi come personaggio e come pianista, il mio elogio alla musica che fa Einaudi, banalissima, mediocrissima, semplicissima (come ho scritto nella recensione) ma capace di emozionarmi. Solo Matthew Cooper -Eluvium, per capirci- è riuscito a fare di meglio. Detto questo, vi saluto.
Alfred Brendel Live @ Conservatorio Milano 27.11.07
Voto:
Sono queste le recensioni che voglio leggere. Consigliata.
Isis Celestial
Isis Celestial
20 nov 07
Voto:
Ho redatto questo scritto, pensando che nessuno degli ipotetici commentatori sarebbe riuscito a capire che non si tratta di una recensione. Non posso perciò essere più soddisfatto di così: sono riuscito nel mio intento! :) Per chi voleva una "recensione tecnica", beh, Hybris ne ha scritta una molto bella un anno e mezzo fa: andatevi a leggere quella, per capire com'è fatto, stilisticamente, Celestial. Io, quello che dovevo e volevo dire, l'ho detto. Voi non siete riusciti a capirlo, ed era quello che prevedevo. Per evitare che, in ogni caso, questa pagina causi dei drammatici suicidi esistenziali, o delle ennesime crisi mistiche, a brevissimo inserirò un po' di samples. Tutti per voi e per la gioia della "recensione tecnica" :))))) / Comunque, confermo: al quinto piano ci sono i baracchini abusivi cinesi con in vendita gli elastici per capelli fatti con preservativi usati. Tutto ciò è indubbiamente molto "Caldo. Giallo. Deserto. Paura". // Ed ora, democraticamente e nel nome delle recensioni tecniche: tie'!
Serj Tankian Elect The Dead
Voto:
Pensavo molto ma molto peggio. E invece, alcuni pezzi, mi piacciono proprio di brutto. "The Unthinking Majority", "Praise The Lord And Pass The Ammutination" e "Beethoven's C***" sulle altre. "Honking Antelope" e "Lie Lie Lie", invece, proprio non mi piacciono. Ma ho fatto bene a comprarlo originale: qui dentro, seppur con qualche somiglianza stilistica, ci sono una pulizia sonora ed una ricchezza strumentale davvero affascinanti. Contrasto duro/melodico che, forse, alla lunga, rompe un po', ma chissenefrega. E poi la voce, ragazzi, la voce... ma come si fa a non cadere KO quando Sergio ti caccia un "do you believe... IN NOTHIIIIIIIIIIING"?!? Per ora 3.5.